Harry Potter, Sirius Black e Severus Piton sono davvero così diversi?

Sirius Black e Severus Piton sono due personaggi cardine della saga di Harry Potter: due personaggi che si odiano. Ma sono davvero così diversi l'uno dall'altro?

Harry Potter
Severus Piton e Sirius Black in Harry Potter e Il prigioniero di Azkaban
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La saga di Harry Potter, essendo destinata sulla carta a un pubblico molto giovane, ha sempre portato avanti una contrapposizione abbastanza netta tra ciò che è Bene e ciò che è Male. Nell’accezione dei due termini non esistono zone grigie, indistinte, in cui sia facile cadere in errore.

Questo, al contrario, è qualcosa che avviene con i personaggi che si muovono sullo sfondo della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts e non solo. La saga è piena di personaggi cosiddetti grigi, che brillano sul confine tra bene e male, tra giusto e sbagliato, tra errore e redenzione.

Uno dei maggiori esempi di questo tipo di personaggio è senza dubbio Severus Piton. Il pubblico lo conosce inizialmente come un professore antipatico, vendicativo e sospetto. Un uomo di poco valore, che non dovrebbe avere amici. Eppure nel capitolo La storia del principe, in Harry Potter e i Doni della Morte, questo assunto viene ribaltato.

Un discorso analogo, ma all’opposto, si può fare anche di un altro personaggio molto amato della saga, Sirius Black. A differenza di Piton, Sirius ci mette poco tempo a risultare subito simpatico, affascinante, uno dei buoni.

Ma con l’avanzare della storia emerge anche il suo passato da bullo, con atteggiamenti che tutti saremmo pronti a condannare. È inoltre molto spesso infantile, impaziente e imprudente.

Severus Piton e Sirius Black, per tutta la saga, vengono presentati al pubblico come rivali, al punto che quasi non riescono a stare nella stessa stanza senza cominciare a litigare. Ma questi due personaggi grigi e opposti sono davvero così diversi?

Harry Potter e il problema dell’orgoglio

Come spesso accade quando si ha a che fare con due personaggi che non si sopportano, è plausibile ammettere che tanto Sirius Black quanto Severus Piton odiano nell’altro ciò che vedono riflessi di se stessi.

E il primo tratto distintivo che entrambi hanno in comune è il loro orgoglio, nella sua accezione più ampia. Da una parte, infatti, c’è Sirius Black, che è scappato dall’orgoglio tossico della sua famiglia purosangue, al punto da venir bruciato via dall’albero genealogico.

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Dall’altro c’è Piton, che si vergogna dei suoi natali da mezzosangue e che è costantemente alla ricerca di una sorta di accettazione sociale: vuole essere orgoglioso di se stesso e accettato dagli altri come una persona di valore.

Tanto Sirius quanto Severus si vergognano entrambi delle proprie famiglie d’origine: il primo perché nella sua vede un nido di serpi dalla mente chiusa e dalle idee razziste. Il secondo perché si vergogna della sua povertà, della sua natura di mezzosangue e dei continui litigi da cui è costretto a scappare.

Ed è a causa di questo orgoglio ora ferito ora tossico che Sirius Black e Severus Piton percorrono strade apparentemente diverse, che li portano a schierarsi su fazioni opposte, almeno all’inizio.

Per sfuggire all’orgoglio sfarzoso e snob dei Black, Sirius si avvicina a James Potter e ai Malandrini e fa tutto quello che è in suo potere per dimostrare di non essere come i suoi genitori. Se i Black sono prevalentemente oscuri, Sirius tende a voler essere la luce.

Severus, invece, dopo aver passato l’infanzia a vergognarsi di tutto ciò che esisteva nelle sue mura domestiche, una volta a Hogwarts decide di avvicinarsi a personaggi che, per quanto discutibili quanto a tempra morale, rappresentano per lui una specie di biglietto di visita.

Soprattutto proprio perché Sirius, insieme a James, cercava di minare sempre lo status sociale di Piton durante i loro anni a Hogwarts con i dispetti e il nomignolo Mocciosus, Severus sceglie di schierarsi ancora di più dalla parte opposta, dalla parte di coloro che riconoscono il suo merito.

Una decisione, questa, che lo spingerà a prendere la distanza anche dall’unica amica che aveva, Lily. E questo è esplicativo della trasformazione di Piton in favore dell’orgoglio: lui, che è per natura mezzosangue, insulta la sua vecchia amica con lo stesso epiteto, sancendo dunque una spaccatura con il suo vecchio io, come se volesse cancellarlo nello stesso modo in cui i Black avevano cancellato Sirius.

Piton e Sirius: due personaggi leali

Nonostante la loro provenienza problematica quanto a origini familiari, c’è un altro aspetto che Sirius e Piton condividono: sono entrambi profondamente leali.

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Per Sirius Black la lealtà si dimostra sin da subito un valore naturale, qualcosa che egli è, senza neanche bisogno di pensare. Fedele ai suoi amici, riesce a non impazzire ad Azkaban perché il pensiero della vendetta contro la lealtà tradita lo tiene lucido.

Per Sirius Black la lealtà nei confronti degli amici è una sorta di dote caratteristica, un qualcosa senza il quale il personaggio non potrebbe essere lo stesso.

Per Severus Piton, invece, la lealtà diventa una scoperta. All’inizio appare come un sinistro traditore, proprio nel suo atteggiamento nei confronti dell’amata Lily. Volta le spalle all’unica persona che gli voleva bene e che era sempre stata dalla sua parte.

Eppure quando Lily è davvero in pericolo Piton non ci pensa su nemmeno un attimo prima di tradire i suoi colleghi Mangiamorte e passare dalla parte di Silente. E da quel momento in poi Severus Piton diventa l’emblema della lealtà. Sebbene non gli piacciano gran parte delle cose che deve fare per portare a termine la propria missione, Piton non vacilla mai.

La famosa battuta che recita davanti a un attonito Silente quando pronuncia quell’iconico Always racchiude tutta l’essenza di Piton. Come Black, Piton fa di tutto per proteggere ciò che ama e così facendo finisce, proprio come Sirius, a morire a causa del desiderio di proteggere Harry.

Due facce della stessa medaglia

Sirius Black e Severus Piton sono dunque due facce della stessa medaglia: due personaggi grigi ma profondamente leali il cui destino è stato in qualche modo influenzato dall’orgoglio.

E seppure in modo diverso entrambi, all’interno della saga di Harry Potter ricoprono il ruolo di padrini e mentori, di figure emblematiche la cui presenza (e la cui morte) costringono il protagonista a scendere a patti con l’oscurità e con il proprio destino.

Sono tutti e due delle colonne portanti senza le quali Harry Potter non avrebbe avuto i mezzi e gli strumenti per affrontare la battaglia finale contro il suo nemico.