10 gruppi rock italiani da ascoltare se ti piacciono i Maneskin [LISTA]

Il rock italiano, prima dei Maneskin, oltre i Maneskin. Ecco da dove iniziare

Maneskin
Credits: Maneskin Official / YouTube
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I Maneskin e oltre

I Maneskin ce l’hanno fatta: piaccia o non piaccia, sono non solo il più famoso gruppo rock in Italia, ma anche il più famoso gruppo italiano all’estero. E il loro successo è significativo tanto più se pensiamo che, come dicono loro stessi in una recente intervista al New Musical Express, in Italia il rock non è e non è mai stato “the thing”.

In realtà, però, non è proprio così. Sappiamo che una scena rock in Italia esiste praticamente da quando esiste il genere e, dopo l’emancipazione con il prog degli anni ’70, ha regalato molte volte gioie e orgogli. Dal post-punk anni ’80 all’alt-rock anni ’90, fino alle produzioni impegnate degli anni ’00 e all’indie contemporaneo, il rock non è mai veramente mancato dal panorama musicale italiano.

Ora, che il buon riscontro della musica dei Maneskin renda orgogliosi o meno i fan del genere, il momento ci sembra più che mai favorerovole per riscoprirne i meandri nel nostro paese. Prima dei Maneskin, oltre i Maneskin. Ecco quindi una bella lista di band rock italiane, storiche e meno storiche, sulle quali gettarsi prontamente forti dell’invito dei Maneskin.

1. Afterhours

Gli Afterhours sono un nome storico della scena alternative milanese, nonché il gruppo rock italiano di certo più famoso ed influente degli anni ’90. Ed ha perfettamente senso conoscerli, perché Manuel Agnelli, il cantante e leader del gruppo, è il “tutore” dei Maneskin ad X Factor. Sempre propositori di un rock alternativo solido ed intemperante, gli Afterhours sono tuttora simbolo della scena alternative italiana.

Da una produzione inizialmente in inglese e molto ispirata al rock alternativo e underground americano, il complesso passa alla re-invenzione completa del rock italiano aggiornato ai tempi del grunge, negli anni ’90, con album capitali come Hai Paura Del Buio? (1997) e Non è Per Sempre (1999). Le loro canzoni di questo periodo sono e rimangono leggendarie.

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Gli Afterhours sono da sempre dediti ad uno stile ricercato che accuratamente sfugge mode e tendenze evitando i successi da classifica e assestandosi invece su un rock che mette sempre chitarre e atmosfere al primo posto. Da canzoni come Male di Miele e Voglio Una Pelle Splendida, fino al numero di Sanremo intitolato Il Paese è Reale (2009), sono apprezzatissimi oggi come ieri.

2. The Zen Circus

I Zen Circus sono una realtà di rock fieramente ispirato alla scena punk internazionale e da sempre intransigente nelle proprie produzioni al limite dell’alternative. Il gruppo, capitanato da Andrea Appino, è attivo fin dalla metà degli anni ’90 ma si fa notare specialmente negli anni ’00, con lavori come Villa Inferno e Andate Tutti Affanculo, già i titoli tutto un programma.

In questo periodo collaborano anche con Brian Ritchie dei Violent Femmes, Kim Deal dei Pixies e Jerry Harrison dei Talking Heads. Figlio di Puttana, del 2008, è il loro primo vero successo notevole e ancora oggi viene ricordato da molti come pezzo simbolo della band. Nel corso degli anni successivi, poi, i Zen Circus si spostano sempre più verso l’indie italiano ma senza dimenticare l’aggressività degli esordi.

Dopo gli apprezzatissimi album Nati Per Subire (2012) e La Terza Guerra Mondiale (2016) giungono finalmente anche loro a Sanremo, invitati da Claudio Baglioni nel 2019, con il singolo L’Amore è Una Dittatura. Il loro ultimo album al momento è L’Ultima Casa Accogliente, uscito nel novebre 2020, in piena pandemia.

3. Ministri

I Ministri sono un altro nome portante della scena alternativa italiana contemporanea. Emergono grazie al loro secondo, memorabile album, Tempi Bui, che nel 2009 conquista le platee e li rende il fenomeno più eclatante della musica rock italiana di quel periodo. Il trio si fa notare grazie ad un rock fortemente ironico, trasgressivo ed impegnato.

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Molto famose alcune loro canzoni come Diritto Al Tetto e La Faccia di Briatore, così come i costumi che li caratterizzano nelle apparizioni nei videoclip e dal vivo. I tre, Davide Autelitano, Federico Dragogna e Michele Esposito, si trovano al centro del panorama rock nostrano oggi come dieci e più anni fa, con all’attivo già sei album e due EP, l’ultimo dei quali uscito da pochissimo, nel 2021.

Per i Ministri ancora non c’è stata alcuna partecipazione a Sanremo ma non è da escludere, visto il clima post-Maneskin, che una loro presenza alla kemesse possa giungere in un’edizione futura, magari nel 2022, chissà. Nel frattempo, il loro ultimo album in studio ad oggi rimane Fidatevi, pubblicato nel “lontano” 2018.

4. Fast Animals and Slow Kids

I Fast Animals and Slow Kids (o FASK, per i fan) sono una delle realtà rock italiane maggiormente di culto degli ultimi dieci anni. Particolarmente dediti a musicalità intense ed introspettive, propongono anch’essi un rock sempre fortemente chitarristico ma molto improntato alla costruzione di atmosfere ed impalcature di suoni sottili e pensati.

Il loro primo storico album, Cavalli, esce nel 2011 ed è prodotto da Andrea Appino dei Zen Circus (vedi sopra). Ancora oggi il disco è considerato un classico irrinunciabile del rock italiano degli anni ’10. Negli album successivi non hanno fatto mai mancare vigore e delicatezza nella loro musica, pur spostandosi lentamente verso sonorità più indie e appetibili.

La band è composta storicamente da Aimone Romizi, Alessandro Guercini, Alessio Mingoli e Jacopo Gigliotti. Si formano nel lontano 2007 e prendono il nome, per chi se la ricorda, da una famosa scenetta de I Griffin. Ad oggi sono giunti a cinque album in studio pubblicati, tra i quali il famoso Forse Non è la Felicità, del 2017.

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Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.