Le band musicali più sottovalutate di sempre, Parte 2 [LISTA]

Ecco il nostro secondo appuntamento alla scoperta di band musicali che, scommettiamo, non sapevate fossero così valide e interessanti. Cominciamo.

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Credits: Talk Talk band / YouTube
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Altre sei band musicali da rivalutare il prima possibile

Prosegue il nostro appuntamento con le band più sottovalutate della storia della musica recente. Come sapete, non parliamo tanto di gruppi musicali sconosciuti o di nicchia, quanto di artisti magari noti solo per una canzone o un disco, ma che in realtà celano nella loro carriera produzioni di altissimi livello.

Come al solito proseguiamo per decenni, dagli anni ’60 ad oggi, nominandovi una band per ogni periodo. Esploriamo i generi più disparati, alla ricerca di nomi da riscoprire seduta stante, consigliandovi anche canzoni e album e raccontadovi brevemente quello che c’è da sapere di ciascuno. Partiamo con la seconda lista. Per ripassare, trovate qui la prima.

Anni ’60 – The Yardbirds

Gli Yardbirds, attivi durante la seconda metà degli anni ’60, sono paradossalmente molto poco conosciuti pur avendo accolto tra le proprie file, uno dopo l’altro, tre dei chitarristi più importanti di sempre: Eric Clapton, Jeff Beck e Jimmy Page. Proprio dalle ceneri della formazione, del resto, quest’ultimo formerà poi i Led Zeppelin.

Il gruppo si afferma dapprima come realtà centrale del blues rock inglese, spostandosi poi verso il rock psichedelico e con una buona dose di quello che di li a poco si chiamerà hard rock. Il loro album Roger the Engineer apre infinite porte in questo senso, facendo progredire il rock inglese tanto quanto avviene con Beatles e Rolling Stones, o quasi.

Gli Yardbirds formano un ponte fondamentale tra il rock primitivo inglese delle band della British Invasion e la pletora di generi ed elucubrazioni che poi interverranno negli anni ’70. Basti pensare che è proprio con loro che Jimmy Page, tanto per dirne una, sperimenta per la prima volta l’archetto su chitarra nella famosa e intrigante Dazed and Confused.

Brano consigliato: Heart Full of Soul, 1965
Album consigliato: Roger the Engineer, 1966

Gli Yardbirds compaiono in una scena del film Blow Up di Michelangelo Antonioni, 1966

Anni ’70 – Fleetwood Mac

I Fleetwood Mac hanno una storia lunga e sfaccettata. Dai primordi del blues inglese passano attraverso innumerevoli trasformazioni che dall’opera di chitarristi come Peter Green e Danny Kirwan li conducono lontano dalla loro terra e, negli anni ’70, negli Stati Uniti. Qui trovano la loro dimensione di maggior successo nell’ambito del genere soft rock.

Il nucleo iniziale del gruppo, composto da Mick Fleetwood, John McVie e Christine Perfect, coinvolge con successo la coppia di americani Stevie Nicks e Lindsey Buckingham. Risultato: un rock perfetto per le classifiche, solido, con immense idee melodiche e un songwriting raffinato ma non radicale. Il loro primo album con questa nuova formazione, eponimo, esce nel 1975.

Ma il meglio deve ancora venire: nel 1977 esce Rumours, uno dei migliori dischi della storia, risultato di una serie di crisi di relazione interne alla band stessa. Paradossalmente ciò li rende ancora più uniti, consentendo loro di affermarsi come una delle realtà più interessanti del rock per le masse, come provano i loro futuri lavori per almeno tutto il decennio successivo.

Brano consigliato: The Chain, 1977
Album consigliato: Rumours, 1977

Fleetwood Mac – Rihannon, live 1976

Anni ’80 – Talk Talk

I Talk Talk sono un gruppo di culto per un motivo preciso: dai fasti dei successi synthpop di metà anni ’80 con canzoni come It’s My Life e Such a Shame, che tutti i vostri genitori conoscono, iniziano presto ad allontanarsi dalle logiche industriali della musica per dedicarsi ad ispirazione e traguardi artistici perseguiti senza ostacoli.

Distruggono, in pratica, tutto il loro successo pur di dedicarsi ad una ricerca musicale da molte band solo sognata. La formazione guidata da Mark Hollis, inizialmente legata sbadatamente alla scena New Romantic, opera una vera e propria rinascita con il celebre album del 1988 che marca la nascita del genere post-rock: Spirit of Eden.

In realtà ogni loro produzione è interessante, compresi primi successi synth, spesso contaminati da jazz e altri generi. Il loro periodo più apprezzato rimane in ogni caso quello degli ultimi album, fatti di suoni atmosferici e astratti, del tutto distanti dalla chiassosa e colorata musica anni ’80.

Brano consigliato: Life’s What You Make It, 1986
Album consigliato: Spirit of Eden, 1988

Talk Talk – Life’s What You Make It, 1986

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Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.