The Last of Us: riscopriamo il DLC, Left Behind | RECENSIONE

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Left Behind anticipa i temi e la profondità di The Last of Us 2 sviluppando la complessità del personaggio di Ellie

Left Behind è il famoso DLC di The Last of Us Parte 1 uscito nel 2014, un anno dopo il primo gioco. Questo gioco è da considerarsi un’espansione a tutti gli effetti, non solo per quanto riguarda la trama e le vicende dei protagonisti, ma anche per le possibilità narrative del gioco stesso.

In Left Behind seguiamo le azioni di Ellie in due punti differenti della sua storia. Prima, la troviamo qualche settimana precedentemente all’incontro con Joel in compagnia dell’amica Riley, all’esplorazione di un centro commerciale fuori dalla zona “sicura” di Boston. Poi, nel bel mezzo della sezione “inverno” del primo gioco, in un luogo molto simile alla ricerca di medicine per Joel, gravemente ferito.

Il gioco alterna tra i due momenti esplorando a tutto tondo il carattere di Ellie: estroversa, intraprendente, un po’ ingenua ma tenace. Ed esploriamo anche il prima e il dopo di ciò che la renderà potenzialmente la persona più importante dell’universo TLOU; parliamo dell’infezione Cordyceps alla quale, per motivi sconosciuti, il suo corpo non soccombe.

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Vediamo in effetti come avviene che, nel passato, sia lei che l’amica Riley vengano infine morse dagli infetti; e vediamo come nel futuro, conscia ora del suo ruolo come potenziale fine dell’epidemia (poi sappiamo come andrà) cerca di fare di tutto per sopravvivere; ma sempre tenendo presente che già qui il suo legame con Joel è un’altra forte spinta nella sua storia.

Viene anche anticipata la natura saffica della sessualità di Ellie, che già in fase adolescenziale si rivela timidamente proprio per Riley, con un momento di intimità importante; in TLOU2 sarà l’affetto per Dina sarà un altro dei principali motori della trama, e ciò includendo gli scetticismi bigotti che la loro relazione rivelerà.

Il gameplay lavora molto su meccanismi già esporati ma sfruttando parecchio l’atmosfera claustrofobica degli ambienti esplorati, entrambi chiusi, abbandonati e pericolosi, irti di ostacoli e potenzialmente letali ad ogni pié sospinto. Allo stesso tempo però come sempre si riserva il giusto spazio all’esplorazione di attività liminali che riguardino necessariamente il lato horror.

Per esempio i numerosi momenti nei quali Ellie e Riley giocano e scherzano insieme nel centro commerciale si possono comparare alla complessità narrativa (quasi filmica) di ciò che ritroveremo in numerosi momenti di TLOU2; nel flashback di Ellie e Joel insieme al museo di storia naturale, per esempio.

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Se insomma TLOU1 già mostrava tutti gli aspetti di un survival horror dall’ampio respiro, è forse solo in Left Behind che iniziamo ad intuire le reali possibilità della saga; e lo vediamo con Druckmann al timone, in quanto realizzazione di un’arte videoludica narrativa non limitata ad un genere specifico.

Scorgiamo inoltre per la prima volta tutte le capacità di una Ellie protagonista, che già qui prende il posto di Joel; e ci svela, seppur con sfumature sottili e appena percettibili, tutta la forza della sua futura determinazione alla ricerca della sua vendetta. Chiaro che quella che abbiamo qui è una Ellie ancora adolescente, in procinto però di crescere.

In altre parole se Left Behind costituisce a livello di trama poco più che un’appendice dei primi due giochi, è anche vero che funge benissimo da collante tra i vari momenti di sviluppo della saga come pochi DLC sanno fare. Per i fan della saga, un’aggiunta essenziale e un momento fondamentale per coglierne l’audacia e l’ambizione.

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Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.