Kip Thorne, dopo il Nobel al lavoro per un altro progetto cinematografico.

Kip Thorne, il fisico teorico celebre per la consulenza scientifica in “Interstellar” e ora per aver vinto il premio Nobel, ha scritto un nuovo film, con la collaborazione di Stephen Hawking.

Professore e ricercatore al CALTECH, ha costruito la macchina LIGO, capace di scovare le onde gravitazionali; cioè le increspature dello spazio-tempo prodotte da masse cosmiche in movimento. Merito per il quale ha ottenuto il prestigioso riconoscimento da parte della comunità mondiale. Le sorgenti individuate da Thorne sono due buchi neri in procinto di fondersi, distanti 1,4 miliardi di anni lui da noi, dilatando lo spazio-tempo.

Il professore ha rilasciato un’intervista nella quale ha spiegato che sta lavorando nuovamente ad un sceneggiatura per un nuovo progetto cinematografico di fantascienza insieme a Lynda Obst e Stephen Hawking. La collaborazione con Hawking avviene tramite Skype, riferisce Thorne estremamente colpito dal suo intelletto; come dalla proposta di inviare nanosonde al di fuori del sistema Solare, verso Alpha Centauri. Thorne ritene la cosa possibile e interessante per i viaggi spaziali, anche se prima bisogna calcolare ancora la fase teorica. Durante l’intervista il professor Thorn si dimostra piuttosto fiducioso nella possibilità futura di scoprire e colonizzare nuovi mondi, per quanto sia un’impresa titanica; ma con le sonde automatiche si potranno visitare non troppo presto nuovi pianeti.

Tornando alla consulenza per Interstellar, Kip Thorne è riuscito a trasformare le equazioni di Einstein in effetti visivi straordinari per la realizzazione del buco nero “Garganuta”. La realizzazione è potuta avvenire grazia alla collaborazione con una società londinese specializzata in effetti speciali, diretta da Paul Franklin che ha introdotto il professore al supervisor Oliver James. I due sono riusciti, grazie alla computer grafica, a reinventare, distribuire e propagare fasci di luce, generando il wormhole. Per la realizzazione di questi effetti speciali, Interstellar ha ottenuto il riconoscimento agli Academy Awards.

A proposito del wormhole, Thorne, pur nutrendo dubbi sulla loro esistenza, nel suo libro “Buchi neri e salti temporale” ipotizza la loro utilità per compiere viaggi interdimensionali. Secondo il fisico teorico, un wormhole permetterebbe di ritrovarsi in due luoghi e due tempi differenti; permettendo inoltre anche i viaggi nel tempo. Per quanto riguarda la ricerca sulle onde gravitazionali, una svolta importante è data dall’annuncio della misurazione di un secondo segnale e la realizzazione della sonda Lisa Pathfinder, una sorta di osservatorio tra le stelle. “Lisa” permetterebbe di cogliere lunghezze d’onda 10mila volte maggiore. Ciò nonostante Thorne nutre serie preoccupazioni riguardo il progetto dell’Agenzia spaziale Europea, definendolo non solido.

Tuttavia assieme a LIGO e “Lisa”, esistono altri due rilevatori “naturali”, le Pulsar,polarizzazione della radiazione nel fondo cosmico. Ognuno di questi rilevatori è legato a lunghezze d’onda differenti delle onde gravitazionali.

Nell’intervista Thorne ritorna a parlare di Stephen Hawking e del suo studio sui buchi neri, il quale ritiene che possano tornare informazioni dai loro abissi. Il fisico si mostra eccitato all’idea, seppur confessa di doverla ancora capire a pieno, mostrandosi piuttosto scettico per ora. Thorne ritiene che la ricerca di Hawking sia più significativi per i “mini black hole”, di dimensioni comparabili a quelle in cui operano gli effetti quantistici. In caso diverso non ritiene pratico l’invio di informazioni all’esterno, che resterebbero bloccate “nell’orizzonte degli eventi”.

Il professor Kip Thorne si congeda sostenendo che:

 «Spiegare la scienza è tremendamente importante. Una ragione, ovvia, è che la ricerca è costosa e deve, quindi, beneficiare i contribuenti, che la pagano. Agli scienziati è dato il compito morale, per conto dell’umanità, di esplorare il cosmo e formare le prossime generazioni di ricercatori. Ricordiamoci che noi siamo gli eredi del Rinascimento e dei suoi saperi: dalla prospettiva fino al metodo di Galileo». 

 

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