10 curiosità su: “Il buono, il brutto, il cattivo”

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6 – “Durante la scena, prima dello scontro finale, dove Tuco sta correndo freneticamente attraverso il cimitero, può essere visto nell’inquadratura un cane che corre.

In realtà, non era prevista la sua comparsa nella scena che fu decisa all’ultimo momento da Sergio Leone, che aveva paura che il tutto sembrasse troppo melodrammatico, lasciando così che il cane corresse tra i tumuli insieme a Wallach ignaro di tutto. In tal modo, il suo sguardo di sorpresa alla visione del cane è del tutto genuina.”

La presenza del cane ha sicuramente alleggerito un po’ la scena, ma è bellissimo vedere la reazione quasi spaventata di Wallach quando sente il cane abbaiare;

7 – “Clint Eastwood ha indossato lo stesso poncho per tutte e tre le interpretazioni dell’Uomo senza nome nei film di Leone, senza mai lavarlo.”

Quel poncho è diventato quasi il simbolo dei film di Leone e chiunque lo veda lo sa riconoscere, quindi possiamo dire che lavarlo sarebbe stato un oltraggio;

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8 – “Il film ha avuto a disposizione un budget di 1,6 milioni di dollari.”

Relativamente agli altri film western si tratta di un budget atipicamente alto, considerando anche che altri film dello stesso periodo sono stati prodotti con molti meno fondi, ad esempio per la produzione di Easy Rider sono stati messi a disposizione solo 400.000 dollari;

9 – “Lo scheletro trovato da Tuco dentro la bara al cimitero Sad Hill, è un vero scheletro umano. Un’attrice spagnola defunta ha scritto nel suo testamento che avrebbe voluto continuare a fare spettacolo anche dopo la sua morte.”

Un po’ macabro, ma ci fa capire la passione che aveva l’attrice defunta per la recitazione ed è bello il fatto che Leone le abbia voluto darle un piccolo spazio nel suo capolavoro;

10 – “La scena del triello è chiamata anche dello stallo alla messicana. Ci sono diverse teorie matematiche che ipotizzano i molti risultati di uno scontro simile. Altri film che utilizzano uno stallo alla messicana sono: Bastardi senza gloria (2009), Le iene (1992) e Pulp Fiction (1994).”

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E chi se non Tarantino poteva inserire il triello nei suoi film, del resto non ci sorprende questo fatto dato che tutti siamo a conoscenza del grande suo amore per gli spaghetti-western.

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