Halo Infinite recensione: una campagna a dir poco assuefacente

La recensione della campagna di Halo Infinite, la nuova avventura di Master Chief che segna un grande ritorno per 343 Industries.

Halo Infinite recensione
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Sono le 10:21 di mercoledì 14 dicembre, gli intensi giorni di fuoco sembrano finiti e abbiamo spento, non senza difficoltà, la nostra Xbox Series X. Dopo diverse ore spese per completare la campagna di Halo Infinite, possiamo finalmente iniziare a scrivere questa recensione. Abbiamo un sorriso a trentadue denti stampato sul nostro volto e siamo totalmente assuefatti da quest’ultimo capitolo dedicato a Master Chief.

L’hype per il sesto capitolo della saga ci travolse dopo l’ultima conferenza E3 di Microsoft, con 343 Industries che ci mostrò un nuovo trailer di gioco con annessa la notizia che la componente online del titolo sarebbe stata per la prima volta free to play. Da quel 13 giugno 2021, l’attesa è cresciuta sempre di più. Prima l’annuncio della data di uscita ufficiale per l’8 dicembre – e al day one su Game Pass – poi la disponibilità del multiplayer già dal 15 novembre per celebrare i vent’anni di Halo e Xbox e infine l’arrivo, poco meno di una settimana fa, della tanto attesa campagna.

Halo è tornato, Master Chief è tornato regalando un vero e proprio paradiso per gli amanti degli fps. Imbracciamo il nostro fucile d’assalto MA40 e partiamo alla scoperta di ZETA Halo.

Halo Infinite: un nuovo inizio

Il racconto di Halo Infinite segue le gesta di Master Chief nel tentativo di eliminare gli Esilitati, i principali villain del gioco che abbiamo avuto già modo di conoscere nello spin-off Halo Wars 2. La narrazione si concentra, rispetto al precedente capitolo Halo Guardians, interamente su John-117 e cerca di creare un ponte tra passato e futuro della saga. Con Halo Infinite infatti, 343 Industries vuole chiudere determinate linee narrative dei precedenti capitoli; riprendere alcuni dei temi fondamentali della serie come il rapporto tra il protagonista e Cortana e sfruttare tutto questo calderone per creare un nuovo inizio per la saga Microsoft.

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Faremo ben presto la conoscenza di un inedito personaggio umano e dell’Arma, la nuova Intelligenza Artificiale che sostituirà la già citata Cortana. La storia funziona e anche molto bene, grazie a momenti altamente spettacolari, un’ottima intesa fra Master Chief e gli npc e la nuova IA che si rivelerà fin da subito ben scritta e carismatica. L’idea degli sviluppatori è quella di tenersi stretti i fan storici di Halo ma al tempo stesso catturare l’attenzione di nuovi potenziali utenti. Proprio per questo il consiglio per chi vuole iniziare da quest’ultimo capitolo, è quello di farsi un’infarinatura dei pilastri narrativi della produzione così da non cadere dalle nuvole ad ogni citazione di Cortana o della Dottoressa Halsey.

343 Studios vuole donare nuova linfa ad Halo, non solo però dal punto di vista narrativo ma anche da quello del gameplay, con un open world tutto da scoprire.

Alla scoperta di Zeta Halo

Se ci fermiamo un attimo a pensare, possiamo notare delle similitudini tra l’ultimo Gears of War (qui la nostra recensione del primo storico episodio) e Halo Infinite. Entrambe le killer app Microsoft hanno abbandonato la linearità dei vecchi capitoli per presentare un inedito mondo aperto. L’obiettivo è duplice. Mantenere il cuore pulsante dei due titoli, le sparatorie al cardiopalma, ma al tempo stesso abbracciare una delle principali tendenze videoludiche degli ultimi anni. Tale approccio, può avere i suoi pro e i suoi contro. Il rischio in questi casi, è infatti quello di riempire il gioco con attività fine a se stesse che non aggiungono nulla alla missione primaria.

In Halo Infinite, esplorando la mappa di Zeta Halo potremo svolgere diversi incarichi secondari. Potremo ad esempio decidere di conquistare le basi nemiche, eliminare un generale altamente pericoloso oppure liberare una squadra alleata in difficoltà. Non ci saranno sottotrame specifiche dedicate a queste “missioni” e ciò che ci spingerà a completarle sarà la necessità di sbloccare punti di spostamento rapido, armi uniche oppure recuperare gli immancabili codex che rivelano la lore di gioco. Se all’inizio tutto questo potrà sembrare galvanizzante, nel lungo periodo finirà per avere un ruolo marginale rispetto alla campagna principale.

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Da una parte quindi, una monotonia di fondo c’è ed è tangibile. Dall’altra però ci sono due aspetti da considerare. Il primo è che la qualità dello shooting è talmente alta che ogni occasione è buona per sparare. Il secondo, è che Halo Infinite ancora non prevede la modalità cooperativa. Sarà proprio quando avremo la possibilità di giocare, sparare e guidare veicoli in compagnia che l’open world di Halo sprigionerà tutto il suo potenziale. Una scommessa aperta che nel lungo periodo potrà regalarci ancora tante soddisfazioni.

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Il Paradiso degli fps

La novità principale di Halo Infinite è perciò promossa con alcune riserve. Se però spostiamo il focus sulla campagna principale, possiamo dirvi con assoluta tranquillità che essa non vi deluderà, grazie al giusto mix di sessioni all’aperto e al chiuso, condite da coriacee boss fights dove il rischio di morire più volte sarà elevato. Un grosso merito di questa promozione a pieni voti, non può che non andare a un sistema di shooting che, come sempre, rasenta la perfezione. Il feeling con le armi è eccezionale e i 60fps stabili, garantiscono degli scontri a fuoco appaganti e mai monotoni.

A rafforzare questo incredibile gunplay ci pensa poi il nuovo gadget in dotazione di Master Chief, il Rampino. Quest’ultimo, permetterà al giocatore di approcciare in mille modi differenti le diverse sessioni di gioco. Potremo ad esempio utilizzarlo per sfruttare la verticalità delle mappe e raggiungere una posizione privilegiata rispetto agli avversari. Agganciare le armi da terra o quelle impugnate dal nemico e attirarle a noi quando saremo a corto di munizioni. Sfuggire da situazioni di elevato caos o addirittura paralizzare un Brute e finirlo con un attacco corpo a corpo. Le fasi d’azione, grazie a questo piccolo ma al tempo stesso straripante gadget, si aprono quindi a un numero infinito di possibilità.

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In poche semplici righe, abbiamo provato a riassumere la grandezza di Halo Infinite e a spiegare come gli sviluppatori siano riusciti a rendere un videogioco di per sé già grandioso, in qualcosa di ancora più immenso e soprattutto divertente.

Un Master Chief sempre più forte

I mob che affronteremo in Halo Infinite sono, come sempre, aggressivi e ci infliggeranno un ingente quantitativo di danni. Tutto ciò richiede ai giocatori di trovarsi sempre in movimento e mai statici, pena una rapida e dolorosa morte. A tal proposito, un’interessante novità di gioco è la possibilità di potenziare, attraverso i Nuclei Spartan che raccoglieremo in partita, la resistenza della tuta e gli altri gadget a disposizione di Master Chief. Oltre al rampino, potremo poi contare su Sensori di Minaccia, Coperture Portatili e Propulsori.

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Ben presto scopriremo come converrà spendere i nuclei solo per il potenziamento della tuta e del rampino mentre gli altri power up finiranno per avere un ruolo secondario nell’economia di gioco.

Un titolo ancora cross-gen… e quindi?

Una delle principali critiche che il pubblico mosse ad Halo Infinite dopo aver visto i primissimi trailer di gameplay, era l’arretratezza del comparto tecnico. Tale problematica spinse lo studio, che stava già affrontando problemi di sviluppo per via del covid, a ritardare l’uscita del titolo così da tirarne il più possibile a lucido l’aspetto grafico. E questa scelta, alla fine dei conti si è rivelata sicuramente corretta.

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E’ vero, Halo Infinite è un gioco cross-gen e questo si nota soprattutto nel mondo aperto – l’unico bioma di Zeta Halo diventerà innegabilmente monotono – che non mantiene la stessa qualità e dettagli degli ambienti chiusi. Bisogna però dire che 343 Industries si è trovata ad utilizzare il nuovo motore grafico Slipspace per la prima volta e che i margini di miglioramento ci sono e saranno grandi. Un compromesso, quello dell’aspetto grafico, inevitabile e che, dinanzi ad un gunplay così fluido e godibile, deve necessariamente passare in secondo piano.

Conclusioni

La campagna di Halo Infinite è stata a dir poco indimenticabile. Il titolo, che potrà darci ancora tanto dal punto di vista dei contenuti, è solido sotto ogni punto di vista. Non concentratevi sui problemi cross-gen, ma guardate alla qualità del gameplay, la varietà delle situazioni di gioco da affrontare e lasciatevi trascinare dalla storia diretta da Joseph Staten. Master Chief torna a mostrare i muscoli, pronto a rimanere nella vostra console Xbox o Pc per ancora tantissimo tempo e regalarvi ore e ore di grande divertimento.

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