Gears of War compie 15 anni: recensione del primo storico gioco Xbox 360

Il 17 novembre 2006 usciva su Xbox 360 Gears of War. Vogliamo omaggiare il primo capitolo di questa storica saga con questa recensione.

Gears War Xbox 360
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Il 2005 fu un anno molto importante per Microsoft. Il 22 novembre infatti, esordiva sul mercato Xbox 360. Quasi 365 giorni prima dell’arrivo della sua diretta concorrente, Playstation 3. La line – up di lancio era abbastanza corposa, con titoli del calibro di Call Of Duty 2, Nba 2k6, Perfect Dark Zero e Quake 4. Per avere però una vera killer app, gli utenti avrebbero dovuto aspettare ancora un anno. Il 7 novembre 2006 in America e il 17 in Europa, ecco l’uscita ufficiale su Xbox 360 di Gears of War di Epic Games, di cui oggi ne leggiamo la recensione.

Il titolo venne anticipato da un trailer indimenticabile, che trasudava malinconia, disperazione e solitudine. Sulle note di Mad World dei Tears for Fears ma in una cover di Gary Jules, vedevamo il protagonista Marcus Fenix correre nel buio e nella distruzione, braccato dalle Locuste, i principali nemici della serie. Già da quel primo minuto, tutti noi comprendemmo che sarebbe stato un gioco epico, indimenticabile. L’inizio di un franchise creato da Clifford Bleszinski, che ha dato vita a 7 capitoli, diversi romanzi, una serie a fumetti e fatto innamorare i fan di tutto il mondo. Il punto di non ritorno per il genere dei tps, gli sparatutto in terza persona che con Gears of War, non sono più stati gli stessi.

“Hide my head, I wanna drown my sorrow. No tomorrow, no tomorrow”.

Il Giorno dell’Emersione

Gears of War è ambientato nel pianeta Sera. La razza umana, reduce da una vera e propria guerra interna per il controllo dell’Imulsion, un fluido fluorescente che permetteva la produzione di energia a basso costo, dovette unire le proprie forze per fronteggiare una nuova minaccia. Nell’Emersion Day infatti, emersero dal centro del pianeta le Locuste, una feroce specie che in pochissimo tempo prese il controllo del mondo. I COG, i soldati umani, tentarono in tutti i modi di contrastare l’ascesa di questi mostri, ma senza successo. Tra questi, incontriamo Marcus Fenix, il quale, a seguito di una chiamata di soccorso del padre, abbandonò i suoi compagni.

Marcus fu condannato per omissione dei suoi doveri e rinchiuso in prigione. Dopo alcuni anni però, Dominic Santiago, il suo miglior amico, si avventurò in una missione suicida per liberarlo. Proprio durante questo tentativo di evasione, un’orda di locuste invade la struttura. Inizia così la campagna di Gears of War. In breve tempo faremo poi la conoscenza della Squadra Delta che ci accompagnerà per i primi tre capitoli della saga. Ai due personaggi citati, si aggiungeranno Damon Baird e l’ex giocatore di football Augustus “Cole Train” Cole.

Gears War Xbox 360

Sul fronte narrativo, il primo episodio della serie farà da introduzione ad un racconto molto più epico e drammatico di quanto le premesse facessero inizialmente supporre. La trama principale infatti, per quanto sappia di già visto, vi travolgerà con un maremoto di emozioni. Tutto questo grazie al grandissimo lavoro svolto sui quattro protagonisti e ad un’intricata lore che si espanderà grazie anche a Gears 2 e 3. Con il tempo vi affezionerete alle battute di Cole Train, al cinismo di Baird e all’umanità di Dom. Non mancheranno infine momenti che un pugno nello stomaco sarebbe stato meglio. Insomma, un vero e proprio blockbuster hollywoodiano tutto da giocare.

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Imbracciamo il Lancer

Gears of War è stato una vera e propria rivoluzione sul fronte dei tps. Il concept alla base del titolo era sostanzialmente molto semplice. Muoversi da A a B in un lungo corridoio o grandi aree, affrontando orde di nemici e coprendosi dietro delle coperture. La visuale è in terza persona bloccata alle spalle del protagonista. Il risultato sono sparatorie dinamiche e adrenaliniche, in perenne inferiorità numerica. La sensazione era quella di trovarsi in una vera e propria guerra urbana, con i proiettili che attraversavano ogni angolo del nostro monitor.

Gears War Xbox 360

Se però pensate che Cliffy B. si sia svegliato una mattina e abbia ideato tutto da zero vi sbagliate. Il game designer si è principalmente ispirato a due diversi titoli. Per la visuale in terza persona, da Resident Evil 4. Mentre per le coperture, da Kill Switch, un videogioco Namco del 2004.

Per difenderci, dovevamo fare affidamento su tattica, con la possibilità di dare ordini alla squadra, granate e il nostro fidato Lancer. L’arma in dotazione delle forze umane, diventata subito una vera e propria icona in ambito videoludico. Un mitra con una motosega incorporata che potevamo attivare durante le feroci sessioni corpo a corpo. A questo si aggiunge un elemento di sopravvivenza fondamentale, la ricarica perfetta. Premendo il grilletto al momento giusto, ottenevamo un caricatore potenziato che ci aiutava ad infliggere maggior danno.

A corredo di tutte queste idee produttive, il fiore all’occhiello della produzione rimane il sistema di shooting. Il feeling con le armi è tutt’ora uno dei migliori in circolazione. La mira estremamente accurata e la sensazione, ogni volta che ci affacciavamo da una copertura, era quella di impugnare non il joystick bensì il Lancer. Se giocavamo con le cuffie poi, grazie ad un sontuoso comparto audio, l’immedesimazione era totale.

I prodigi dell’Unreal Engine 3

A rendere ancora migliore Gears of War ci pensò poi il suo comparto grafico. Gli sviluppatori hanno sfruttato l’Unreal Engine 3 alla perfezione e hanno reso un gioco non solo bello da giocare, ma anche meraviglioso da guardare. Per essere un prodotto uscito solo ad un anno di distanza dal lancio dell’Xbox 360, il risultato era sorprendente. E’ vero, si trattava principalmente di un lungo corridoio giocabile ma parliamo comunque di una grafica mai vista prima d’ora. Era persino difficile distinguere gli stacchi tra i filmati e il gameplay.

I 5 atti di cui si compone il titolo sono uno visivamente più bello dell’altro e non mancano i momenti spacca mascella. Perché, parliamoci chiaro, il primo incontro con il Brumak, uno dei boss del gioco, è rimasto impresso a tutti i giocatori della saga. Il culmine di tutto questo “percorso grafico” è riscontrabile in Gears 5: Hivebusters, DLC di Gears of War 5. Insomma, un altro marchio di fabbrica che si aggiunge al gameplay puro e che ha reso la saga un unicum nel vasto panorama del nostro medium preferito.

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L’eccellenza del PVP online

Gears of War fu molto apprezzato anche per il suo comparto multiplayer. Prima di tutto, bisogna sottolineare che la campagna si poteva giocare in compagnia di un amico sia online che offline. A questo si aggiungeva il PVP. Due squadre, fino a 8 giocatori (4 COG vs 4 Locuste) e cinque diverse modalità di gioco. La componente online ha riscosso un enorme successo e si è espansa nel tempo, arricchendo sempre di più la sua offerta. Al momento esiste un campionato eSports di cui è stato realizzato anche un documentario Tv.

Conclusioni

Gears of War è stato un vero e proprio punto di svolta non solo per Xbox 360 ma per gli sparatutto in terza persona. Divertente e mai ripetitivo, il tps esclusiva Microsoft ha conquistato milioni di utenti grazie alle sue spettacolari sparatorie e alla sua trama molto più profonda di quanto ci si potesse aspettare.

Il merito va a Cliffy B. e al team Epic Games che ci hanno regalato tre indimenticabili perle. Gears of War 4 è stato infatti il primo capitolo uscito per Xbox One sotto la supervisione di The Coalition. Cambiano gli addendi, ma non il risultato. L’ultimo Gears, il quinto, ha migliorato ancora di più il pacchetto ludico della saga. Mentre attendiamo con ansia Gears 6, non possiamo fare altro che consigliarvi di recuperare tutta la serie su Xbox Game Pass. Sono passati 15 anni, eppure Marcus Fenix e il Team Delta non sembrano essere invecchiati di un giorno. Buon compleanno Gears of War.

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