Nike lancia scarpe ispirate ai Grateful Dead, con tasca laterale per l’erba

Non sapete dove mettere la vostra erba? Ecco un'idea

Grateful Dead
Credtis: Hypnotica Studios Infinite / Wikipedia

Ecco come la Nike decide (con estremo ritardo) di rendere omaggio ai mitici Grateful Dead, e alla cultura hippie ad essi collegata

Probabilmente in pochi, delle nuove generazioni, sanno chi erano i Grateful Dead. Un gruppo di punta della generazione hippie, nome centrale del rock californiano tra anni ’60 e ’70. La formazione, guidata dal mitico chitarrista Jerry Garcia, si ricorda per album di rock psichedelico molto improntati alle jam e all’improvvisazione sperimentale. Tra questi Aoxomoxoa, e il mitico Live/Dead, del 1969: uno dei più grandi album/concerto mai registrati.

Il gruppo si è sciolto ufficialmente nel 1995, alla morte di Garcia, ma i vari membri, come Bob Weir, Phil Lesh, Bill Kreutzmann e Mickey Hart sono rimasti nella storia del rock americano, scritti in modo indelebile. L’influenza della band è andata oltre la baby boom generation, coinvolgendo anche la Generazione X: i Soundgarden, per esempio, hanno scritto una canzone intitolata Jerry Garcia’s Finger.

Ora, improvvisamente, la Nike ha deciso di rendere omaggio a questa eredità con delle scarpe di modello appositamente ispirato alla storia dei Grateful Dead. Nello specifico, sui due modelli che potete vedere qui sopra, verde e giallo, compaiono i famosi “orsi” legati all’immaginario della band. Figure comparse per la prima volta sul retro del live album History of the Grateful Dead, Volume 1 (Bear’s Choice), del 1973.

Ma non è questa la parte interessante. Siccome l’equazione vuole che Grateful Dead uguale hippies, e hippies uguale marijuana, la casa di scarpe ha ritenuto di omaggiare appieno anche quest’altra “tradizione”. E come? Con una “feature” che avrebbe fatto la gioia di Abbie Hoffman: una tasca laterale apribile (la si scorge a lato della scarpa), pensata apposta per portarci la propria erba. Proprio quello che ci vuole per i nostalgici degli anni ’60.

Fonte: New Musical Express

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