Soulmates, la Recensione della serie distopica su Amazon Prime Video

L'amore ad ogni costo, l'amore scientificamente provato. È davvero quello che vogliamo? Il dubbio che insinua Soulmates è più che legittimo: ecco la nostra recensione.

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Fisica e chimica, l’amore come una scienza esatta. E così come la ricerca dell’anima gemella, la “Soulmates” per usare un inglesismo non del tutto casuale, vista questa interessantissima serie. Dietro le quinte, Brett Goldstein e William Bridges, quest’ultimo autore di Shut Up And Dance, acclamato episodio dell’altrettanto acclamata Black Mirror.

Lasciando Netflix alle spalle (e l’evidente derivazione contenutistica rispetto Hang The DJ), si trasmigra su Amazon Prime Video, piattaforma alla quale sembra piacere discutere di amore in ogni sua forma, visti i vari Fleabag e Modern Love. Qui però non c’è Londra, non c’è New York, ma solo un mondo che non tutti vorrebbero avere.

Soulmates, la Trama

In un futuro non poi così prossimo, la Soul Connex ha scovato quella che viene definita “particella dell’anima“. Grazie ad un test scientificamente accurato, questa particolare clinica riesce a scovare l’anima gemella di chiunque. Ma è davvero quello che vogliamo?

Soulmates, la Recensione

Il sottile confine tra ucronia e distopia, due mondi apparentemente opposti, ma che talvolta confluiscono l’uno nell’altro. Lo aveva potato in scena Black Mirror in tempi non sospetti, mettendo a nudo una realtà, quella contemporanea, solo illusoriamente godibile e facile. Charlie Brooker sviscerava questa sorta di “positivismo” odierno, facendo luce sulle sfaccettature più oscure.

Oggi, nell’era delle app di incontri, spunta invece Soulmates, nuova serie disponibile su Prime Video che ricalca il prototipo antologico di Black Mirror in forma e contenuti. Il processo tecnologico che invade, facendo a spallate, la sfera umana e il modo di essere, di approcciarsi, di interagire. Tutto è soggetto (e sottomesso) alla scienza, al metodo empirico dove si deve ridurre il margine di errore fino a renderlo radente lo zero. Anche nella sopracitata sfera umana.

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Scoperta la particella dell’anima, un algoritmo crea una combinazione perfetta per la persona della tua vita, l’anima gemella, la Soulmates inequivocabile. È lei, sarà per forza lei, senza margine di errore. Quali sono i risvolti di cotanta scoperta?

In sei episodi, Soulmates prova a dare una risposta non del tutto ottimista a quello che sembrerebbe essere una deriva estremizzata delle contemporanee app di incontri che tutti conosciamo e ormai presenti anche sui social.

Interagire, connettersi, conoscersi. Tutto parte da un match, un like condiviso che nasce da qualche foto e da una bio. Ma in questo futuro ipertech, l’uomo non ha bisogno di perdere tempo. Ci pensa una clinica a fare un test non invasivo e a stilare un profilo, anzi IL profilo, della persona adatta con la quale stare per tutta la vita.

Seguendo la miglior tradizione oscura, anzi nera come uno specchio ormai famoso, Soulmates parte da una introduzione condivisa per poi affidarsi al genere. Dal più autentico e inteso dramma, del primo episodio in particolare, fino al thriller puro, passando anche per un più gustoso dramedy di mezzo. Il tutto corredato da un’estetica al neon molto accattivante e che tanto piace ai fotografi di oggi.

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Grazie ad uso consapevole del genere, l’idea di far invadere l’ucronia dalla distopia torva un pieno e interessante compimento. Sei episodi che prestano il fianco anche ai bingewatchers più bulimici, nonostante l’assenza del classico cliffangher da finale di puntata.

Solleticando lo spettatore con un’idea accattivante, come quella dell’amore sicuro e infinito, Soulmates riesce a catalizzare l’attenzione e a far porre domande e dubbi sulla bontà di una tecnologia così invadente e che non tiene conto di quella parte irrazionale presente in tutti noi. Quella parte che fa amare una persona per i suoi difetti,

Per le sue fisse, per le sue manie. Vogliamo davvero passare la vita con una persona scelta da un algoritmo? È davvero il sogno che si pensa essere? Domande alle quali Soulmates dà una risposta categorica e negativa. Perché in fin dei conti, l’amore rimarrà sempre una questione di chimica condivisa tra anima e corpo, tra concreto e astratto, tra materiale e immateriale.

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Una forza che non sempre andrà bene, come nell’ultimo episodio, ma che comunque rende umani e non automi bramosi di un perfetto vuoto, di una Reggia di Versailles che incatena l’umano in una perfezione che alla lunga si rivelerà come una gabbia d’oro.

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L’impianto fiabesco viene quindi confinato in una serie di passanti innamorati, presumibilmente incontrati e accoppiati dopo il famigerato test. La macchina da presa, mai statica, guarda agli esclusi, ai dubbiosi, a chi fare il test ha rivoluzionato la vita e la percezione di essa.

Il dubbio che Soulmates vuole insinuare è ben più ampio e attuale, legato soprattutto a quella progressiva spersonalizzazione che i social possono causare se usati con poca consapevolezza. Sia nei rapporti personali più ampi, come  insegna, e ora focalizzandosi su uno dei sentimenti più forti, se non il più forte: l’amore.

Una vera sorpresa, dunque, questa nuova serie che riesce ad accontentare chiunque. Proprio grazie ad un sapiente lavoro sui generi, Soulmates attira e catalizza l’attenzione di un pubblico molto vasto, dagli amanti dello sci-fi fino a chi preferisce il brivido del thriller e la commozione di un dramma romantico classico. Attendiamo trepidanti la seconda stagione.

Il Cast

  • Sarah Snook: Nikki
  • Kingsley Ben Adir: Franklyn
  • David Costabile: David Maddox
  • Sonya Cassidy: Allison Jones
  • Bill Skarsgard: Mateo
  • Nathan Stewart-Jarret: Jonah
  • Malin Akerman: Martha
  • Charlie Heaton: Kurt
  • Betsy Brandt: Caitilin
  • JJ Feild: Nathan

Il Trailer

Classe '89, laureato al DAMS di Roma e con una passione per tutto ciò che riguardi cinema, letteratura, musica e filosofia che provo a mettere nero su bianco ogni volta che posso. Provo a rendere la critica cinematografica accessibile a tutti, anche al "lattaio dell'Ohio".