Pepe Le Pew dei Looney Tunes celebra la cultura dello stupro per il NYT

Charles Blow, editoralista del NYT, ha spiegato come il personaggio dei Looney Tunes, Pepe Le Pew, inneggerebbe alla cultura dello stupro

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Pepe Le Pew, la puzzola francese, è uno dei personaggi più iconici della storia dei Looney Tunes e dell’animazione in generale. Creato nel 1945 Chuck Jones, Tedd Pierce e Michael Maltese è apparso in decine di cortometraggi animati, oltre che anche in Space Jam, in molti anni di onorata carriera.

Tuttavia in questi giorni il personaggio sta subendo un attacco da parte di Charles Blow, editorialista del New York Times, che lo ha accusato di celebrare la cultura dello stupro. L’uomo infatti ha spiegato nel suo pezzo come l’esposizione precoce a immagini negative modella le percezioni, citando tra i vari esempi diversi cartoni oltre alla celebre puzzola, anche Speedy Gonzales. Su Twitter ha poi ribadito la sua posizione.

I Blog online sono impazziti perché ho detto Pepe Le Pew inneggia alla cultura dello stupro. Vediamo.
1. Afferra/bacia una ragazza/sconosciuta, ripetutamente, senza il suo consenso consenso e contro la sua volontà.
2. Lei lotta strenuamente per allontanarsi da lui, ma lui non la libera
3. Chiude a chiave una porta per impedirle di fuggire

Questo ha aiutato a insegnare ai ragazzi che “no” in realtà non significa no, che faceva parte del “gioco”, la linea di partenza di una lotta di potere. Ha insegnato che superare le strenui, anche fisiche obiezioni di una donna, era normale, adorabile, divertente. Non hanno nemmeno dato alla donna la possibilità di parlare.

Questa che potrebbe essere una polemica che innesca l’ennesima rivoluzione nel mondo Looney Tunes. Vi ricorderete infatti le parole dello showrunner e produttore esecutivo della serie Peter Browngardt, che aveva spiegato come alcuni dei celebri personaggi animati avrebbero, da questo momento in poi, fatto a meno delle armi (qui i dettagli).

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Cosa ne pensate di questa polemica? Avete mai visto Pepe le Pew sotto quest’ottica? Ha ragione secondo voi Charles Blow? Fateci sapere la vostra, come sempre, nei commenti.