Super Mario Kart: Recensione del mitico racing game Nintendo

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Come Super Mario Kart ha cambiato la storia del racing gameplay

Prima di CTR, ma anche prima di Gran Turismo o Driver, c’era Super Mario Kart. Un gioco apparentemente semplice, essenziale, studiato come spin-off della celebre saga di Mario, ma a sua volta diventato leggendario quanto i titoli principali.

Sfruttando la tecnologia grafica Mode 7 il gioco, uscito nel 1992, compie passi da gigante sia per quanto riguarda il genere racing (che riproduce, sostanzialmente, le gare automobilistiche) che per ciò che concerne il panorama videoludico nel suo complesso.

Prima di tutto, si tratta di un primo esempio di spin-off di tale successo da dare vita ad una saga a sé stante. Nel corso degli anni, infatti, sono seguiti qualcosa come sette sequel per tutte le principali console Nintendo, senza contare remake e collection.

Tutto parte da qui. Otto concorrenti, tutti tratti dalla saga di Mario in qualche versione, a bordo di go kart su piste semplici, coloratissime e fantasiose. I setting, ovviamente, sono a loro volta basati su vari ambienti classici di giochi.

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L’idea è quella di rendere omaggio ai titoli principali catturando nel contempo una tipologia di gamer non particolarmente coinvolta dal genere platform. Allo stesso tempo, tuttavia, trattandosi di un prodotto Nintendo si va ben oltre l’aspettativa media di uno spin-off.

Vero è che il gioco è molto difficile, le dinamiche di corsa non sono precisissime e raggiungere la perfezione nelle varie categorie è davvero una sfida ardua. Ma la compiutezza dell’esperienza di gioco compensa ogni possibile difetto.

Le musiche (tra cui un riarrangiamento di Koji Kondo, storico compositore della saga ma qui assente) catturano alla perfezione le dinamiche di ogni pista. Nel contempo, vengono introdotti alcuni elementi inossidabili di questo genere di gioco.

Parliamo dei blocchi “?”, che danno la possibilità di ottenere oggetti bonus per ostacolare gli avversari o per guadagnare terreno; gli acceleratori e le rampe che consentono di saltare sopra le buche; e come, in Super Mario Bros., la musica che accelera all’ultimo giro.

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Completano il tutto la divisione in categorie (50cc, 100cc, 150cc); la Coppa Speciale sbloccabile; e la celeberrima Rainbow Road, pista finale, psichedelica e imprevedibile, che chiude in bellezza come corsa finale.

Un gioco fenomenale nella sua semplicità e fortemente d’impatto se si considera la natura commericale secondo la quale viene pensato. Ancora oggi, uno dei migliori titoli Super Nintendo e uno dei must irrinunciabili dell’epoca, capostipite quasi di un intero genere.