Le iene – Musica e film

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Le iene: soft rock anni ’70, lime con il latte di cocco e orecchie tagliate. Miscela esplosiva.

Quentin Tarantino è un regista per il quale, lo avrete notato, la musica ha un’importanza primaria. Soprattutto nei suoi lavori più classici degli anni ’90, Tarantino fa con la musica ciò che fa con il cinema: riscopre, cioè, cult e gemme nascoste di generazioni precedenti. Se film come Le iene e Pulp Fiction devono tutto al cinema di genere degli anni ’70, al cinema trash e ai b-movies dei decenni precedenti, le musiche di questi film non possono essere da meno.

Ne Le iene, il primo film ufficiale del regista, è egli stesso a scegliere la colonna sonora, e la sceglie accuratamente. Si tratta di artisti non particolarmente noti presso un grande pubblico. Non ci sono i Rolling Stones come nei film di Martin Scorsese, né Iggy Pop come in Trainspotting. Esattamente come il suo cinema, la musica di Tarantino dev’essere citazionista ma non spocchiosa, di culto ma sempre di genere. Per accentuare l’effetto, gran parte delle canzoni che sentiamo nel film sono trasmesse da una stazione radio fittizia che si chiama KBLY. Il programma contenitore delle canzoni, dal carattere nostalgico, è: “K-Billy’s Super Sounds of the Seventies Weekend”. Cioè: “Il weekend del super-suono degli anni ’70 di K-Billy”, che è il DJ.

Questa è la stazione radio che, in una scena cruciale del film, trasmette la ormai celeberrima Stuck in the Middle with You. Canzone soft rock degli Stealers Wheel, complesso famoso più che altro per la presenza in esso di Gerry Rafferty, più tardi famoso per la hit jazz-rock Baker Street (1978). Il pezzo, come si sa, fa da sfondo e commentario alla famosa scena in cui il sadico Mr. Blonde tortura il poliziotto rapito, Marvin, legato inerme ad una sedia.

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Le liriche della canzone riassumono la brutta situazione in cui “lo sbirro” si trova: egli è “incastrato nel mezzo con te”, cioè, con Mr. Blonde, in una situazione per lui senza via d’uscita. Infatti, oltre al famoso taglio dell’orecchio, non farà una bella fine. La musica nella scena è diegetica, uscendo da una radiolina che viene accesa dallo stesso Mr. Blonde. Inoltre, Michael Madsen balla e canta sulle note della canzone, per raddoppiarne l’effetto grottesco.

La musica inspessisce ciò che viene espresso dal film, colmandone i significati.

Un’altra sequenza estremamente celebre del film è, naturalmente, quella dei titoli di testa, nei quali tutti i membri della banda, assieme ai loro capi, camminano al rallentatore sulle note di Little Green Bag. Questa canzone, successo del 1969 della George Baker Section, doveva inizialmente intitolarsi Little Greenback, per fare riferimento al colore dei dollari americani (verde). Tuttavia, per un errore di stampa, il titolo originale cambiò in Little Green Bag.

Ciononostante, il significato originariamente inteso potrebbe ricollegare alla natura del film, che è un heist film, cioè un film incentrato su una rapina (la quale però, attenzione, non ci viene mostrata, ma viene ricostruita solo dai dialoghi dei personaggi). Quindi, è possibile che questo riferimento indiretto al denaro, unico motore delle azioni in questo film, sia stato voluto appositamente da Tarantino.

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Per concludere, parliamo dei titoli di coda, che iniziano subito dopo la devastante scena finale, nella quale constatiamo come questa idea della rapina, tanto ben preparata ed organizzata, non sia affatto andata bene. La canzone è Coconut, un successo minore del grande cantautore Harry Nilsson; lo conoscerete anche per One, pezzo che potete sentire in Magnolia di Paul Thomas Anderson.

In questa canzone si descrive la situazione di qualcuno che decide di mischiare il lime con il latte di cocco, e di berseli insieme. Si ritrova con un bel mal di stomaco, e seguita a domandare al dottore un rimedio. Il testo, se rapportato al film, potrebbe essere una metafora di come alcuni miscugli non vadano fatti mai: il professionista Mr. White, con il cinico Mr. Pink, il matto Mr. Blonde e l’agente sotto copertura Mr. Orange. Se ci pensiamo, anche il miscuglio di questi colori non ha granché senso. Ed è infatti a questo errato miscuglio di personalità da imputarsi il fallimento completo delle azioni intraprese dai personaggi, nonché la perdita delle loro vite.

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