10 album storici usciti nel 1982, quarant’anni fa [ASCOLTA]

1982
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Dal 1992 al 2022: dieci album musicali ascoltati di nuovo a vent’anni di distanza

Per molti sarà difficile pensarci, specialmente per chi c’era: il 1982 era quarant’anni fa. Quarant’anni durante i quali nella musica è successo di tutto: la new wave, l’hardcore punk, il New Romantic, il glam metal, l’heartland rock. Le hit da radio che sono diventate hit “video” con MTV, mentre nasceva il fenomeno dell’hip-hop e l’elettronica si sviluppava dalle tecnologie digitali sempre più sviluppate.

All’epoca probabilmente era difficile cogliere la complessità di tutto questo: non c’erano i social né Internet per come lo conosciamo oggi. Gli stessi computer si usavano principalmente in ambito lavorativo e istituzionale. I fenomeni degli anni ’80, e forse anche questo era un po’ il bello, si vivevano con la televisione e poi con il passaparola.

Fenomeni che solo oggi, a distanza di quattro decadi, possiamo leggere per la loro reale importanza, o ricondurre lontano da certe logiche ingenue che volevano la divisione tra una musica “vera” e una “finta”, inautentica. Oggi sappiamo che tutte queste espressioni musicali erano, a loro modo, apprezzabili e considerevoli.

Viaggiando quindi tra le più importanti produzioni musicali del 1982, scegliamone dieci che rappresentino adeguatamente il panorama sonoro di quell’anno campale ma che restituiscano anche un ritratto non troppo “canonico” di quelli che, specie in anni recenti, abbiamo dipinto come anni mitici ed irripetibili. A voi, i 10 album usciti nel 1982 da riscoprire (e riascoltare subito).

1. XTC – English Settlement (12 febbraio 1982)

Se gli XTC sono da considerarsi oggi uno dei gruppi rock più ingiustamente sottovalutati della storia, la stragrande maggioranza dei motivi vanno ricercati proprio in questo album. Un disco di culto, fatto di una new wave dalle molteplici sfaccettature, iconoclasta ed intellettuale, pop e sperimentale, che sfrutta ogni mezzo espressivo e rivela ogni possibilità del genio senza fine di Andy Partridge e Colin Moulding.

2. Iron Maiden – The Number of the Beast (22 marzo 1982)

Semplicemente, il più classico album heavy metal esistente, o quasi. Nell’arco di una tracklist gli Iron Maiden concretizzano tutti gli elementi della New Wave of British Heavy Metal in uno stile solido, duraturo, tecnico, iconico e di sicuro impatto. Almeno per tutti gli anni ’80 ma anche oltre, questo resterà “il” metal per eccellenza.

3. Toto – Toto IV (4 aprile 1982)

Un trionfo di pop/rock da stadio costruito con la precisione di una formazione composta da musicisti esperti e sessionmen infallibili. I Toto conquistano tutti nel 1982 con questo abum orecchiabilissimo ma anche traboccante di idee da ogni angolo. E poi, impossibile non dirlo: è il disco in cui c’è Africa.

4. The Cure – Pornography (4 maggio 1982)

Per molti, semplicemente, il miglior disco dei Cure. Di sicuro, il capolavoro del loro periodo più oscuro, intenso e difficile, nel quale l’anima e la sofferenza artistica di Robert Smith piangono note nere di post-punk gotico e nichilista in ogni brano. Un’esperienza d’ascolto, per chi la sa apprezzare, che tocca nel profondo e non si dimentica più.

5. Duran Duran – Rio (10 maggio 1982)

Il migliore e più popolare album dei Duran Duran è anche la punta di diamante di quella che negli anni ’80 si chiamava, non senza un certo disprezzo, la scena New Romantic. La formazione inglese piega l’espressività multicolore del proprio bagaglio new wave ad immagini accattivanti, suoni seducenti e ritornelli perfetti per la neonata MTV. Ma non c’è da farsi trarre in inganno: musicalmente, Rio è un lavoro validissimo.

6. The Clash – Combat Rock (14 maggio 1982)

Uno degli album più popolari dei Clash è anche per molti il loro punto di non ritorno: l’apice del successo commerciale, con Should I Stay or Should I Go e Rock the Casbah, che fa da contraltare ad una progressiva mancanza di idee e ad un’ingenuità militante che diviene sempre più forma che sostanza. Per tanti versi, il loro canto del cigno: un canto entusiasta ma sgraziato.

7. Roxy Music – Avalon (28 maggio 1982)

Un altro lavoro eccellente spesso legato al movimento New Romantic, l’ultimo disco dei Roxy Music è anche la fase finale dell’evoluzione della band di Brian Ferry e Phil Manzanera da gruppo glam/art rock a formazione inossidabile della new wave più elegante e ricercata. La title track, da sola, vale tutto il disco.

8. Peter Gabriel – Peter Gabriel (6 settembre 1982)

Il quarto album omonimo di Peter Gabriel è noto specialmente per via del successo Shock the Monkey, ma ad ascoltarlo bene rivela un artista ancora nel fiore della sua attività, che gioca con le forme cangianti della new wave e dell’art rock con maestria. Il Gabriel subito prima del successo mondiale, ma già adulto, maturo e dimentico di ogni ingenuità risalente al periodo Genesis.

9. Bruce Springsteen – Nebraska (30 settembre 1982)

Quello di Nebraska è uno Springsteen particolarmente accorato e oscuro. Come suo solito, il cantautore parla degli ultimi, dei diseredati, degli incompresi e degli invitti, facendolo però qui senza quel velo di speranza e di idealismo che caratterizza le sue produzioni più note. Sembra, invece, cedere per lo spazio di un disco unico e irripetibile ad una malinconia per lui atipica ma, proprio per questo, tanto più onesta e apprezzabile.

10. Michael Jackson – Thriller (30 novembre 1982)

Che dire di uno degli album musicali più famosi e di maggior successo di sempre? Un capolavoro pop fatto di perfezione sonora composta in una sfilza di hit impressionanti, costruite per appassionare il pubblico più ampio possibile e per lanciare definitivamente l’immagine e il mito di uno dei cantanti più amati di sempre. Per un musicofilo, impossibile non conoscere queste nove canzoni.