Johnny Depp: la richiesta di Sauvage è aumentata quasi del 50% durante il processo

Dior, tra l'altro, è una delle poche compagnie che ha continuato la collaborazione con l'attore nonostante le accuse mosse dalla ex moglie.

Johnny Depp
Condividi l'articolo

Johnny Depp, personaggio storico della Hollywood contemporanea, ultimamente se l’è vista molto brutta: qualche anno fa, infatti, l’ex moglie Amber Heard lo ha definito “picchiatore di mogli” e diffamato pubblicamente su alcuni quotidiani nazionali. Da quel momento in poi, la carriera dell’attore ha avuto un brutto arresto, con il Regno Unito che ha dato ragione alla donna. Detto questo, recentemente, il caso si è riaperto con il divo che ha voluto contrattaccare negli Stati Uniti.

Dopo una serie di accuse portate dalla Heard (a quanto pare false), teatrini vari di qualsiasi genere (con Johnny Depp che ha brevemente interpretato, ancora una volta, Jack Sparrow), alpaca e sceneggiati, finalmente il tutto si è chiuso con la vittoria di Depp che sarà ripagato dalla ex con 15 milioni di dollari per i danni alla sua immagine. Ma questa sfida tra i due ha portato solo guai e spolpato le casse della coppia o ha avuto anche degli effetti positivi?

LEGGI ANCHE:  Johnny Depp perde la causa contro il Sun sulle accuse di Amber Heard

Secondo quanto riportato da WWD, il processo Johnny Depp contro Amber Heard ha giovato in modo particolare all’attore in maniera indiretta: l’artista, testimonial del profumo Sauvage di Dior, ha aiutato inaspettatamente la compagnia nella vendite della fragranza, in quanto, da quando è partito il processo, la richiesta, su Google, del profumo, è aumentata del 48% e anche su TikTok le visualizzazioni dello stesso sono incrementate del 63% quando la piattaforma è stata contemporaneamente invasa da filmati del processo.

Vi ricordiamo, tra l’altro, che Dior è stata una delle poche compagnie a dare credito a Johnny Depp anche nei momenti più drammatici, confermandogli il contratto per gli spot di Sauvage. Insomma, tutto questo suona come un gigantesco scambio di favori tra un divo che ci ha tenuto in tutti i modi a tenere alta la bandiera della verità e un’azienda che ha voluto dare tantissima fiducia all’uomo, vedendo un incremento dell’attenzione sul loro prodotto.