Space Jam: la magia nel connubio tra Musica, Looney Tunes e Basket

Space Jam è un film cult entrato nel nostro immaginario anche grazie al grandissimo lavoro sulla colonna sonora

Space Jam

Un film magico, veramente magico.

Space Jam è un film del 1996 diretto Joe Pytka. Narra le avventure dei Looney Tunes che, giocandosi la loro libertà in una partita di basket contro degli alieni che hanno rubato il talento ad alcuni giocatori della NBA, decidono di scritturare Michael Jordan, il più forte giocatore del mondo, appena ritiratosi per darsi al baseball.

Il film è frizzante, allegro, fluido fino alla fine, con poche pause e con un ritmo godibile. Tuttavia, è la colonna sonora che, amalgamata alla perfezione con le immagini, trasforma il film da semplice prodotto per ragazzi a vero film di culto. Cercheremo quindi di ripercorrere tutta la pellicola passando da un momento musicale all’altro, cercando di spiegare come i brani costituiscano la vera struttura del film. Fatta questa rapida introduzione, possiamo alzare la palla a due.

I Believe I can fly, R.Kelly

Questo è il brano più significativo dell’intero film, ed è usato come elemento portante dell’inizio e della fine della pellicola. Quando l’opera si apre vediamo il piccolo Micheal Jordan tirare a canestro senza mai sbagliare, accompagnato dal ritornello del brano, che ci fa capire la volontà del ragazzo di diventare un campione, di credere di poter volare, così come viene ossessivamente ripetuto nella canzone. Alla fine, invece, risentiamo le note del pezzo quando Michael torna vincitore dalla partita contro i Monstars sul campo di baseball. Qui la musica ci fa ricordare il prologo del film, suggerendo come quel bambino talentuoso sia divenuto il campione che voleva essere e di aver imparato a volare.

Quad City Djs – Space Jam

Space Jam, intro

Questo è uno dei momenti musicali più importanti dell’intero film. Questo piccolo intermezzo serve a far capire anche a chi non segue il basket chi effettivamente sia Michael Jordan. La musica ci accompagna nella gloriosa carriera del cestista 6 volte campione NBA, fin dai tempi del college, per arrivare ai titoli ottenuti con i Chicago Bulls e ai 2 ori olimpici, ottenuti a Los Angeles nel 1984 e a Barcellona nel 1992.

Just work that body, work that body
Make sure you don’t hurt nobody
Get wild and lose your mind

Lavora sul corpo, lavora sul corpo
Assicurati che non farai del male a nessuno
Impazzisci e perdi la ragione

Queste poche frasi fanno capire la mentalità da campione dell’uomo, oltre a dargli il benvenuto nel mondo di Space Jam dove, per poter entrare, devi perdere la ragione. Questo brano particolarmente ritmato è sicuramente il modo più rapido e semplice per mostrare un’intera carriera sportiva, senza annoiare con inutili spiegoni. Il film ci conduce così dall’infanzia di Michael, col bimbo lasciato nel suo ultimo tiro della sera, alla premessa essenziale della storia, ovvero quando Jordan lascia il basket per andare a giocare a baseball.

Basketball Jones, Barry White & Chris Rock

Space Jam, Charles Barkley

La profonda voce di Barry White accompagna lo spettatore in uno dei momenti più tristi del film, forse il vero unico stacco dal ritmo frenetico e frizzante che caratterizza tutta la pellicola. Nei pochi minuti di durata del malinconico brano assistiamo all’altra faccia della medaglia della storia. Se, da una parte, i piccoli alieni sono divenuti implacabili mostri grazie al talento rubato, dall’altra i giocatori derubati si trovano improvvisamente a convivere in una condizione di incapacità di essere sé stessi.

Ci viene mostrato un Charles Barkley umiliato in un campetto di periferia, i vari giocatori depauperati del talento, sottoposti a miriadi di esami per capire cosa possa essere mai accaduto. La qualità di Space Jam è soprattutto in questa capacità di mostrare ogni aspetto della storia, anche quelli secondari, in modo sempre chiaro ma tuttavia rapido e leggero. Musiche, voci, testi e brani di sottofondo rafforzano le immagini su schermo, senza dover creare scene aggiuntive, che avrebbero appesantito il clima di un film fatto per ragazzi, ma che risulta apprezzato da diversi tipi di pubblico grazie ai suoi molti livelli di lettura.

Fly like an eagle, Seal

Space Jam, Michael Jordan

Questo brano lo troviamo due volte, esattamente come I believe I can fly. Oltre ai titoli di coda, il brano fa da sottofondo ad uno dei momenti chiave del film. Michael ha deciso di aiutare i Looney Tunes e torna sul campo da basket dopo la celebre frase Vediamo se mi ricordo ancora come si fa. E appena “Sua Altezza Aerea” comincia a tirare a canestro parte il brano, perfetto per l’occasione. Il ritmo pacato e dolce accompagna i movimenti di Jordan al rallentatore, mostrando tutta la sua tecnica. Le parole della strofa rispecchiano perfettamente quello che sta accadendo nel film. Michael vuole volare come un’aquila, nel futuro, poiché il tempo continua a sfuggirgli. Un momento musicale estremamente profetico, in quanto ci preannuncia quello che accadrà alla fine: Michael tornerà definitivamente sul campo di pallacanestro, non solo per aiutare i suoi buffi, lunatici amici, ma per incantare ancora il mondo.

I want to fly like an eagle, to the sea
Fly like an eagle
Let my spirit carry me
I want to fly (oh, yeah)
Fly right into the future
Time keeps on slipping
Into the future

Voglio volare come un’ aquila, verso il mare
Volare come un’aquila
Lasciare che il mio spirito mi trasporti
Voglio volare
Volare dritto nel futuro
Il tempo continua a sfuggire
Nel futuro

Questa scena dura il tempo di una strofa, neanche un minuto. Tuttavia, è uno di quei momenti che, grazie alla scelta di questa splendida canzone, hanno reso Space Jam il cult movie che è oggi.

La grande partita: Looney Tunes contro Monstars

Il momento clou del film è arrivato: dopo la grande preparazione arriva il momento di giocarsi la libertà sul parquet. Nei minuti del match la colonna sonora esplode, dando il suo meglio. Ogni frangente della partita è accompagnato da un brano specifico, che esalta l’azione sullo schermo. In quest’ultimo paragrafo quindi, analizzeremo ogni traccia che sentiamo durante la splendida partita.

La presentazione delle squadre

Space_Jam

Prima che il match inizi, avviene la consueta presentazione delle squadre. Nella sequenza che possiamo vedere negli spogliatoi e fuori dallo stadio, un potentissimo brano, Pump up The Jam, accompagna la preparazione della Tune Squad e la loro entrata in campo. Il ritmo del brano è creato appositamente per caricare lo spettatore di adrenalina, mettendolo al pari di un giocatore che sta per giocarsi la partita più importante della vita. Ovviamente l’unico sorridente e pacato è Michael Jordan, che di partite così ne ha giocate a iosa, ed infonde tranquillità in contrasto con la tensione pulsante che si avverte nel resto della scena.

Di contro, quando tocca ai Monstars scendere sul parquet, anche la musica cambia. Il brano scelto è Hit ’em High che è decisamente diverso dal predecessore. La canzone è hip hop, di quelle che cozzano potentemente con la carica precedente. La potenza dei Monstars, che entrano saltellando sereni, è in aperto contrasto con la carica di adrenalina dei Looney Tunes, sintomo del loro sentirsi superiori agli avversari, incapaci di perdere. Un perfetto gioco di contrasti musicali, assolutamente perfetto per le immagini mostrate nel film.

L’inizio del match di Space Jam

michael-jordan-space jam

Tutta la partita è contraddistinta dal brano realizzato da James Newton Howard e intitolato The ultimate game, che sentiremo per gran parte del match. Tuttavia la sequenza può essere perfettamente divisa in tre parti: l’inizio nel quale i Monstars surclassano i nostri eroi, il secondo tempo nel quale i Looney Tunes ribaltano il risultato ed il finale, totalmente dedicato a Michael Jordan. La prima parte del match è contraddistinta da una musica frenetica, movimentata, fatta di chitarre, batteria e trombe che accompagna perfettamente i ritmi di uno sport sincopato come il basket. Tuttavia, questo non è un normale match di basket e le varie gag che i nostri eroi animati hanno durante la partita sono esaltate da momenti particolari nei quali la musica si fa più dolce e placida, creando delle perfette parentesi nelle quali inserire questi intermezzi.