Nolan era indeciso se girare Il Cavaliere Oscuro 

Nolan ha rivelato di essere stato indeciso se girare Il Cavaliere Oscuro per la paura di legarsi ai cinecomic

Il Cavaliere Oscuro
Credits: YouTube/"DISTINGUISH Yourself From Others!" | Christopher Nolan | Top 10 Rules
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Nolan su Il Cavaliere Oscuro: “Temevo di diventare un regista di cinecomic”

Christopher Nolan non era convinto di girare Il Cavaliere Oscuro. Considerando il successo epico della trilogia, questa dichiarazione suona surreale, tuttavia è ciò che ha rivelato Jonathan Nolan, fratello del regista premio Oscar.

Durante una recente intervista al podcast Armchair Expert con Dax Shepard, Jonathan Nolan ha raccontato di essere stato lui a convincere suo fratello, Christopher Nolan, ad accettare di dirigere Il Cavaliere Oscuro, in quanto lui non era affatto convinto che la sua carriera dovesse perseguire quella via. Il regista, che aveva già avuto grande successo con Batman Begins, era titubante nel tornare sul set per fare un altro film sui fumetti, perché non voleva che la sua carriera venisse etichettata. Jonathan Nolan ha infatti ricordato:

Ho lavorato a “Batman Begins” in una posizione un po’ defilata, ma era l’unico fumetto che mio fratello mi aveva regalato da bambino, “Batman: Anno Uno”, per il mio 14° compleanno, e 10 anni dopo ero sul set a lavorare con lui. È una follia.

E poi ha continuato spiegando i motivi per cui Nolan era indeciso se accettare il ruolo di regista nel film:

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Chris [Nolan] era indeciso se farne un altro. Non voleva diventare un regista di film di supereroi. Abbiamo passato un’ora a raccontare la storia delle origini, ed è fantastico, ma poi ci siamo chiesti: “Cosa possiamo fare di più con questo?””. Possiamo prendere gli stessi personaggi e spostarci leggermente in un genere diverso? Possiamo passare da un film d’avventura a un film poliziesco, a un film sulla mafia, e portare questa sensazione?.

Nonostante tutto, l’incontro con il produttore è stato poi decisivo per la realizzazione de Il Cavaliere Oscuro:

Quindi ero seduto con [il produttore] Charles Roven e Chris e dicevo: ‘Non fare il cagasotto. Facciamolo!’ E sapevo che con la sceneggiatura – e lui ha sviluppato la storia con David Goyer con un po’ di input da parte mia – era tipo il primo atto dettagliato, il secondo atto un po’ meno dettagliato, il terzo atto… ehm, dove c’è lui che fugge via alla fine – una volta avuta la sceneggiatura pronta, ho pensato: ‘Questo sarà fantastico. È emozionante. Dobbiamo fare questo film’. E alla fine si è ricreduto. È riuscito a non farsi etichettare

E voi, cosa ne pensate?

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