Oddworld: Soulstorm | L’epopea del solito Abe [RECENSIONE]

La nuova avventura di Abe rivista completamente da zero

Oddworld: Soulstorm
Trailer di Oddworld: Soulstorm
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Dopo il frizzante remake del primo capitolo con Oddworld: New ‘n’ Tasty!, c’era molta attesa (sicuramente tra i fan della saga) per il seguito diretto. La scelta degli sviluppatori per il nuovo Oddworld: Soulstorm, fondata anche su sondaggi online, è stata quella di ripercorrere a grandi linee il vecchio Oddworld: Abe’s Exoddus riproponendolo però in chiave più moderna, sia lato gameplay/visivo che a livello di trama. Per i possessori di PlayStation 5 questo nuovo titolo è stato inserito tra i giochi mensili scaricabili tramite PlayStation Plus. Un ottimo regalo per i fan della serie che si troveranno davanti un’avventura praticamente nuova con qualche timida novità.

Già dalle prime battute si può notare come lo stile grafico sia meno cartoonesco rispetto al predecessore e ai vecchi giochi. Questa “realisticità” verrà riproposta infatti per tutta la lunghezza del titolo. Le ambientazioni risultano ben curate, considerando che stiamo trattando un gioco praticamente indie, con qualche indecisione però sugli effetti. Spesso accade che un’esplosione o un fuoco stonino notevolmente con l’ambiente circostante. Niente di grave, ci si passa tranquillamente sopra, però con un po’ più di cura il risultato sarebbe stato decisamente migliore. Ci troviamo però una veste grafica del tutto nuova, un HUD pulito e ben fatto, non vogliamo quindi lamentarci troppo per quanto riguarda l’aspetto visivo.

Nuovo gameplay, vecchio gameplay.

In questo nuovo Oddworld: Soulstorm possiamo trovare due vere “novità”: il crafting e il doppio salto. Abe avrà la possibilità di utilizzare diversi oggetti combinandoli tra loro. Per quanto l’inserimento di questa aggiunta possa essere gradito, troveremo praticamente sempre i materiali necessari a superare un determinato percorso. In questo modo il sistema di crafting passa in secondo piano purtroppo. Le novità quindi non supportano a dovere un gioco che si sviluppa, come di consueto, su una rotaia di ambientazioni.

Il feel che proviamo giocando nuovamente con Abe non cambia, pur essendo il tutto notevolmente più fluido e leggermente più dinamico. Abbiamo inoltre notato che alcune sezioni possono essere affrontate con diversi approcci, alcuni dei quali probabilmente fuori dai piani degli sviluppatori. Per quanto il crafting ci sia sembrato superfluo, con un po’ di fantasia alcuni oggetti possono essere utilizzati per superare indenni situazioni altrimenti molto più difficili.

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I nostri principali antagonisti, gli Slig, sono letali come di consueto e pronti a crivellarci al minimo errore. Questo fa si che l’attenzione non cali mai, pur avendo dalla nostra più di un escamotage. Ma ciò che fa più sudare saranno alcune sezioni platform, specialmente per trovare qualche area segreta. Per quanto anacronistici, i checkpoint fungono bene il loro dovere e possono essere sfruttati per provare una sezione con diversi approcci, magari tornando al checkpoint precedente senza rischiare di rifare qualche passaggio da capo.

Questi però possono diventare anche una vera e propria condanna. Ci è capitato infatti che, tramite un colpo di mortaio, il nostro Abe cadesse nella sezione precedente, proprio sopra il checkpoint. Rispetto a prima però dovevamo rifare quella parte con anche i colpi di mortaio che ci miravano, cosa che ci ha fatto sudare sette camicie perché quel percorso non era stato studiato per ricevere attacchi. Risulta infatti che alcune sezioni siano decisamente più sbilanciate di tutto il resto del gioco.

Una lingua aliena… ma basta capirsi.

In attesa di qualche ulteriore patch che vada a fixare alcuni problemini in qua e là, abbiamo notato come la nostra lingua sia stata inserita in modo “frettoloso”. Siamo assolutamente grati che il titolo sia fruibile anche da chi non mastica bene l’inglese ma abbiamo trovato più di un errore, sia nei menù che in diversi dialoghi. Anche in questo caso un vero peccato visto che la maggior parte delle volte, tipo nelle cutscene, il tutto sembri funzionare nel migliore dei modi.

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La cosa decisamente positiva è che la storia, più matura e ben organizzata, viene sviscerata ottimamente. Il video iniziale dona al giocatore la costante voglia di capire cosa sta succedendo e, soprattutto, cosa succederà. Il gioco inoltre punta a far ripercorrere alcuni schemi al giocatore, così da poter trovare tutti gli oggetti o nuove aree. Il level design infatti, pur trattandosi di un enorme corridoio, risulta ben fatto e nasconde sempre qualcosa che stimola il giocatore.

Un vecchio, nuovo Abe con Oddworld: Soulstorm.

Il nuovo titolo ci riporta ancora una volta indietro nel tempo pur con qualche sbavatura. Alcuni bug possono risultare decisamente fastidiosi e compromettere anche sezioni di gioco molto lunghe. Gli sviluppatori stanno però cercando di mettere una pezza sui problemi più gravi tramite tempestive patch. Siamo quindi fiduciosi che a brevissimo il gioco possa essere fruito nel migliore dei modi, così come i suoi creatori si erano immaginati.

Abbiamo trovato purtroppo poca sinergia con il nuovo Dualsense. A parte pochissime occasioni non c’è veramente niente che non possa essere riprodotto anche sul vecchio Dualshock 4. Una piccola delusione che però non inficia con la bontà generale del titolo. Il livello artistico infatti risulta notevole, il level design (anche se a volte crudele) è buono e il tutto legato da una trama avvincente. Speriamo quindi che il mondo di Oddworld possa essere approfondito anche in futuro, tramite umorismo e riflessioni mai banali.

Oddworld: Soulstorm, seppur con qualcosa da rivedere, non delude le aspettative dei fan. Sicuramente sarà più difficile l’approccio verso persone che non conoscono la serie seppur il tutto sia supportato dall’inserimento gratuito nel mese di PlayStation Plus. Un gioco però che teniamo a consigliare, magari recuperando il precedente New ‘n’ Tasty! così da avere un quadro generale del protagonista e di ciò che lo circonda.

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Oddworld: Soulstorm | Testato su PlayStation 5

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RECENSIONE
VOTO
7.8
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Avatar di Claudio Faccendi
Niente Musica e niente Sci-Fi rendono Claudio pazzo furioso!
oddworld-soulstorm-epopea-del-solito-abe-recensioneSeguito diretto del reboot New 'n' Tasty e remake di Oddworld: Abe's Exoddus questo Soulstorm è il prodotto perfetto per i fan di Abe e della bizzarra ambientazione che lo circonda. Non esente da criticità, relative principalmente al bilanciamento della difficoltà e alla ripetitività del gameplay.