Il significato delle nomenclature SVOD, TVOD, AVOD E PVOD

Chiunque faccia utilizzo di una piattaforma di streaming è probabile che si sia imbattuto in uno di questi quattro acronimi: SVOD, TVOD, AVOD E PVOD. Scopriamo insieme il significato di queste nomenclature, divenute fondamentali relativamente all'On Demand.

SVOD, TVOD, AVOD E PVOD
SVOD, TVOD, AVOD E PVOD
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Negli ultimi anni, l’industria dell’intrattenimento si è evoluta notevolmente e sono emerse nuove forme di distribuzione digitale.

Tra queste ci sono quattro acronimi che stanno diventando sempre più famigliari per gli appassionati di cinema e tv ovvero SVOD, TVOD, AVOD e PVOD. Questi acronimi si riferiscono precisamente a diverse modalità di fruizione dei contenuti video.

Nel giro di poco tempo sono diventati dei veri e propri pilastri del mercato europeo ed italiano relativamente a cinema e televisione. Di conseguenza, nel momento in cui decidiamo di vedere un contenuto attraverso una delle piattaforme digitali ormai estremamente diffuse, è molto facile imbattersi in almeno uno di essi.

Ma qual è il significato di queste nomenclature?

SVOD, TVOD, AVOD E PVOD
SVOD, TVOD, AVOD E PVOD

SVOD, TVOD, AVOD, PVOD: il significato delle nomenclature

La prima delle nomenclature è SVOD (Subscription Video On Demand). Questa, come si può intendere dal suo nome letto per esteso, fa riferimento ai servizi di streaming in abbonamento come, ad esempio, Netflix, Amazon Prime Video o Disney+.

Gli utenti pagano un abbonamento mensile o spesso anche annuale e hanno accesso illimitato ad un vasto catalogo di film, serie tv o altri contenuti similari. Gli abbonati possono guardare i contenuti in qualsiasi momento e ovunque, a patto che ci sia una connessione internet sufficiente.

Tra le quattro nomenclature è la più comune e diffusa.

La seconda delle nomenclature è TVOD (Transaction Video On Demand). Questa, a differenza della precedente, fa riferimento ai servizi di noleggio digitale come, ad esempio, Apple iTunes, Google Play e Chili.

In questo caso, gli utenti pagano esclusivamente per i contenuti specifici che desiderano guardare e questi rimangono disponibili per un periodo limitato (che generalmente va dalle 24 alle 48 ore) dal momento in cui è stata avviata la riproduzione.

La terza delle nomenclature è AVOD (Advertising Video On Demand). Questa fa riferimento ai servizi di streaming gratuito come, ad esempio, Pluto Tv, Tubi o Rakuten Tv. Pur facendo riferimento ad una situazione di più facile concretizzazione rispetto alle precedenti, è la meno diffusa tra le nomenclature.

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In questo caso, gli utenti non pagano per guardare i contenuti ma devono sopportare la visione di svariati annunci pubblicitari che di frequente interromperanno la visione. Necessariamente, il più delle volte si tratta di contenuti meno interessanti o comunque meno commerciali rispetto a quanto si può trovare dietro pagamento.

L’ultima delle nomenclature è PVOD (Premium Video On Demand). Questa fa riferimento a film in uscita nei cinema che diventano disponibili in digitale a pagamento già pochissimo tempo dopo l’uscita nella sale. Molte piattaforme, tra cui nuovamente per esempio Amazon Prime Video, offrono questa possibilità.

Per essere precisi, dobbiamo dire a livello di costi, i prezzi per il noleggio digitale PVOD sono generalmente più alti di quelli TVOD, proprio perché questi contenuti, spesso legati a film appena usciti in sale, vengono appunto considerati premium.

Tra le nomenclature è sicuramente una delle più diffuse in quanto capita spesso l’impossibilità di recarsi presso un cinema ma la volontà di recuperare velocemente un contenuto.

SVOD, TVOD, AVOD E PVOD
SVOD, TVOD, AVOD E PVOD – Piattaforme Streaming

L’impatto delle nomenclature in Europa

In Europa, tra le quattro nomenclature sono gli abbonamenti SVOD che stanno diventando sempre più popolari. Secondo i dati forniti dalla Commissione Europea, nel 2020 il 60% dei consumatori europei ha utilizzato servizi di streaming in abbonamento, con Netflix saldamente al primo posto tra i fornitori di tali servizi.

Inoltre, il mercato europeo dei video On Demand sembra destinato a crescere a un tasso annuo composto del 15,6% dal 2021 al 2028, raggiungendo un valore di mercato di circa 55,4 miliardi di dollari entro la fine del 2028.

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Effettivamente, a prescindere dai dati ma semplicemente guardandoci intorno, è difficile trovare qualcuno che non usufruisca di almeno una (e spesso decisamente di più) delle piattaforme elencate in precedenza nella spiegazione del significato delle nomenclature.

SVOD, TVOD, AVOD E PVOD
SVOD, TVOD, AVOD E PVOD – Streaming in Europa

L’impatto delle nomenclature in Italia

In Italia, il mercato dei video On Demand è ancora relativamente piccolo rispetto ad altri paesi europei, ma sta comunque crescendo più che rapidamente.

Secondo uno studio del 2021, il 37% degli italiani guarda film o serie tv in streaming, con una media di 6,3 ore settimanali dedicata alla visione di contenuti di questo tipo. Inoltre, anche in Italia è Netflix il servizio di streaming più popolare, seguito da Amazon Prime Video e Disney+.

Tra le nomenclature che abbiamo visto, però, non è solo la SVOD a spiccare in Italia. Anche il mercato TVOD sta crescendo nella nostra nazione, con servizi come Google Play che offrono una vasta gamma di contenuti tra film e serie tv a noleggio non facilmente reperibili su altre piattaforme.

Il mercato PVOD in Italia è ancora abbastanza nuovo come modalità di fruizione dei contenuti, ma sta diventando sempre più popolare, soprattutto con un picco avuto nei primi periodi di ripresa dalla pandemia, che aveva reso impossibile la visione dei film nelle sale.

In Italia, infine, il mercato AVOD è invece ancora sottosviluppato, con veramente pochi servizi attualmente disponibili.

In conclusione, i servizi di video On Demand hanno rivoluzionato l’industria dell’intrattenimento, offrendo agli utenti un’ampia selezione di contenuti inimmaginabile in precedenza.

Le nomenclature SVOD, TVOD, AVOD e PVOD rappresentano le modalità di fruizione dei contenuti principali sia del mercato europeo che di quello di italiano con SVOD che rimane decisamente quella più popolare.