Jake Angeli è pronto a testimoniare contro Donald Trump

Jake Angeli rivede le sue posizioni

Jake Angeli
Credits: FrankValchiria / YouTube
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Colpo di scena su Jake Angeli e Capitol Hill

Clamoroso voltafaccia dello sciamano di QAnon, Jake Angeli. L’uomo, il cui vero nome è Jacob Chansley, si trova in stato di arresto in seguito all’assalto di Capitol Hill, al quale ha preso parte attiva e del quale è divenuto (suo malgrado?) un simbolo. Sembra che solo dopo qualche giorno di prigionia, abbia infatti già abbandonato le sue convinzioni.

Fervente sostenitore del “Patriota Q” (dai complottisti identificato come lo stesso Trump), Angeli seguiva come gli altri la dietrologia del Deep State, secondo la quale il mondo sarebbe gestito da una classe privilegiata di pedofili dediti al traffico sessuale di bambini. Secono la teoria, Trump sarebbe dovuto intervenire per liberare la Terra da questa organizzazione segreta.

Ciò che i QAnon hanno appunto creduto stesse avvenendo lo scorso 6 gennaio, quando l’ex-presidente ha incitato la folla di protestanti suoi sostenitori (tra cui Chansley) a manifestare in suo favore. Risultato? Una grande mascherata e cinque morti. Jake Angeli è solo uno di tanti fermati in seguito ai fatti.

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E mentre i complottisti continuano ad inventarsi date entro le quali Trump finalmente dovrebbe riprendere il controllo della politica americana (ovviamente trascorse una dopo l’altra senza che sia accaduto nulla di nulla), il signor simbolo della protesta si dice ora pronto a ritrattare. Secondo il suo legale, sarebbe disposto a testimoniare direttamente contro Donald Trump.

L’ex-presidente è infatti nel frattempo incorso in un processo di impeachment proprio perché ritenuto causa morale dei fatti di Capitol Hill. Ed in effetti Chansley riferisce, per voce del suo legale, che le parole di Trump quel giorno sono state da lui interpretate come “un invito ad andare a combattere”.

Ma la possibilità della testimonianza verrebbe respinta dal senatore repubblicano Lindsey Graham. Costui sarebbe preoccupato di trasformare eventualmente il processo per impeachment “in un circo”. Opinione legittima e che implicitamente, perlomeno, riprova la natura appunto “circense” della causa QAnon.

Fonte: Ansa

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