Servant of the People, la recensione della serie di Zelensky

Abbiamo visto i primi due episodi trasmessi su La7 della serie ideata, scritta e interpretata da Volodymyr Zelensky.

Servant of the People
Volodymyr Zelensky in Servant of the People
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Volodymyr Zelensky è diventato noto alla maggior parte di noi in seguito ai tragici eventi che stiamo vivendo ancora oggi. Il presidente ucraino, che è stato eletto nel 2019, è diventato famoso in patria come attore comico. La sua carriera politica nasce soltanto pochi mesi prima della sua elezione, in un percorso incredibile che lo ha portato a guidare il proprio Paese.

Quel che è ancora più incredibile è che lo stesso Zelensky, dal 2015 fino a pochi mesi dall’elezione, ha scritto, diretto e interpretato una serie molto nota sulla TV ucraina decisamente profetica. Zelensky interpreta infatti un uomo comune che si ritrova, in seguito ad una serie incredibile di eventi, Presidente dell’Ucraina.

Pochi giorni fa La7 ha trasmesso i primi episodi della serie, finora mai arrivata in Italia. Servant of the People è un documento di estremo interesse, per scoprire la storia recente di un Paese ormai chiave nello scacchiere internazionale e la figura carismatica e molto amata in Ucraina dell’attuale Presidente.

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Servant of the People, la trama

Vasily Petrovyč Goloboroďko è un comune professore del liceo. Dopo che i suoi studenti registreranno uno sfogo contro la politica attuale diventa improvvisamente popolare e si convince a candidarsi, quasi per scherzo, alle elezioni presidenziali.

Incredibilmente (ma ben presto scopriremo la verità) si ritrova catapultato alla guida del Paese, vedendo la sua vita stravolta e trovandosi ad affrontare il mondo tanto criticato.

La recensione

Servant of the People
Vasily, al risveglio, è il nuovo presidente dell’Ucraina

Già da queste prime puntate possiamo intuire la direzione intrapresa da Zelensky con questa serie. La vena satirica è chiaramente dominante, muovendosi sinuosa tra una comicità (anche ben scritta) ed una analisi sociale del Paese ucraino.

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Nel mettere in scena un uomo comune Zelensky mostra le ipocrisie del suo popolo, disilluso, come molti altri, dalla politica, ormai sempre più distante dal cittadino. I politici “grossi”, quelli che intuiamo prendere veramente le decisioni, sono in questo senso una figura emblematica.

Mai inquadrati in volto, almeno per ora, queste figure rappresentano il totale disinteresse della politica per il cittadino. Ma anche un distacco dalla politica stessa, vissuta ormai come gioco, tra scambi di favori e una leggerezza imbarazzante sulle decisioni importanti per il Paese.

Vasily, almeno per ora, sembra essere un burattino, una pedina in mano ai veri padroni del Paese che hanno già deciso per lui. Ad elezione avvenuta, le preoccupazioni principali del suo staff sono quelle di renderlo presentabile. Scarpe, orologi e vestiti sono la priorità: l’apparenza prima di tutto.

A lezione di populismo

Servant of the People si serve evidentemente di molte idee e strumenti tipici di un certo tipo di populismo decisamente in voga in tempi recenti. Le denunce di corruzioni, della complessità eccessiva della macchina statale, degli sprechi e la sferzante critica alla “casta” politica sono ben evidenti.

Il professore si sfoga davanti ai suoi alunni come farebbe ogni altro cittadino stufo della politica tradizionale, un mondo lontano, apparentemente inaccessibile e corrotto. Quando però la mattina, al risveglio, si trova ad essere alla guida del Paese l’horror vacui si impossessa di lui. Come governerà il Paese? Quali saranno le riforme?

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Zelensky
Zelensky nei panni di Vasily, il nuovo presidente dell’Ucraina

Nei suoi primi episodi, ovviamente, la serie non risponde a queste domande, che sicuramente verranno sviscerate successivamente. Servant of the People non ha paura di parlare con la voce del populismo, oggi tanto demonizzato quanto efficace. Lo fa spesso attraverso una comicità che oscilla tra il surreale, lo straniante e il satirico, a tratti anche piuttosto convincente.

È stata invece molto criticata la scelta di far doppiare il protagonista da Luca Bizzarri. È innegabile che la voce dell’attore italiano sia forse troppo connotata per passare in secondo piano, creando uno strano effetto in alcuni momenti.

La serie, in definitiva, resta un pezzo importante di storia ucraina, testimone del percorso di un uomo (ancora prima che attore e Presidente) che è diventato profeticamente (e negli ultimi risvolti tragicamente) un vero e proprio leader dell’Ucraina.

Capire la situazione attuale attraverso questo solo documento è chiaramente impossibile, ma fa senza dubbio parte di un puzzle che creano il grosso disegno che la storia ci sta proponendo in questi mesi.

Servant of the People, dove e quando vederlo

Attualmente verranno trasmesse nuove puntate ogni lunedì, in prima serata, su La7. Non si sa ancora quanto verrà trasmesso. La serie conta ben 51 episodi, ma l’emittente non ha rilasciato notizie circa l’adattamento e la trasmissione di tutte le puntate.

Le puntate possono essere anche riviste sul sito di La7, dove verranno caricate settimanalmente.

RECENSIONE
VOTO
Avatar di Fabio Menel
Torinese d'adozione ed aostano di nascita, laureato al DAMS. Quando non è impegnato a sopravvivere si interessa in particolare di cinema orientale, di fumetto e di tappeti.
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