Quanto Basta – La recensione in anteprima

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Quanto Basta

Quanto Basta inizia con Arturo che esce dal carcere e torna alla sua vita normale, alla sua moto, al suo appartamento e soprattutto alla sua cucina.

Un tempo era uno chef stellato di grande talento, che a causa delle sue tendenze violente era finito in carcere e, anche a causa dei suoi modi bruschi e critici, si è isolato dal mondo dell’alta cucina. Una volta uscito dal carcere deve scontare la fine della sua pena tramite lavori socialmente utili.

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Viene quindi mandato in un centro dove vengono curati ragazzi con la Sindrome di Asperger, perché aiuti le attività del centro e possa tenere delle lezioni di cucina. Così Arturo, che all’inizio sembra costretto in questo ruolo di insegnante che gli sta un po’ troppo stretto, inizia a far cucinare questi ragazzi, scovando in loro un grande talento. Specialmente quello di Guido, il ragazzo più problematico del gruppo.

Il cuoco all’inizio molto resiliente, finisce per affezionarsi molto al gruppo.

Da uomo spontaneo qual è tratta i ragazzi alla sua pari, a differenza delle altre persone che li trattano diversamente proprio perché malati. Arturo invece non ha paura di essere sincero, di urlargli in faccia e sgridarli, e ciò fa sì che i ragazzi lo vedano molto di più come una guida e come un loro mentore. Valeria Solarino è invece Anna, una psicologa e la guida di questi ragazzi, che manda avanti il centro e aiuta questi giovani in tutto e per tutto.

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Guido è il ragazzo più capace, tanto che non solo a volte supera il maestro, ma riesce anche a distinguere perfettamente tutti gli ingredienti di una pietanza.

Si decide così di portarlo in Toscana, dove parteciperà a un concorso per giovani cuochi, tenuto dallo chef stellato Marinari – rivale di Arturo -, famosissimo cuoco ormai digiuno alla cucina e drogato di televisione e talent. Personaggio ben interpretato da Nicola Siri, che pare essere studiato per assomigliare il più possibile  a Carlo Cracco.

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Nicola Siri ed il suo concorso di cucina

Arturo, che tutto voleva tranne che finire a curare Guido in una fastidiosa gara tenuta dal nemico di sempre, finirà con l’aiutarlo e imparando lui stesso una grandissima lezione di vita.

E’ il quarto film di Francesco Falaschi, con protagonisti Valeria Solarino, Vinicio Marchioni nel ruolo di Arturo e Luigi Fedele nei panni di Guido. In particolare spiccano Marchioni e Fedele, bravi nel portare in vita i personaggi e a far sentire il pubblico vicino e intimamente coinvolto nella vicenda. La Solarino invece risulta un po’ più impacciata nel suo ruolo di psicologa, che tuttavia rimane in secondo piano e quindi di minore importanza.

Falaschi è al suo quarto film; il secondo in cui affronta il tema della neurodiversità, dopo Emma sono io, in cui la protagonista soffriva di bipolarità.

E’ un regista che ha affrontato il mondo del cinema in ogni sua sfaccettatura, dalla critica cinematografica, alla scrittura, alla direzione di cortometraggi, documentari e spot. Anche Fedele è al suo quarto film, e mostra già di essere un giovane attore di grande talento.

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Guido

Un film non facile e ben riuscito, che riesce con molta leggerezza e semplicità ad affrontare un problema come quello della sindrome di Asperger, spesso ignorata e soprattutto sconosciuta, poiché da sempre oscurata dall’autismo. Non è di certo un film perfetto, né un film che sembra avere mille pretese, ma tra attimi di serietà e anche di lieve drammaticità, riesce a porgere uno sguardo sul mondo della cucina e della televisione italiana. Un mondo difficile che sempre più spesso cade nel ridicolo.

Nel complesso è un classico film italiano senza troppe pretese, che chiede il finale felice e spensierato, e che intreccia un insieme di storie di persone normali, che si trovano improvvisamente ad affrontare un’avventura diversa e unica che cambierà loro la vita.

Una buona lezione di vita che ci fa uscire sorridenti dalla sala del nostro cinema.

Il film sarà nelle sale italiane dal 5 Aprile: ecco il trailer ufficiale.

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