Al Pacino ha detto di accettare film brutti per renderli “solo” mediocri

Al Pacino

Escludendo gli ultimi due film in cui compare Al Pacino, ossia The Irishman e C’era Una Volta A… Hollywood, la recente filmografia l’ha visto partecipare a lavori dimenticabili, per usare un eufemismo. Basti pensare a Jack e Jill o Ocean’s Thirteen. Se vi steste chiedendo il perché di queste folli scelte, perché partecipare ad un film quantomeno rivedibile, la risposta ve la dà proprio l’attore classe 1940.

In un’intervista rilasciata a GQ, insieme al suo amico e collega Robert De Niro, Al Pacino ha dichiarato che gli piace lavorare in film definibili brutti in modo tale che lui possa renderli quantomeno mediocri. Uno step più avanti che potrebbe dare al film stesso un minimo di linfa vitale in più. O una recensione non del tutto negativa, solo grazie alla sua presenza scenica. Ma anche una sfida con sé stesso.

Un altro scopo, più personale sul livello professionale, è quello di voler osservare quanto la sua interpretazione riesca a cambiare le cose in meglio. Cioè in che modo Al Pacino può dare un contributo positivo ad un film con uno script non propriamente perfetto.

“Come dice il mio amico Bob (De Niro, ndr), a volte ti offrono molti soldi per fare qualcosa di non all’altezza. E tu stai lì a pensarci, a riflettere con te stesso perché sai che non sarà un buon lavoro. Quando poi arrivi al punto di partenza e dici ‘Oh no, adesso devo migliorarlo io!’ E quindi passi il tempo a lavorarci, con la speranza e la tenacia di far diventare questo film almeno mediocre. E ti ecciti non poco. Credo sia un impulso che debba mettere da parte adesso”, chiude Al Pacino

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