Aphex Twin e il fascino dell’eclettismo

Aphex Twin è una figura unica nella storia della musica mondiale

Aphex Twin rilascia musica oramai da quasi trent’anni oramai, ma è ancora un artista pressochè impossibile da catalogare. Ripercorrere la sua carriera è necessario per capire il perchè.

La pietra miliare dell’elettronica anni 90′

All’inizio degli anni 90′, quando pubblica il suo primo album, Selected Ambient Works 85-92, viene subito osannato come una delle figure più interessanti dell’elettronica. Il suo lavoro, infatti, vede una notevole ricerca del suono, mixando diverse influenze dell’elettronica. Si può sentire prima di tutto, la forte influenza della musica da club dell’Inghilterra degli anni 90. Non a caso, Richard James (in arte Aphex Twin) aveva lavorato per qualche tempo come dj prima di iniziare la sua carriera musicale. L’album però, era molto di più che un semplice disco dance da club.

Aphex Twin, infatti, non fa altro che prendere le basi di quella che era la cultura dance dell’epoca per trasformarla in qualcosa di assolutamente personale. L’album è un incrocio tra ambient, techno e musica sperimentale. Una specie di scontro automobilistico tra un album di Brian Eno e uno di EDM. Interessanti poi, le scelte dei vari sample utilizzati, tra cui Willie Wonka e la Fabbrica di Cioccolato e Robocop. Tutte queste scelte, che combinate potrebbero risultare solo caotiche, risultano invece amalgamarsi perfettamente fra di loro. Non da tralasciare poi è la scelta dei nomi delle canzoni, quasi tutti incomprensibili e inventati. Quest’album, per i tempi, sembrava essere stato quasi scritto da un alieno e portato sulla terra.

La svolta ambient

A distanza di due anni, Aphex torna sulla scena con Selected Ambient Works Volume II, che questa volta è davvero un album ambient. Il disco, che non presenta nomi per le tracce, ma solo numeri, fu accolto con molta curiosità per la sua cripticità. Minimalista, astratto e sinistro, quest’album sembra essere stato scritto per descrivere l’interno di un incubo.

Composto da due dischi, 24 brani in tutto, alcuni di questi lunghi anche 10 minuti: nonostante la sua assoluta atipicità è ancora uno degli album più amati dagli estimatori del genere. Uno dei motivi da ricercare è, come nel caso del primo album, della assoluta innovazione del suono e dell’approccio musicale. Nel 1994, quando il grunge, il rock e il metal stavano avendo il loro picco di popolarità, un disco del genere era assolutamente inaspettato, Ancora più inaspettato, inoltre, per la sua eccentricità e personalità.

Il ritorno all’EDM

L’anno seguente, uscì il suo terzo album, …I Care Because You Do, che vede per la prima volta uno dei marchi di fabbrica del musicista irlandese: il suo volto deformato con un inquietante sorriso.

Quest’album segna il ritorno per Aphex nel suo elemento naturale, l’elettronica, stavolta però con nuovi strumenti. Per questo suo lavoro, infatti, si è servito per la prima volta di drum machine e sintetizzatori. Il risultato è un album che riprende molto il sound della drum and bass, in voga in quegli anni, ma non perde il suo tocco personale. Da notare, infatti, il brano finale, Next Heap With, composto da vari sample di archi che chiude in maniera inaspettata l’album.

Un album di una inquietante innocenza

Nel 1996, esce Richard D. James Album, un disco che racchiude per la prima volta la vera essenza di Aphex. Fino a quel momento, l’artista si era destreggiato nell’elettronica mostrando la sua capacità di mischiare i vari generi, senza però mettere in primo piano sè stesso. Quest’album sembra invece far trasparire più la persona che il musicista. Il disco arriva come se fosse il risultato di un gioco di un bambino. Il bambino in questione, è ovviamente Aphex. Ma cosa può farcelo capire? Sicuramente la scelta stilistica di canzoni come Fingerbib, Goon Gumpas o Logan Rock Witch: l’atmosfera leggera creata dai sample di fiati e archi sembra portarci all’interno di un cartone animato. Nella traccia To Cure a Weakling Child, è lo stesso Aphex a modulare la sua voce per farla sembrare quella di un bambino.

Che Aphex voglia dirci che si sente ancora un bambino, nonostante tutto quello che ha composto e che continua a comporre? Oppure che per fare questo lavoro bisogna divertirsi e ragionare come dei bambini, senza filtri? Ovviamente queste sono solo interpretazioni. Sicuramente quello che arriva è la profonda dicotomia tra le atmosfere leggere e cartoonesche e i violenti beat del disco. Decisamente un album di difficile comprensione.

L’ascesa nel mainstream

Aphex nell’ultimi anni degli anni ’90 approda al mainstream con due singoli che han fatto la storia. Parliamo di Come To Daddy e Windowlicker, rispettivamente del 1997 e del 1999. I due singoli videro una massiccia messa in onda su MTV grazie soprattutto ai video che li accompagnavano. Entrambi portavano la firma di Chris Cunningham, autore del discusso video di Bjork, All is Love.

Come To Daddy nasce come un vero e proprio scherzo: Aphex infatti aveva in mente di farci una parodia di una canzone death metal. Il caso volle però che la canzone venne presa più sul serio del dovuto. A metà tra un’atmosfera industrial che ricorda molto i Nine Inch Nails e il drum and bass, la canzone è senza dubbio la più ”pesante” tra quelle pubblicate dall’artista. Il video, ai limiti dell’horror, ha sicuramente riassunto bene l’atmosfera che voleva dare Aphex. Lo potete vedere qui di seguito.

Windowlicker invece è un pezzo decisamente più tranquillo, con una sequenza di breakbeat e sample vocali di voci femminili. Il video che lo accompagna, non a caso, ha come protagoniste numerose ballerine, di cui due in atteggiamenti intimi con Aphex. Anche questo video, come Come To Daddy, gli permise di farsi conoscere sempre di più come un artista decisamente fuori dagli schemi.

Un album di retrospettiva

Nel 2001 esce Drukqs, un album che richiama molto ai primi lavori di Aphex. Il disco infatti racchiude diversi cavalli di battaglia dell’artista: atmosfere inquietanti, deliranti beat drum and bass, ma anche delle novità. La prima fra tutte è l’utilizzo più massiccio del pianoforte rispetto agli altri lavori. Non a caso, il pezzo più famoso di questo album, ed anche il più streammato su tutte le piattaforme per Aphex, è Avril 14th, una delicata suonata decisamente fuori luogo rispetto al solito materiale dell’artista. La canzone ha avuto un tale successo da essere inserita anche in numerosi film. Ricordiamo ad esempio Her di Spike Jonze, o Maria Antonietta di Sofia Coppola. Il disco però, nonostante tutto, non ebbe un grosso successo.

Probabilmente ciò fu dovuto al cambiamento delle regole della musica elettronica o forse semplicemente perché non era un album all’altezza delle aspettative. Per tornare a pubblicare con lo pseudonimo di Aphex Twin, James ci ha messo ben 13 anni.

Il ritorno in scena

Syro è il nome dell’ultimo album di Aphex Twin, tornato dopo dieci anni, con una raccolta dei lavori fatti nel suo periodo di pausa. L’artista si era dedicato a diversi progetti collaterali, spesso con nomi diversi, come aveva anche fatto all’inizio della sua carriera. Questo ritorno inaspettato sulle scene, però, fu apprezzato molto più del previsto. L’album che è stato prodotto con un numero mai visto prima di strumenti per un disco di Aphex, risulta come un prodotto ben confezionato che raccoglie le influenze di James. Drum and bass, techno, disco, non manca niente. Anche gli incomprensibili titoli sono tornati. Syro, insomma sembra essere l’album del meritato ritorno di Aphex.

Un difficile quadro generale

Tirare le somme per un artista così enorme è davvero difficile. Pioniere fin dall’inizio, probabilmente ancora oggi imbattutto nel suo genere, Aphex rimane un punto di riferimento per tutti i musicisti di elettronica che sono arrivati dopo gli anni 90′. Il suo stile ricercato e assolutamente personale, combinato ad un intelligentissimo utilizzo della sua immagine, lo hanno reso un’icona. Eppure, nonostante la sua enorme eredità e seguito, continua ad essere un artista imperscrutabile e criptico come pochi, che ci lascia spesso senza la possibilità di interpretare nel modo giusto il suo lavoro. Non ci resta allora che goderci la sua musica e anche le sue performance live. E sarà possibile vederlo, proprio in Italia, all’Home Festival a Venezia, quest’anno. Noi della Scimmia Sente saremo presenti sul posto e vi faremo avere un report della serata. Se potete però, non mancate: i live di Aphex Twin sono la cosa più vicina ad un rapimento alieno che potrete provare.

Per altre informazioni riguardo all’Home Festival, potete leggere il nostro articolo qui.

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