Bliss, Recensione del nuovo sci-fi con Owen Wilson e Salma Hayek

La nostra Recensione di Bliss, il nuovo film fantascientifico di Mike Cahill, disponibile in streaming su Amazon Prime Video

Bliss, recensione
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Bliss è il nuovo film di Mike Cahill, che vede protagonisti Owen Wilson e Salma Hayek. Prodotto dagli Amazon Studios, il film è disponibile sul catalogo di Prime Video per tutti gli abbonati dal 5 febbraio 2021.

Bliss, la Trama

Greg sta vivendo un periodo complicato della sua vita, e l’unico sollievo proviene dall’assunzione di psico-farmaci. Reduce da un divorzio e totalmente incapace di gestire i rapporti con sua figlia, il colpo finale è il licenziamento. A seguito di questo, provoca involontariamente un incidente in cui rimane coinvolto il suo capo, e rifugiandosi in un pub incontra Isabel. Sarà a lei a svelargli il grande inganno della realtà e a mostrargli la strada verso la beatitudine.

Il Cast

  • Owen Wilson: Greg
  • Salma Hayek: Isabel
  • Madeline Zima: Doris
  • Nesta Cooper: Emily
  • Joshua Leonard: Cameron
  • Jorge Lendeborg Jr.: Arthur
  • Steve Zissis: Bjorn

Bliss, il Trailer

Bliss, la Recensione

Bliss sembrerebbe senza dubbio, a primo sguardo, l’ennesimo prodotto di una certa fantascienza contemporanea che in cult come Black Mirror (qui la recensione dell’ultima impresa firmata Charlie Brooker) trova la sua espressione più compiuta. E guardando più indietro, ad una delle pietre angolari del genere, quel principio di sospetto nei confronti delle certezze cartesiane sulla realtà che era il fondamento di Matrix sta alla base anche del nuovo film di Mike Cahill.

Eppure, nelle ispirazioni del giovane regista si possono trovare motivi molto più profondi. Quella che è a tutti gli effetti una trilogia si rivolge a ben altre suggestioni. Bliss va inevitabilmente a completare l’esordio di Mike Cahill da regista di lungometraggi, costituito da Another Earth e I Origins. L’evidente filo rosso che collega queste tre opere non si esaurisce semplicemente nel genere che le definisce.

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Mike Cahill approda alla fantascienza sempre attraverso la scienza, tramite una fiducia scientista nella ricerca e nel progresso: la sua ammirazione per Isaac Asimov ben spiega questo motivo ricorrente nella sua concezione di cinema. Nei tre film il sistema dei personaggi prevede sempre un ricercatore, che attraverso i suoi studi si fa guardiano fra realtà speculari. I riferimenti filmici di Cahill si rivolgono però in tutt’altra direzione.

Le coordinate cinematografiche di Mike Cahill e di Bliss

La realtà e il suo doppio che troviamo in Another Heart, e allo stesso modo in Bliss, è quanto di più lontano possa esserci da Matrix, e trova la sua ispirazione principale in uno dei film di Krzysztof Kieslowski, La doppia vita di Veronica, tra i preferiti di Cahill. La doppia vita del protagonista di Bliss si carica quindi dello scontro tra un livido esistenzialismo e la ricerca di un grande altro consolatorio, in cui proiettare i propri drammi e i propri conflitti per cercare di risolverli.

A completare i riferimenti di Cahill vi è Julian Schnabel, il cui ispirato stile pittorico rivive nella capacità di trasformare questi mondi alternativi attraverso la fotografia, che si fa drammaturgia e caratterizzazione di realtà incompatibili.

Bliss

Bliss è quindi uno sci-fi con delle coordinate ben precise, che lo collocano in un suo specifico filone in cui Mike Cahill sembra volersi imporre come riferimento. È quindi sicuramente molto apprezzabile la strada autoriale che il regista ha deciso di definire attraverso il genere in cui si identifica e in cui riesce a far convergere le sue eterogenee ispirazioni.

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Bliss è un film totalmente incapace di arrivare al punto

Al netto di ciò però è evidente che Bliss sia un film malriuscito. La narrazione è scomposta, procede con più di qualche incertezza e forzatura, risultando nel complesso posticcia e probabilmente incomprensibile. Non è sufficiente tentare di nascondere questi difetti nel tempio dell’incomunicabilità artistica, rifugiandosi nelle ispirazioni di Cahill: la struttura manca di qualsiasi forma di coesione e indebolisce la forza espressiva del soggetto, rendendo il film probabilmente il suo peggiore ad oggi dal suo esordio.

La riflessione filosofica imbastita intorno alla condizione umana non riesce quindi ad arrivare al nucleo della questione, lasciando sospesa la caratterizzazione dei personaggi, che risultano opachi e inconsistenti. Non riescono a salvarli le performance di Owen Wilson e Salma Hayek. La loro prova è fuori contesto, i loro personaggi non riescono a rimanere agganciati ai contesti scenici e narrativi in cui si muovono, risultando in una marcata dissonanza attoriale, in cui la recitazione dei due protagonisti, potente e credibile nei presupposti, diventa grottesca e inverosimile.

Tutto viene solamente accennato, non riuscendo a sfruttare il fascino del non detto ma caricandosi, al contrario, di ornamenti ed aggiunte secondarie che contribuiscono a sbiadire la già debole conduzione della trama. Bliss è minato alla base da una scrittura confusionaria, incapace di sfruttare le potenzialità di uno script che, nonostante sia perfettamente inquadrabile nelle intenzioni dell’autore, nei risultati si dimostra decisamente insufficiente.