Saranno famosi? – Il film di Alessandro Sarti per la Fondazione Bacciotti

Paolo Bacciotti, Giancarlo Antognoni, dott. Stefano Grifoni, Sara Funaro (assessore comune di Firenze) , Alessandeo Sarti, Giovanna De Palma e il premio Oscar Alessandro Bertolazzi
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Molti non lo sanno, ma il cancro colpisce anche i bambini. Gran parte di essi vengono guariti ma alcuni hanno forme molto maligne e difficilmente curabili.

Così si può leggere sul sito della Fondazione Tommasino Bacciotti.

Attraverso il nostro sito noi ci occupiamo di cinema a 360 gradi ed è per questo che Venerdì 16 Febbraio siamo stati ospiti del regista Alessandro Sarti e della Regione Toscana al Cinema della Compagnia di Firenze, alla prima del film Saranno Famosi?.

Il Cinema della Compagnia, per chi non lo sapesse, è un vecchio cinema fiorentino del 1921, un tempo noto come Cinema Modernissimo e da circa un anno e mezzo è stato riabilitato, diventando il nucleo pulsante dei cinema d’essai del capoluogo toscano. Impossibile non citare, ad esempio, il Korea Film Festival, la cui XVI edizione prenderà il via il 22 Marzo ed ospiterà la star coreana Ha Jung-woo.

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Ed adesso è il momento per riunire i pezzi di questa frammentata introduzione. Il secondo film di Alessandro Sarti, Saranno Famosi?, appunto, nasce come progetto benefico in favore della Fondazione Tommasino Bacciotti e la Regione Toscana, insieme ad altri comuni toscani e numerosi sponsor, è stata ben disposta nell’aiutare il progetto di Sarti ed ha ospitato nella prestigiosa sala di via Cavour la prima proiezione del film.

La contestualizzazione era più che doverosa e forse quasi più importante del film stesso. Questo lo si potrebbe facilmente pensare e anche insinuare, trattandosi dell’opera di un personaggio che non ha mai fatto della regia la sua professione, così come molti membri del cast non erano veri attori. Etichette. Nient’altro. Perché il film di Alessandro è semplice, diretto, divertente, ingenuo, confusionario e ha qualcosa da comunicare, e dunque, al pari dei grandi titoli hollywoodiani o dei vecchi e moderni titoli d’essai, è cinema.

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Amare e ridere

Queste le due parole che fanno da sottotitolo al film. Questo, allo stesso modo, traspare dalla visione dello stesso. Sergio Forconi, che il pubblico italiano ricorderà principalmente per aver interpretato il padre di Levante nel film Il Ciclone del fiorentino Leonardo Pieraccioni, si è prestato entusiasta al progetto di Sarti, dribblando con esperienza e passione anche alcuni problemi di salute che lo hanno ostacolato durante il periodo delle riprese. E poi una fitta schiera di attori principianti o esperti attori di teatro hanno completato il simpatico cast.

Sergio Forconi interpreta un anziano istruttore di danza, Sergio Manetti, che nella sua piccola scuola a Pontassieve (comune di cui Sarti è stato assessore alla cultura prima di dedicarsi ad altri progetti) si trova a lottare contro la svogliata giunta comunale e il corrotto sindaco che hanno deciso di far chiudere la scuola per concedere spazio ad un ristorante cinese. La nipote dell’anziano istruttore però non ci sta e convince il nonno a radunare i suoi vecchi compagni di ballo e provare  a conquistare il prestigio necessario a non far chiudere la scuola di danza (alla cui memoria Sergio è anche legato affettivamente dato che è il posto dove conobbe la moglie ormai scomparsa). L’obiettivo è vincere una gara di ballo nazionale che si terrà a Firenze.

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La storia mescola dramma e commedia e si diverte a mettere a nudo i viziosi, i disonesti e i bugiardi col tono con la bonaria e schietta ironia toscana. L’esperimento riesce e tra applausi, risate e boati della gremita sala, più degni del cinema Universale che non del Modernissimo, la serata di Sarti è trionfale.

Tra il pubblico oltre al simbolo della Firenze sportiva Giancarlo Antognoni, anche il nuovo simbolo della Firenze cinematografica Alessandro Bertolazzi, vincitore del Premio Oscar per il miglior trucco lo scorso anno per il film Suicide Squad, truccatore affezionato di Inarritu, che ha lavorato con Sam Mendes, Malick, Bayona, Clint Eastwood e più di recente con David Ayer.

Ciò che si percepisce in modo chiaro dalla visione del film è che il gruppo di Sarti ha lavorato con serietà, passione ed entusiasmo. Degni di nota il lavoro del direttore della fotografia Lucio Lepri, quello di qualità hollywoodiana svolto dal montatore Alessio Focardi e le musiche del compositore Riccardo Azzurri.