I 10 migliori film con gli animali come protagonisti [LISTA]

Abbiamo deciso di stilare una lista dei 10 migliori film ad avere come protagonisti gli animali

Hachiko
Una scena di Hachiko - Il tuo migliore amico
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Gli animali sono da sempre presenti nel grande schermo. Che sia per mostrare il loro lato “umano” o per esporre i legami profondi e straordinari che talvolta si creano con gli esseri umani, gli animali sono protagonisti di diverse pellicole che ci hanno commosso e fatto riflettere. Abbiamo deciso quindi di stilare una lista (non una classifica quindi) di film live action in cui gli animali sono i veri protagonisti della storia. Animali reali, senza alcun super potere ma semplicemente nella loro naturalezza e istintività.

A spasso con Bob, Roger Spottiswoode, 2016

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Diretto da Roger Spottiswoode e tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di James Bowen, A spasso con Bob è una storia vera e straordinaria che parla di amicizia. Il protagonista, James Bowen è un giovane senzatetto che vive raccogliendo qualche spicciolo suonando la chitarra e che ogni tanto cede all’eroina.

La vita di James cambia quando incontra un gatto rosso con una ferita alla zampa. Per la prima volta si trova a prendersi cura di qualcuno e Bob, così battezzato dal protagonista, diventa una ragione per alzarsi al mattino. Dopo le attente cure di James, Bob guarisce ma invece di andarsene e tornare alla sua vita randagia, rimane con il ragazzo e lo seguirà in ogni sua avventura. Così nasce una bellissima amicizia che aiuta James a superare il tunnel della droga.

Au hasard Balthazar, Robert Bresson, 1966

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Au hasard Balthazar è un film di Robert Bresson che racconta la tormentosa storia di un asino di nome Balthazar. L’animale trascorre gran parte del suo tempo con Marie (Anne Wiazemsky) che se ne prende cura, finchè non viene venduto dal padre di lei. Balthazar finisce sballottato da un padrone all’altro e viene costantemente maltrattato. Viene prima mandato in un circo dove risolve operazioni matematiche, poi gira la ruota di un pozzo agli ordini di un avido imprenditore, per poi successivamente tornare alla casa d’infanzia dove troverà una Marie oramai cresciuta e con problemi troppo grandi per occuparsi di lui.

La vita di Balthazar, dopo fatiche e sofferenza, termina in mezzo ad un gregge di pecore, dove si lascia andare stremato. Questa pellicola è la rappresentazione della crudeltà umana vista attraverso gli occhi di un asino. La vita dell’animale è una semplice metafora della situazione dell’uomo che vive in una scoietà violenta e crudele. Nel nostro mondo non c’è spazio per creature ed esseri pure di cuore come Balthazar. Il cinema minimalista di Bresson arreca ancora maggior forza alla crudeltà della vita dell’asinello rendendo questo film una delle migliori opere di sempre con protagonisti degli animali.

Due fratelli, Jean-Jacques Annaud, 2004

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Dopo il grande successo de L’orso del 1988, Jean-Jacques Annaud torna per raccontarci un’emozionante storia sul mondo animale. I protagonisti sono due tigrotti, Kumal e Sangha, dai caratteri opposti che vivono con il padre e la madre tra le rovine di un vecchio tempio in Cambogia. I due vengono catturati da un cacciatore occidentale, e destinati a due strade diverse. Uno viene venduto ad un circo, mentre l’altro viene donato al governatore francese, per poi essere venduto al governatore locale che lo tiene in cattività.

Diventati adulti, le loro strade si incrociano e i due fratelli, a causa di un combattimento organizzato dal governatore, si ritrovano in un’arena a dover combattere uno contro l’altro. La trama è molto semplice, ma si riesce comunque a ricavarne degli spunti su cui riflettere, ad esempio di come l’uomo sia spesso causa del dolore degli animali e di come la totale mancanza di rispetto verso di essi incida sulla loro esistenza.

Free Willy – Un amico da salvare, Simon Wincer, 1993

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Free Willy, diretto da Simon Wincern è un film per famiglie che vede protagonisti Jesse (Jason James Richter), un bambino di 12 anni e Willy, un’orca catturata e allontanata dalla sua famiglia per diventare l’attrazione principale di un parco acquatico. Jesse è un bambino fuori controllo che per atti di vandalismo, è costretto a fare volontariato presso il parco dove si trova Willy. Quì i due si conoscono e subito instaurano un legame di amicizia. Il ragazzo insegna all’orca trucchi e comportamenti che neanche la sua addestratrice era riuscita ad insegnarle. Jesse stringe anche amicizia con Randolph, il guardiano del parco e inoltre comincia a fidarsi della famiglia Greenwood che lo ha appena adottato.

Sebbene con Jesse, l’orca compia acrobazie strabilianti, quando è il momento di esibirsi per gli spettacoli acquatici, si rifiuta di farlo. Così il padrone del parco, infuriato, decide di liberarsi dell’animale. Ma Jesse studia un piano per salvarlo e ridargli la libertà.

La trama è molto semplice, un bambino con tanti problemi e un maestoso animale privato della sua libertà. Ciononostante si riesce comunque a ricavarne una riflessione sulla crudeltà dell’uomo che imprigiona l’animale e lo usa per farne spettacolo.

Hachiko – Il tuo migliore amico, Lasse Hallström, 2009

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Il film del 2009 diretto da Lasse Hallström, è il remake di Hachikō Monogatari, pellicola giapponese di Seijirō Kōyama uscita nel 1987. Hachiko è la storia di un legame straordinario che supera ogni confine. Basato su una storia vera, è uno dei film più amati di sempre che racconta la fedeltà e l’amore di Hachi, un cane di razza Akita, verso Parker Wilson (interpretato da Richard Gere), un professore di musica.

Ogni mattina Hachi, accompagna Parker alla stazione, dove si reca per andare al lavoro, e di nuovo il pomeriggio vi ritorna per attenderlo. Ma un giorno questa routine viene spezzata. Hachi, come se avesse un brutto presentimento, comincia a comportarsi in modo anomalo come a voler impedire a Parker di recarsi al lavoro. Nonostante i segnali, il professore prende il treno senza far più ritorno. Durante una lezione in aula, viene colto da un infarto e muore.

Hachi come tutti i pomeriggi lo aspetta, invano, alla stazione.In tarda serata, il cane viene trovato dal genero di Parker, che decide di portarlo a casa sua insieme a sua moglie. I due decidono di tenerlo con loro, ma Hachi scappa e torna alla stazione ad aspettare il suo amico. Così Andy, la figlia del professore, lo lascia libero di andare. Hachi continua ad andare tutti i pomeriggi alla stazione con la speranza di vedere Parker tornare. Presto negozianti e pendolari, si accorgono di lui e cominciano a prendesene cura dandogli da mangiare e offrendogli riparo e ben presto la sua storia attira l’attenzione dei media e fa il giro del paese.

I pinguini di Mr. Popper, Mark Waters, 2011

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I pinguini di Mr. Popper è una commedia diretta da Mark Waters con protaginista Jim Carrey nei panni di Thomas Popper, un agente immobiliare dedito al lavoro, con alle spalle un’infanzia trascorsa lontana dal padre avventuriero, sempre in giro per il mondo. Popper ha due figli, con cui non ha un gran rapporto ed è separato dalla moglie Amanda, il suo unico pensiero è la carriera. Una mattina riceve la notizia della morte del padre, deceduto durante una spedizione in Antartide e inoltre gli viene recapitata una cassa sigillata contentente, un branco di pinguini, lasciata dal padre come eredità.

Mentre cerca un modo per sbarazzarsi dei pinguini, Popper sta cercando di acquistare il Tavern on the green, un famoso locale di Central Park, per diventare finalmente socio della società in cui lavora. La proprietaria del ristorante, Selma Van Gundy (Angela Lansbury), è un osso duro e l’appuntamento tra i due per discutere della vendita, non va a buon fine a causa dei pennuti che rovinano i piani di Popper.

Nel frattempo però, la convivenza con i pinguini riavvicina il protagonista ai suoi figli e ad Amanda, riscoprendo così il valore della famiglia. Presto però Popper si rende conto che quella non è la loro casa e che hanno bisogno del loro habitat per sopravvivere. Il film è basato sull’omonimo libro per bambini scritto da Richard e Florence Atwater.

La trama del film è molto semplice, ma riesce comunque a farci riflettere sui valori spesso dimenticati come l’amicizia e la famiglia. L’eredità lasciata dal padre di Popper ha dato una svolta alla sua vita, gli ha donato la capacità di amare e di riscoprire l’importanza delle persone care.

L’orso, Jean-Jacques Annaud, 1988

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Diretto da Jean-Jacques Annaud, L’orso è un film del 1988 tratto dal romanzo The Grizzly King di James Oliver Curwood. Il protagonista è un orsetto che, rimasto orfano, deve cavarsela da solo procurandosi il cibo e trovare rifugio. Youk, l’orsetto, trova poi Kaar, un grande orso grizzly che comincia a prendersi cura del cucciolo proteggendolo e insegnandogli a cacciare e pescare. Ma l’orso adulto è inseguito da due cacciatori che vogliono prenderlo a tutti i costi e saranno proprio loro, Tom e Bill, a turbare la vita dei due animali.

I due infatti, si uniranno ad un terzo uomo accorso con dei cani e da lì comincia un inseguimento in cui gli uomini riescono a catturare l’orso piccolo. Dopodichè accade qualcosa di inaspettato: Tom, il cacciatore più giovane si ritrova da solo e disarmato di fronte al feroce grizzly, che lo intimidisce ringhiandogli contro ma lo risparmia. Così l’uomo coglie l’occasione di recuperare la sua arma e sparare all’animale, ma al momento di premere il grilletto cambia idea e decide di dar fine a quella caccia estenuante, impedendo anche al cacciatore più anziano di uccidere l’orso.

Infine, dopo aver avuto un incontro ravvicinato con un puma, il piccolo Youk viene salvato da Kaar che fa fuggire il puma con dei feroci ringhi e i due si troveranno di nuovo insieme. Commovente ed estremamente reale, la pellicola ha lo scopo di mostrare come gli animali possano provare una grande empatia e di come al contrario degli uomini, non provino nè rancore nè odio ma semplicemente agiscono secondo le regole della natura.

Lo squalo, Steven Spielberg, 1975

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Basato sul romanzo omonimo del 1974 di Peter Benchley, Lo squalo (qui la nostra recensione), vincitore di tre premi Oscar, consacrò la fama di Spielberg all’epoca ancora poco conosciuto. La pellicola racconta di un grande squalo bianco che sbrana e uccide diversi bagnanti sull’isola di Amity, un luogo di villeggiatura estiva.

Dopo il ritrovamento del cadavere di una giovane, dilaniata dalle fauci della bestia, Martin Brody, il capo della polizia (interpretato da Roy Scheider) è deciso chiudere le spiagge. Il sindaco però non è d’accordo, pensando che la diffusione mediatica della presenza di uno squalo, allarmi i turisti e influisca sulla riuscita della stagione estiva, fonte primaria dell’economia della città. Quando il grosso animale fa altre vittime, Martin Brody, con l’aiuto di un biologo marino e un cacciatore di squali, partono con una barca intenzionati ad uccidere lo squalo.

Sebbene dell’animale si vede ben poco, riesce comunque ad incutere terrore e paura e per questo il film di Spielberg è diventato un cult. Ma tutta la storia è anche una fonte di riflessione. Lo squalo è un predatore feroce e pericoloso, è la sua natura, bensì è l’uomo a doversene tenere a distanza, non cambiando l’ordine prestabilito.

Vita di Pi, Ang Lee, 2012

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Vita di Pi (qui la nostra spiegazione del finale), del 2012, diretto da Ang Lee e tratto dall’omonimo romanzo di Yann Martel è un film in cui gli animali hanno un ruolo fondamentale. Il protagonista è Piscine Molitor Patel, soprannominato Pi, che durante un naufragio, perde la sua famiglia e sopravvive salendo su una scialuppa dove ci sono una zebra, una iena e un orango.

Dopo che la iena uccide gli altri due animali, sta per aggredire Pi, ma dalla coperta della scialuppa spunta fuori una tigre del Bengala che uccide la iena. Così il ragazzo si ritrova a dover dividere l’imbarcazione con il feroce felino di nome Richard Parker. Per sopravvivere, si ingegna e trova dei modi per rendere la tigre più mansueta, ad esempio provocandogli il mal di mare facendo muovere la scialuppa e dandogli da mangiare il pesce da lui pescato.

Quella tra i due non può essere un’amicizia, il legame che si è stabilito è di reciproca convivenza, ma in qualche modo Pi si affeziona a Richard Parker che nonostante si faccia “addomesticare”, rimane comunque un predatore che ad un certo punto deve prendere la propria strada.

War Horse, Steven Spielberg, 2011

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War Horse è un film diretto da Steven Spielberg tratto dall’omonimo romanzo scritto da Michael Morpurgo ed è la storia di un’intensa amicizia tra un cavallo e un giovane ragazzo. La vicenda è ambientata durante la prima Guerra Mondiale, dove Ted, un agricoltore affittuario di una fattoria, vive con sua moglie Rose (interpretata da Emily Watson) e il figlio Albert. L’uomo acquista un cavallo non ancora adulto per risollevare il destino della fattoria e il giovane Albert instaura subito un legame straordinario con l’animale, che chiama Joey.

Questo rapporto profondo verrà interrotto quando Ted si trova a dover vendere il cavallo per far fronte ai debiti ad un giovane capitano inglese (interpretato da Tom Hiddleston) che promette ad Albert di prendersi cura di Joey e di riconsegnarlo al termine del conflitto, le cose però non vanno come previsto e l’ufficiale inglese rimane ucciso e il cavallo rimane abbandonato a sè stesso. Il cavallo si ritrova così a viaggiare attraverso l’Europa distrutta dalla guerra e a lasciare un segno indelebile nella vita delle persone che incontra che inevitabilmente finiscono per affezionarsi lui. Nel frattempo Albert raggiunge la maggiore età e si arruola nell’esercito.

Durante la battaglia della Somme, il ragazzo rimane gravemente ferito agli occhi e mentre si trova in ospedale viene a sapere di un cavallo che è miracolosamente sopravvissuto dopo esser rimasto impigliato fra i reticolati della terra di nessuno. Quando gli ufficiali stanno per abbattere l’animale, il giovane ancora bendato, capisce che si tratta di Joey.

Spielberg nel suo film ha attraversato l’orrore della prima Guerra Mondiale mettendolo in contrasto con l’amore e la solidarietà. Una metafora di pace, con la splendida amicizia tra Joey e Albert, capace di avversare in modo simbolico l’atrocità della guerra.

Cosa ne pensate di questa lista? Siete d’accordo con noi?

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