L’inesorabile declino de I Simpson

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I Simpson sono in affanno, in America gli ascolti più bassi di sempre

La serie TV de I Simpson, creata da Matt Groening, è giunta alla sua 30esima stagione e mostra segni di una “stanchezza” non improvvisa. L’ultimo episodio andato in onda sul canale americano FOX ha registrato gli ascolti più bassi di sempre con un 3% di share. Segno che il pubblico si è stancato e/o che i personaggi non hanno più niente da dire e le loro storie sono ripetitive e poco brillanti.

Ovviamente, la “stanchezza” di 30 stagioni si fa sentire e la differenza con le prime incredibili e indimenticabili stagioni è netta, almeno con le prime 8. Non è più come quando ha esordito nel 1989 e fu copiata da moltissime trasmissioni, quantomeno nel modo di porre la risata a un pubblico che non aveva mai visto qualcosa del genere in un cartone animato.

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Il declino dei Simpson viene identificato da molti con l’episodio numero 2 della stagione 9 dal titolo “Il direttore e il povero” nel quale si scopre che il preside Skinner è un impostore. Questa decisione di Groening fece perdere credibilità alla serie. La sfiducia dei fan è cresciuta.

Un utente ha realizzato un interessante schema che potete vedere qui sotto. Riassume i punti salienti dello show e gli avvenimenti che l’hanno circondato.

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Gli ascolti dei Simpson sono sempre stati alti, ma ultimamente le puntate sono state superate in audience.  Le serie TV come I Griffin e Bob’s Burger stanno facendo meglio, sono più seguite. Senza dubbio, lo spessore dei personaggi principali come Homer, Lisa, Bart e Marge si è appiattito dando allo show poca lucidità e soprattutto facendolo apparire come un insieme di gag non legate tra loro.

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