Fallout: Ella Purnell spiega quanto è stato difficile l’ultimo “Okey-Dokey” [VIDEO]

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Okey-Dokey è la battuta chiave di Lucy in Fallout, ma cambia di significato con l’evoluzione della storia e l’ultima volta che viene pronunciata è in circostanze davvero macabre. Ella Purnell spiega quanto sia stata davvero difficile quell’ultima scena

Ella Purnell si sofferma ancora su “okey-dokey”, la catchphrase di Lucy nella serie di Fallout. Studiata inizialmente soprattutto per rendere l’idea dell’ingenuità del personaggio, nel corso degli episodi la frase si evolve assieme a lei e viene enunciata in circostanze sempre più difficili, fino alla famosa sequenza finale.

Ed è quella in cui Lucy scopre la terribile verità su suo padre, ed è costretta ad uccidere sua madre (diventata un ghoul), prima di decidersi a seguire Cooper e a intraprendere un viaggio pericoloso e inaspettato. Così, quell’ultimo okey-dokey diventa un modo per darsi coraggio senza perdere sé stessa, una tetra accettazione delle conseguenze delle sue scelte e di ciò che la aspetta.

L’attrice insiste su come sia stato difficile dire okey-dokey in quel modo e in quella scena: “Quell’okey-dokey è stato la cosa più difficile di tutta la scena. Non riesco a dirvi quante volte devo aver detto quella battuta. C’erano così tante diverse emozioni in quel momento; di solito è più facile stratificare le emozioni ma in quel momento… perché prendi da così tante cose non condivisibili”.

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“Cosa faresti se scoprissi che tuo padre, il tuo eroe, è cattivo e ha bombardato tipo la famiglia del tuo fidanzato e la loro città, e tua madre è un ghoul ma tuo padre l’ha come condannata ad esserlo… ci sono così tante cose. Non posso sparare a mio padre, non posso. Quindi c’è un livello di odio verso me stessa, e frustrazione, e rabbia”.

“E poi c’è il fatto che Maximus è svenuto, e io non sono forte abbastanza da portarlo con me, se rimango con la Confraternita mi uccidono… ci sono così tante differenti emozioni e quindi… fai un okey-dokey rotto, lo fai forte, lo fai come una tipa cazzuta? Quando lo facevo e dicevo aiutatemi, come lo posso fare meglio, loro [la crew] mi guardavano e mi dicevano: ‘Va bene così! Calmati!'”

“Il cambiamento del personaggio di Lucy è quello che mi interessava di più in questo ruolo. Volevo spezzarla, volevo distruggerla. […] E così quell’okey-dokey non è rotto, è un’accettazione di quello che è successo a lei [a Lucy], non le rimane altro da fare, a parte mettere un piede davanti all’altro”. Una bellissima spiegazione di come si costruisce lo spessore di un personaggio riuscitissimo anche a partire da una sola, singola scena chiave.

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