Le teorie più folli su Walt Disney

Abbiamo cercato e raccolto alcune fra le leggende più folli che girano attorno a Walt Disney, fra ibernazione e un testamento particolare.

Walt Disney
Il leggendario Walt Disney
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Walt Disney è stato uno dei pionieri dell’animazione, un’autentica leggenda il cui nome è diventato, nel tempo, un marchio inimitabile ed amatissimo in tutto il mondo. Dalle origini di Mickey Mouse e delle Silly Symphonies (con Ub Iwerks) ai suoi ultimi film, Disney ha saputo creare un vero e proprio brand, ancora oggi più che mai vivo, che ha fatto innamorare molte generazioni.

Dal primo lungometraggio, Biancaneve e i sette nani (1937), il produttore americano ha dato una forma ben definita al lungometraggio animato, che passa dagli adattamenti di romanzi o favole molto conosciuti all’uso di canzoni in funzione narrativa (in questo i suoi film sono molto simili ad un musical).

Attorno alla sua figura, che ha spesso preferito la riservatezza alla sfera pubblica, si sono ovviamente create molte leggende e teorie, specialmente dopo la sua morte. Ecco alcune fra quelle più fantasiose e folli che abbiamo trovato sul web.

Walt Disney è stato ibernato?

Walt Disney

Iniziamo con quella che è forse la teoria più famosa. Una delle leggende più diffuse sul conto di Walt Disney implicherebbe il fatto che lo zio Walt non sia morto. O meglio, che si sia fatto ibernare (ricordate la prima puntata di Futurama?), nella speranza che le tecnologie del futuro ne permettano la guarigione.

Ma cosa c’è di vero in questa teoria? Questa tecnica di ibernazione, detta anche sospensione crionica, esiste veramente dalla fine degli anni ’60. Ovviamente il fondamento scientifico su cui si basa è molto controverso, e ad oggi le nostre conoscenze non sono sufficienti a riportare in vita i soggetti ibernati.

La teoria ha assunto grande popolarità in seguito alla morte di Disney e alla cerimonia privata che ne seguì, che non fece che alimentarne il fuoco. La leggenda è stata più volte smentita, anche dalle sue biografie, ed esiste una tomba a suo nome nei pressi di Glendale, California.

A proposito della tomba…

Ed a proposito della tomba di Glendale spunta un altro mito, a volte associato a quello precedente.

Secondo questa teoria, il corpo di Disney, ibernato o meno a seconda di chi lo racconta, sarebbe conservato all’interno di Disney World anziché nella tomba di Glendale. I punti papabili sono diversi, ma molto spesso è stata indicata l’attrazione dedicata a I Pirati dei Caraibi.

Come è evidente non c’è modo di provare l’infondatezza di questa teoria un poco macabra, tanto quanto la sua autenticità, più che mai improbabile.

Un testamento “particolare”

Altro mito particolarmente fantasioso iniziato a circolare dopo la morte è quello relativo alla sua eredità. Secondo questa leggenda, infatti, Walt Disney avrebbe lasciato una somma di denaro che sarebbe andata al primo uomo che fosse riuscito a rimanere incinta.

Una leggenda che ha veramente dell’assurdo ed un gusto dello scherzo forse lontano da quello di Disney. In ogni caso, il mito è stato smentito ufficialmente ed è totalmente infondato.

Il suo testamento è infatti pubblico e facilmente consultabile su internet. Disney ha lasciato tutto ai propri parenti ed alla Disney Foundation. Nessuna traccia invece di questa particolare volontà.

Disney World

Disney World

Su Disney World sono molte le leggende metropolitane diffuse nel corso degli anni.

Fra le più curiose troviamo infestazioni di fantasmi in più attrazioni (in alcune leggende sarebbe lo stesso Walt), la presenza di una fantomatica cupola che proteggerebbe il parco dalle intemperie, Johnny Depp che, periodicamente, rimpiazzerebbe il figurante di Jack Sparrow, il castello di Cenerentola smontabile in caso di uragani (la Florida ne è spesso vittima).

Infine, una delle nostre preferite, a quanto pare vera fino ad un certo punto. Un tempo, se vi foste avvicinati ad un personaggio di Toy Story e aveste detto “Andy sta arrivando!”, questo sarebbe caduto a terra, esattamente come nel film. A differenza di altri miti, questo fu provato veritiero qualche tempo fa. Tuttavia, il parco vietò ai figuranti di continuare a farlo per la loro sicurezza.

Walt era antisemita?

Più che leggende goliardiche (o supposte tali) qui si parla di vere e proprie accuse nei confronti di Walt Disney. Nel corso del tempo il suo nome è stato più volte associato a movimenti intolleranti e politiche non certo lodevoli. Vediamo cosa c’è di vero in queste accuse.

Se è vero che Disney era un uomo di inizio ‘900 e di certo non spiccatamente progressista, i suoi collegamenti con l’antisemitismo non sono sempre chiari. Secondo alcuni, ci sarebbe un filo rosso che lo legherebbe addirittura al nazismo: l’incontro con Leni Riefensthal, nota regista del regime hitleriano. Queste accuse, però, sono facilmente confutabili dai corti prodotti in tempo di guerra da Walt su commessione del governo, spiccatamente anti-naziste.

Altro elemento antisemita sarebbe la versione originaria de I tre porcellini, in cui il lupo si traveste da mercante ebreo per ingannare i 3 protagonisti del corto.

I tre porcellini
La scena incriminata de I tre porcellini

Sono invece evidenti dei tentativi goffi di revisionismo verso lo schiavismo del sud. Basti vedere i corvi neri di Dumbo o I racconti dello zio Tom, definito da Bob Iger, attuale presidente esecutivo Disney, di un “razzismo imbarazzante“. O, ancora, una visione dei personaggi femminili non sempre al passo con i tempi (il recente caso del bacio di Biancaneve ad esempio).

Le ombre sulla sua persona si sono sempre più diffuse, anche a causa della sua riservatezza, e le uniche informazioni le abbiamo dai suoi biografi, che spesso hanno cercato con evidente imbarazzo di giustificare comportamenti o scene dei film che vanno decisamente oltre.

Neil Glaber, a proposito delle accuse di antisemitismo, dichiarò:

“Walt Disney antisemita? Si fece questa nomea perché, negli anni ’40, si lasciò coinvolgere da un gruppo chiamato Motion Picture Alliance for the Preservation of American Ideals, organizzazione antisemita e anticomunista. Sebbene Walt di per sé, a mio parere, non fosse un antisemita, diventò alleato di persone che lo erano.”

Su che persona sia stata Walt Disney nel privato possiamo saperne ben poco, ma resta il fatto che, dalle sue opere, si possono notare certi pensieri ed atteggiamenti che vanno in direzioni decisamente vicine al razzismo in generale.