P. T. Anderson e Lars von Trier: i migliori film del 2018 secondo i Cahiers du Cinema

Cahiers du Cinema

Si avvicina la fine dell’anno e, con essa, arriva anche la classifica ufficiale dei migliori film del 2018 stilata dalla redazione dei prestigiosi Cahiers du Cinema: tra di loro, purtroppo, nessun’opera italiana.

I lungometraggi scelti dalla leggendaria rivista cinematografica sono stati selezionati da una lista di titoli usciti in Francia negli ultimi 12 mesi: proprio a causa di tale motivo, compaiono pellicole che erano già state inserite negli elenchi stesi dal resto della critica internazionale nello scorso anno. 

Tra i film selezionati, tuttavia, sono molto pochi –solamente (…), di cui 2 usciti nel 2017– quelli che sono stati proiettati nelle sale cinematografiche italiane e che il pubblico nostrano ha avuto il piacere di guardare. Inoltre, nella lista di quest’anno, come già accennato in precedenza, non è stato scelto nessun film italiano. Compaiono, però, oltre a ben quattro titoli francesi, due produzioni americane che l’anno scorso avevano riscosso un grande successo in ogni parte del mondo.

A seguire i migliori prodotti cinematografici del 2018 secondo le penne dei Cahiers du Cinema:

10.     L’île au trésor di Guillaume Brac (2018)

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La macchina da presa segue passanti appartenenti ad ogni fascia d’età, persone che si riposano, giovani che si divertono. Realizzato a poco più di 30km da Parigi, L’île au trésor è un documentario che –non ancora uscito in Italia– si concentra su un parco situato sulle sponde del fiume Oise.

9.      Summer di Kirill Serebrennikov (2018)

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Ambientato nella caotica San Pietroburgo degli anni Ottanta –allora ancora conosciuta con il nome di Leningrado e catturata da un magnifico bianco e nero–, Summer di Kirill Serebrennikov narra la vicenda biografica del celebre musicista e artista russo Viktor Tsoi, una delle pietre miliari della scena rock  sovietica.

Conosciuto dalla critica cinematografica con il titolo originale –Leto, di cui il titolo in inglese la traduzione letterale dell’originale russo– e uscito in Italia nel mese di novembre, il film è stato, purtroppo, proiettato in un numero ristretto di sale cinematografiche nostrane.

8.      The House That Jack Built di Lars von Trier (2018)

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Lo sguardo della macchina da presa si trasforma in testimone dei macabri omicidi concepiti e messi in atto da Jack, un serial killer. L’ultima opera di Lars von Trier, The House That Jack Built, è stato definito dal regista stesso come il suo film “più brutale di sempre“, proiezione di una vita “malvagia e senz’anima”, di una vita come tante altre.

Come il resto della produzione cinematografica del regista danese, il film –che uscirà in Italia grazie alla casa di distribuzione Videa, che, però, ancora non ha reso nota la data d’uscita– è riuscito per l’ennesima volta a dividere la criticaThe House That Jack Built ha portato gran parte del pubblico ad abbandonare la sala cinematografica durante la proiezione presso il festival di Cannes di quest’anno. La causa? La presenza di scene estreme e disturbanti, di violenza esplicita, scene che –secondo la maggior parte degli spettatori che ha interrotto la propria visione del film nel celebre evento francese– sarebbero state totalmente gratuite.

7.      On the Beach at Night Alone di Hong Sang-soo (2017)

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Allontanarsi dalla propria monotonia, mettendo in pausa un lavoro, una relazione e una vita. Una giovane attrice sudcoreana abbandona il proprio paese per raggiungere Amburgo, un rifugio lontano da tutto ciò che è immerso nel calore proprio della famiglia, dove riflettere sulla propria esistenza, dove prendere decisioni prima di tornare a casa.

On the Beach at Night Alone di Hong Sang-soo è un dipinto di ispirazione autobiografica, presentato in concorso al Festival di Berlino dell’anno scorso.

6.    The Post di Steven Spielberg (2017)

Cahiers du Cinema

Uscito nel 2017 e ispirato ad una celebre vicenda storica, The Post di Steven Spielberg ruota intorno alla pubblicazione dei Pentagon Papers, documenti segreti appartenenti al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America diffusi nel 1971 attraverso il New York Times e, successivamente, attraverso il Washington Post.

Il film ha accumulato, nello scorso anno, commenti favorevoli e recensioni elogiative, alla quale si aggiunge anche l’opinione positiva dei Cahiers du Cinema.

5.      Paul Sanchez est revenu! di Patricia Mazuy (2018)

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Dopo essere scomparto da dieci anni, un omicida torna in circolazione. Un poliziotto, venuto a conoscenza del fatto, cerca di prenderlo a tutti i costi, mettendo a rischio anche la propria vita. Film drammatico francese, Paul Sanchez est revenu! di Patricia Mazuy è stato proiettato per la prima volta in Francia il 18 luglio 2018.

4.      Burning di Lee Chang-dong (2018)

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Rappresentante della Corea del Sud nella prossima notte degli Oscar, Burning di Lee Chang-dong ruota attorno ad un incontro tra una ragazza e un ragazzo.

Tratto da un racconto del celebre romanziere di Haruki Murakami –per gli appassionati, il brano è intitolato Barn Burning– e proiettato per la prima volta in patria il 17 maggio del 2018, il film è “una storia della generazione di oggi”, un racconto mistero che, partendo da una situazione apparentemente normale, si trasforma in una vicenda immersa in un’atmosfera di ambiguità e incertezza.

3.      Il Filo Nascosto di Paul Thomas Anderson (2017)

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Rappresentazione di un rapporto morboso, malsano e simbiotico, governato dalla pulsione della violenza autodistruttiva, Il Filo Nascosto di Paul Thomas Anderson è un insigne rappresentante di un Cinema dominato dalla cura maniacale per i dettagli e dalla ricerca della perfezione formale, di un Cinema moderno profondamente debitore alla grandezza del passato.

Avvolto da una sostanziale crudezza di fondo, esasperata attraverso la creazione di un’atmosfera ansiogena ed opprimente in cui aleggiano morte e distruzione, il lungometraggio è stato definito da molti critici cinematografici uno dei migliori film degli ultimi anni. E i Cahiers du Cinema lo confermano.

2.      Coincoin and the Extra-Humans di Bruno Dumont (2018)

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Dopo la vittoria dell’anno scorso di Twin Peaks, viene premiata di nuovo una serie televisiva.

Miniserie comica composta da quattro puntate, Coincoin and the Extra-Humans di Bruno Dumont è una produzione franco-tedesca che segue la vita di due detective, impegnati ad indagare sulla comparsa di un materiale mai visto sulla terra e, quindi, di provenienza extraterrestre. Ambientato in un piccolo paese della Francia, la serie televisiva è il sequel di P’tit Quinquin, sempre di Dumont, premiata anch’essa con il primo posto della classifica dei Cahiers du Cinema stilata nel 2014.

1.      Wild Boys di Bertrand Mandico (2017)

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Uscito in Francia il 28 febbraio 2018, Wild Boys di Bertrand Mandico analizza la brutalità e la bestialità rinchiusi nell’animo di ogni uomo: cinque adolescenti, figli di famiglie alto-borghesi  che trasmutano in un simbolo della società capitalista, commettono un crimine efferato, abbandonando la loro umanità, trasformandosi in bestie. La loro rieducazione –che consiste in un lungo percorso di purificazione messo in pratica con metodi barbarici– viene affidata al capitano di una nave.

Se, nella lista stilata dai Cahiers du Cinema nel 2017 (link), il primo posto era stato riservato alla terza stagione di Twin Peaks –un’opera anarchica che aveva  rivoluzionato l’intero universo dell’audiovisivo e che sarebbe riduttivo definire come una semplice serie televisiva–, quest’anno i Cahiers du Cinema hanno optato per una scelta meno “anticonformista”, meno inaspettata, premiando con il primo posto il lungometraggio di Bertrand Mandico proiettato per la prima volta nel 2017 presso la Settimana Internazionale della Critica di Venezia.

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