Quentin Tarantino accusato di razzismo per l’abuso della N-Word nei film

Lo sceneggiatore John Ridley ha attaccato Quentin Tarantino poiché, secondo lui, abusa della N-Word all'interno dei suoi film

Quentin Tarantino, N-Word

In questo periodo immediatamente successivo all’omicidio di George Floyd, il giovane afroamericano soffocato in pieno giorno a Minneapolis, è tornata violentemente a galla la problematica riguardante il razzismo. Le prese di posizione sono molteplici ed una di queste ha riguardato Quentin Tarantino. Il regista di Pulp Fiction è stato accusato infatti di razzismo dallo sceneggiatore premio Oscar per 12 anni schiavo John Ridley. Secondo lui infatti, il cineasta di Knoxville abusa della N-Word all’interno dei propri film. In un’intervista rilasciata al Dailymail l’uomo ha infatti spiegato come secondo lui Tarantino utilizzi la parola eccessivamente e in contesti che non la richiederebbero.

Quella parola viene usata, nei suoi film, solo per il gusto di farlo. Certo, non voglio dire che non dovrebbe essere concesso utilizzarla, ma sicuramente dovrebbero essere posti certi limiti. Tarantino usa invece la “n-word” in ogni situazione.

Andando avanti con l’intervista Ridley è poi tornato a spiegare le motivazioni che lo hanno spinto a richiedere la rimozione di Via col Vento dal catalogo di HBO Max, cosa effettivamente avvenuta.

Non volevo che il film fosse censurato, ma avrei solo voluto che fosse stato contestualizzato. Per quelli che affermano che rimuovere la pellicola equivarrebbe ad “eliminare un pezzo di storia”, rispondo che quella non è storia, ma è bensì finzione storica. È vero che in Via col vento viene rappresentata la Guerra Civile ed è raccontato il problema degli schiavi nelle piantagioni, ma c’è comunque una bella differenza tra come queste questioni sono state rese sullo schermo e come le cose siano effettivamente andate.

Cosa ne pensate di questa polemica? Quentin Tarantino abusa davvero della N-Word nei suoi film? Fatecelo sapere nei commenti.

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