The Killers – Pressure Machine | RECENSIONE

Killers
Credits: British Alternative Music / YouTube
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Il nuovo disco dei Killers è rigonfio di orgoglio americano e suoni alla Bruce Springsteen

Mettiamola così: se siete americani, o vivete negli Stati Uniti e avete coltivato sufficente amore per la vostra patria, allora amerete questo disco dei Killers. Pressure Machine, questo il titolo dell’utimo lavoro della band di Brandon Flowers e compagni, prosegue sulla linea heartland rock degli ultimi lavori, in cerca di cuori gonfi di commozione.

L’album è un concept basato sull‘infanzia di Flowers in Utah, e in quanto tale trasuda nostalgia e tradizione da tutti i pori. Un suono che, nel complesso, non si può non associare a Bruce Springsteen e a lavori come Nebraska (1982) ma anche The Rising (2002). Il rock della gente semplice, delle epiche notti di gioventù e dei bei tempi andati che non ritornano.

Se è questo che cercate, qui lo troverete. Ormai completamente dimentichi dei loro esordi nella scena indie e post-punk revival, i Killers abbracciano del tutto un proprio ruolo nel mainstream del rock americano che li veda come eroi della grande musica legata alla terra, alla cultura e alle emozioni.

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Il risultato? Dipende dal punto di vista. Lo ripetiamo: se siete cresciuti in Utah, o in Nebraska, o in Oklahoma, questo sarà per voi probabilmente il miglior album dell’anno, o giù di lì. Per tutti gli altri: un disco davvero poco interessante. In una parola: retorico. Tanti sentimenti, tante emozioni (troppe), e le voci della “gente comune” che raccontano esperienze e ricordi.

Un Sam’s Town (2006) all’ennesima potenza, insomma, ma spogliato di ogni elemento interessante, a livello di arrangiamento e stile, e consegnato ad una visione nostagica ambiziosa ma anche infinitamente ripetitiva. Ogni canzone somiglia all’altra, non esistono refrain memorabili, suoni coinvolgenti né ritmi trascinanti. Nulla.

La delicata poetica alla Springsteen trascina invece l’ascolto, di canzone in canzone, in una tracklist fatta di canzoni pallide, nebbiose e insapori. Certo, il concept c’è ed è accuratamente intessuto: ma ne vale la pena, per un ascolto tanto languido? A voi il giudizio finale.

The Killers – Pressure Machine / Anno di pubblicazione: 2021 / Genere: Heartland Rock
RECENSIONE
VOTO:
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Avatar di Andrea Campana
Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.
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