Ratchet & Clank: Rift Apart | Un quasi capolavoro [RECENSIONE]

La coppia formata dall'eroico Lombax e il leggendario robot è tornata più in forma che mai

Ratchet & Clank: Rift Apart
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Dopo l’esaltante approdo di Returnal (qui la recensione dello strabiliante roguelite), primo gioco a sfruttare le potenzialità della nuova PlayStation 5, era arrivata l’ora che una Software House, delle tante blasonate in Sony, tirasse fuori dal cilindro un prodotto ad hoc. Insomniac Games, da poco approdati in via ufficiale tra i first party Sony, hanno strabiliato il pubblico con i primi trailer di Ratchet & Clank: Rift Apart.

Le premesse quindi erano ottime. Il primo vero gioco a sfruttare a 360° la nuova potenza dell’ultima ammiraglia PlayStation. Dai primi filmati si notava da subito come l’SSD riusciva a trasportare in modo istantaneo i protagonisti da un mondo all’altro senza interruzioni. Un prodigio impossibile da realizzare sulle vecchie console o su sistemi non ottimizzati attorno all’SSD. Ma è realmente così?

Tutto oro ciò che luccica.

Il comparto grafico di Ratchet & Clank: Rift Apart è qualcosa di realmente sbalorditivo! Per coloro che hanno visto il film della bizzarra coppia di amici, possiamo garantirvi che il livello visivo è addirittura migliore, di molto, rispetto alla controparte filmica. Ci troviamo di fronte a mondi estremamente colorati e vividi, effetti luce strabilianti e una fluidità incrollabile. Dopo un primo provato con la modalità 4K, Ray Tracing e 30 fps possiamo garantirvi che, al netto di una pulizia generale leggermente minore, il compromesso perfetto è senza alcun dubbio giocare a 60fps con Ray Tracing.

Non ci aspettavamo quindi un grosso salto in avanti rispetto a ciò che Spider-Man: Miles Morales aveva mostrato qualche mese fa. Seppur con grafica cartoonesca e una tipologia completamente diversa, Ratchet & Clank: Rift Apart riesce a spingere ancora più a fondo con un colpo d’occhio incredibile.

Tanto e buono gameplay.

Il gunplay è migliorato rispetto al precedente capitolo reboot e le tante armi messe a disposizione riescono a divertire e avere ognuna la propria caratteristica peculiare. Il ritmo con cui i nemici appaiono a schermo è ottimo e si ha così la possibilità di utilizzare quasi sempre gran parte dell’arsenale.

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Un consiglio che teniamo a dirvi è quello di impostare fin da subito una difficoltà più elevata così da avere una sfida un po’ più impegnativa. Eliminati un paio di combattimenti e prove più ostiche, il gioco fila abbastanza liscio dall’inizio alla fine. I propulsori ai piedi offrono spostamenti più rapidi e i tanti teletrasporti in giro per la mappa fan sì che il gioco mantenga sempre un ritmo elevato. Gli amanti dei trofei potrebbero invece restare delusi dalla facilità con cui si può arrivare al platino.

Perché quindi non è un capolavoro?

Al netto dei tanti pregi tecnici e ludici, il gioco presenta anche alcune lacunosità, anche abbastanza ingombranti. Primo tra tutti i difetti è senza alcun dubbio la varietà dei boss. I nemici sono molti, ben caratterizzati in fazioni e variegati negli attacchi, però manca veramente la presenza di boss dedicati. Capiterà spesso di combattere contro il robot gigante e il dinosauro, che cambieranno colori e skin ma manterranno sempre lo stesso move-set.

Altro problema, forse meno incisivo, riguarda il design dei vari mondi. Per quanto bellissimi da vedere, le aree sono sempre abbastanza circoscritte e presentano ancora i tanti odiosi muri invisibili. Sotto questo aspetto ci si può aspettare di più senza alcun dubbio. Presenti inoltre alcuni, pochi, glitch nelle poche fasi platform che bloccheranno i protagonisti o li faranno cadere nel vuoto senza motivo. Niente di frustrante o sconfortante, però rappresentano un difetto fastidioso.

Teletrasporti e mondi da esplorare.

Differentemente da quanto visto nei trailer, i protagonisti non utilizzeranno gli squarci dimensionali per passare da un mondo all’altro (tranne che in rari casi pilotati da cut-scene) ma questi saranno presenti nei terreni di gioco come una sorta di “rampino istantaneo”. Per quanto si possa restar delusi nel non visitare mondi completamente nuovi da un secondo all’altro, i teletrasporti danno un’idea di spostamento mai provata prima.

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Il binomio Ratchet e Rivet, Clank e Kit invece funziona estremamente bene. I nuovi protagonisti vengono presentati ottimamente e il loro ruolo risulta da subito incisivo. Ci saremmo aspettati un po’ di differenze tra le due coppie ma, come ben spiegato, essi rappresentano loro stessi in un’altra dimensione. La trama è senza alcun dubbio molto semplice e lineare. Purtroppo non ritroviamo le piccole critiche socio-politiche dei primi capitoli ma il plot funziona e spinge l’utente ad andare avanti.

Una rivoluzione che non rivoluziona.

Parliamoci chiaro, Ratchet & Clank: Rift Apart rappresenta una delle vette più alte rappresentate dal genere di appartenenza. Il gameplay è solido e divertente, visivamente è sbalorditivo e la storia risulta convincente seppur semplice. Il solo finale vale tutto il prezzo del biglietto, un epopea di luci, esplosioni e combattimenti. La creatura Insomniac insomma aggiunge un ulteriore tassello al distacco con la old gen ma non così netto come speravamo.

Un gioco che risulta ben fatto, studiato ed equilibrato nel distribuire gameplay e trama. I piccoli difetti che abbiamo evidenziato minano leggermente il risultato finale facendo sì che Ratchet & Clank: Rift Apart risulti un ottimo gioco, immancabile per i fan della serie e per chi apprezza il genere, adatto ad adulti e bambini, ma che non raggiunga lo status di capolavoro. Siamo però sicuri che questo sia un enorme banco di prova per le produzioni future, in attesa di un eventuale Spider-Man 2 o una nuova IP da uno dei team più talentuosi del panorama videoludico.

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