I migliori 10 home invasion di sempre

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Come vi comportereste se dei malintenzionati si introducessero a casa vostra mettendo a repentaglio i vostri beni, i vostri cari o la vostra stessa vita?

E’ questa, solitamente, la domanda che si pongono soggettisti e sceneggiatori quando si tratta di strutturare drammaturgicamente un film a tema home invasion. Uno schema semplice, scarno, spesso sfruttato da produzioni low budget per le sue caratteristiche; ma anche un banco di prova importante per ogni regista, la cui abilità dev’esser quella di mantenere sempre alta la tensione, al netto degli esigui mezzi scenici a disposizione. Dal canto loro, anche gli script tipici di questo sottogenere corrono spesso il rischio di arenarsi in soluzioni banali o forzate, quando non totalmente implausibili.

Vediamo allora, in ordine cronologico, quali sono state secondo noi le 10 più interessanti e riuscite espressioni cinematografiche di questa particolare tipologia narrativa (abbiamo escluso film che hanno avuto un ottimo successo, ma che non ci hanno assolutamente convinto, tra tutti La notte del giudizio di James DeMonaco e abbiamo optato anche per film più liminari al genere, non del tutto ascrivibili all’home invasion).

Pagine 1, 2, 3, 4, e 7 a cura di Alberto Bajardi, pagine 5, 6, 8, 9 e 10 a cura di Ettore Bocci.

Ore disperate di William Wyler (1955)

Tre criminali evasi di galera si insediano nell’abitazione di una tranquilla famigliola; devono aspettare dei soldi da una complice per poter scappare.
Questo classico di Wyler è probabilmente il punto di riferimento per ogni home invasion moderno. Una lezione di regia e di scrittura ancora oggi esemplare. A risaltare drammaturgicamente sono i personaggi di Frederic March ed Humphrey Bogart nei rispettivi ruoli di capofamiglia e capobanda dei criminali: quello che si instaura tra loro non è una prevedibile contrapposizione tra buono e cattivo, ma un vero e proprio scontro ideologico tra due uomini tanto diversi quanto simili, mossi dalla stessa umana determinazione per il bene del proprio nucleo di appartenenza.
Rifatto nel 1990 da Michael Cimino.

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