La Sirenetta: Recensione del Live Action Disney diretto da Rob Marshall

Dal 24 Maggio al cinema uno dei film più attesi della stagione: La Sirenetta, remake Live Action del Classico Disney del 1989 con Halle Bailey, Javier Bardem e Melissa McCarthy. Ecco la nostra Recensione in anteprima (e perché il film ci ha decisamente sorpreso in positivo).

La Sirenetta
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Pochi film nella Storia del Cinema si sono tramutati in target di attacchi feroci, giudizi sommari e polemiche internazionali prima ancora del lancio del trailer. Quantomeno, pochi al livello de La Sirenetta 2023. E ora, alla scadenza dell’embargo mondiale, possiamo finalmente parlarvi senza speculazioni del remake Live Action Disney diretto da Rob Marshall e interpretato da Halle Bailey, Javier Bardem e Melissa McCarthy.

La premessa è forse ovvia, eppure evoca già lo spettro infuocato della polemica. Ovvero, che tra la versione originale in lingua inglese e l’adattamento italiano esistono ineluttabilmente molteplici differenze, a volte sottili, altre sostanziali, come accade soprattutto in questi casi, quando il remake appartiene contemporaneamente all’Universo dei Classici Disney ma anche alla categoria del Musical.

E qui c’è il primo dato oggettivo da analizzare al netto di qualunque pregiudizio, convinzione politica e ideologica. A livello strettamente formale, La Sirenetta 2023 è al 100% un Musical di Rob Marshall, regista e coreografo candidato all’Oscar nel 2002 per il cult Chicago, nonché autore per Disney de Il ritorno di Mary Poppins (2018), Into the Woods (2014) e Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare (2011).

E c’è qui la prima critica, il primo tradizionale attacco che Walt Disney Studios ha avuto stavolta l’intelligenza (o magari la furbizia) di disinnescare. Ovvero, l’idea che Disney sia una multinazionale pronta a deprivare sistematicamente registi e autori della libertà e dell’anima, come ha lasciato intendere recentemente lo stesso Tim Burton, protagonista negli anni di molte fasi di riavvicinamento o rottura.

Abbiamo sollevato così due punti critici, due nodi cruciali nell’analisi de La Sirenetta 2023, il doppiaggio italiano e la direzione registica, il linguaggio audiovisivo sviluppato da Rob Marshall per il remake Live Action. Fingendo ovviamente di non sapere che la domanda cruciale per molti è di ben altra natura, e riguarda ovviamente Ariel, la scelta della protagonista Halle Bailey.

Ma prima di addentrarci tra i rovi di uno scontro che si presenta ormai senza esclusione di colpi, quello tra gli avversari del politicamente corretto, i nemici del cosiddetto blackwashing versus sostenitori della cancel cullture o dell’ideologia woke, crediamo giusto affermare un dato di fatto.

Certo il dubbio che alcune scelte di casting fossero operate solo in funzione politica era legittimo. Ma Halle Bailey e Yana_C, cantante scelta per la versione italiana delle sue canzoni, con l’eco delle loro perturbanti voci da sirena e il loro innegabile talento hanno zittito polemisti e detrattori (quantomeno quelli che intendano ancora parlare di Cinema e conservare un minimo di credibilità oltre le polemiche più sterili e strumentali).

E se il remake Live Action di Rob Marshall ha eventualmente qualche problema, nulla c’entra con le loro interpretazioni, meno che mai quelle di Ursula, la strega del Mare, di Scutter e Sebastian, del Re Tritone o del Principe Eric, tutti assolutamente stupefacenti (quantomeno nella versione originale).

La Sirenetta: Trama del remake live action 2023

Il film diretto da Rob Marshall riprende le fila del Classico animato Disney del 1989 La Sirenetta, liberamente tratto dalla fiaba di Hans Christian Andersen e diretto da Ron Clements e John Musker. E se il libro La Sirenetta, pubblicato per la prima volta in Danimarca nel 1837, si è affermato come uno dei più grandi Classici per bambini del mondo occidentale, il cartone Disney resta uno dei più grandi successi di sempre.

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Con gli Oscar 1990 alla colonna sonora di Alan Menken e alla canzone Under The Sea (In fondo al Mar) La Sirenetta si afferma rapidamente non solo come un capolavoro, ma come un evidente punto di rottura nella Storia del Cinema, acclamato dalla stampa come “Il film che ha portato Broadway nei cartoni animati”.

E con i suoi 211 milioni di dollari di incassi internazionali al box office nel solo 1990, prima ancora del VHS e l’Home Video, senza contare la dimensione parallela del merchandise, i giocattoli e gadget, La Sirenetta entra subito di diritto nell’immaginario collettivo tra le fila delle immortali Principesse Disney, al fianco di Biancaneve, Cenerentola, La bella addormentata nel bosco.

Riusciranno i nostri eroi a competere con un precedente tanto illustre? In barba alle polemiche preventive, Rob Marshall, il cast tecnico e il cast artistico ce l’hanno fatta. E per quanto riguarda la struttura narrativa, la direzione intrapresa è quella dell’opposizione tra due mondi specchio, quello acquatico del Re Tritone (Javier Bardem) e quello terrestre della Regina Selina (Noma Dumezweni).

Entrambi nutrono feroci pregiudizi nei confronti dell’altro. Tritone ha vietato ad Ariel e tutte le sue figlie di raggiungere la superficie dopo il crudele assassinio della sua sposa, la loro madre. I marinai odiano e temono le Sirene e tutti gli Dei del Mare, oggetto di oscure leggende. La Regina condivide queste credenze e vuole proteggere a tutti i costi suo figlio adottivo Eric (Jonah Hauer-King), intrepido esploratore, dall’ennesimo rovinoso naufragio.

Al centro ci sarà l’amore di Eric e Ariel, altre due figure speculari, che condividono la curiosità verso l’altro mondo, verso il proibito, fermamente intenzionati a disobbedire alle regole e vivere liberamente. E tra loro si intrometterà anche il maleficio di Ursula (Melissa McCarthy), sorella di Tritone, esiliata nelle acque profonde, veloce a profittare dei sentimenti e l’ingenuità di Ariel e architettare la sua vendetta.

La Sirenetta: Recensione (No spoiler)

La Sirenetta
La Sirenetta di Rob Marshall è al cinema dal prossimo 24 Maggio (Photo by Giles Keyte. © 2023 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.)

La sceneggiatura de La Sirenetta 2023 rispecchia sempre in qualche modo i grandi punti fermi nella grammatica di Hollywood, per come sono stati espressi prima da Joseph Campbell ne L’eroe dai mille volti quindi da Christopher Vogler ne Il viaggio dell’eroe e Maureen Murdock ne Il viaggio dell’eroina.

Il film di Rob Marshall è quindi al tempo stesso fedele alla natura profonda del Classico Disney e profondamente contemporaneo nel linguaggio audiovisivo, regalando sequenze visivamente splendide, soprattutto nella parte iniziale. I gloriosi numeri musicali del passato rivivono così nell’emozione di effetti speciali, coreografie, arrangiamenti musicali più vicini alla sensibilità di oggi.

Questo non significa che il secondo e il terzo atto manchino di efficacia. Ma dall’ingresso in scena di Ursula (doppiata nella versione italiana da Simona Patitucci, la stessa giovane artista che nel 1989 venne scelta come voce di Ariel) il remake Live Action assume improvvisamente colori, atmosfere decisamente più dark, intessute anche a livello audiovisivo di venature Horror che non mancheranno certo di scandalizzare qualcuno.

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La Sirenetta sarà accusato di essere un film buonista oppure un film violento?

Paradossalmente, se l’interpretazione di Halle Bailey si mostra praticamente inattaccabile, e quindi resterà oggetto delle critiche solo per una malcelata forma di razzismo, camuffata magari da strenua difesa del Classico, potrebbero essere proprio le scelte visive e narrative legate alla super villain Ursula a cadere sotto gli strali della critica più intollerante e ipersensibile alla cosiddetta “violenza”.

I principi espressi dal remake Live Action sono chiari. Ben oltre il casting multietnico e fortemente inclusivo, il messaggio de La Sirenetta 2023 si esprime proprio attraverso il melodramma e il romanticismo di una coppia che si rivela la chiave per superare una secolare guerra tra mondi.

Più che la fiaba a lieto fine di un Principe e una Principessa, oggi Eric e Ariel sono la dimostrazione in carne e ossa che il pregiudizio e l’odio causano solo morte e distruzione. E in questo senso i dialoghi tra Ariel e suo padre, il Re Tritone, i loro scontri, la loro ricerca di trovare comunque un punto d’incontro, complice il talento di un gigante come Javier Bardem, toccheranno e forse spezzeranno più di qualche cuore.

Certo, gli stessi punti critici finiranno ancora per polarizzare il giudizio. Chi odia il Musical non potrà forse apprezzare i passaggi più stupefacenti nella regia di Rob Marshall. Chi non può immaginare la Sirena, creatura immaginaria e allegorica, con una etnia diversa da quella caucasica resterà certo fermo sulle proprie posizioni. E infine, chi è naturalmente ostile all’Horror non apprezzerà le stesse soluzioni destinate invece a carpire e sedurre gli appassionati.

Ultima nota a margine, anche l’interpretazione di Mahmood potrebbe non convincere proprio tutti, sollevando un’altra antica questione. Assoldare big e grandi talent dal mondo dello spettacolo italiano, che pure non hanno mai avuto esperienza come doppiatori di un film, sarà la scelta giusta da parte di Walt Disney Pictures, oppure scatenerà ancora polemiche?

Noi chiudiamo invitandovi a vedere La Sirenetta nello splendore del grande schermo. E se proprio volete farvi un regalo, potrete sempre vedere sia la versione italiana che quella originale, soprattutto se accompagnate qualcuno che il Classico non l’ha mai né letto né visto in una sala cinematografica.

Se possiamo affermare qualcosa con certezza è che un giorno quel bambino, quella bambina, per questo vi saranno grati.

La Sirenetta: Il cast e le voci italiane

  • Halle Bailey: Ariel
  • Jonah Hauer-King: Eric
  • Noma Dumezweni: Regina Selina
  • Javier Bardem: Re Tritone
  • Melissa McCarthy: Ursula
  • Sara Labidi: Ariel (dialoghi)
  • Yana_C: Ariel (canzoni)
  • Simona Patitucci: Ursula
  • Mahmood: Sebastian
  • Alessia Amendola: Scuttle
  • Ciro Clarizio: Flounder

La Sirenetta: Trailer ufficiale italiano