Euphoria | Inseguire il drago dell’adolescenza | Recensione della serie con Zendaya

Sesso, droghe, pornografia. I lati più oscuri dell’età adolescenziale vengono svelati da Rue Bennett, alias Zandaya. Una ex tossicodipendente sulla strada della riabilitazione.

Euphoria
Zendaya in Euphoria
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Euphoria è una serie televisiva statunitense, nata come riadattamento dell’omonima miniserie israeliana ideata da Ron Leshem, Daphna Levin e Tmira Yardeni. Uscita a giugno 2019 con otto episodi, è stata diretta da Sam Levinson e prodotta per la HBO.

Euphoria è il racconto delle vite di un gruppo di liceali, tormentati dai lati più oscuri e complicati dell’adolescenza.

Trama

Cosa succede quando, per scappare dal dolore che ti attanaglia, arrivi a farti ancora più male? Ce lo racconta Rue Bennett, interpretata da una straordinaria Zendaya, che svela tutti i segreti delle sue giornate e di quelle dei suoi compagni di scuola.

Euphoria
Zendaya è Rue Bennett in Euphoria

Rue è una ragazza tossicodipendente, che arriva a drogarsi per sfuggire dal dolore che le provoca la malattia del padre. Ma come lei, anche molti suoi coetanei cercano una fuga dai propri, personali, problemi. Arrivando però, così, a farsi ancora più male.

Girare video erotici online sembra l’unico modo per potersi sentire apprezzati. O svendersi a del sesso occasionale, il mezzo per conquistare maggiore fiducia in sé stessi. Donare il proprio corpo diventa allora lo strumento per cercare di raggiungere quanto continua a sfuggire.

Cast

L’adattamento statunitense di Euphoria vede come protagonisti:

  • Zendaya: Rue Bennett
  • Maude Apatow: Lexi Howard
  • Angus Cloud: Fezco “Fez” O’Neill
  • Eric Dane: Cal Jacobs
  • Alexa Demie: Maddy Perez
  • Jacob Elordi: Nate Jacobs
  • Barbie Ferreira: Kat Hernandez
  • Sydney Sweeney: Cassie Howard
  • Nika King: Leslie Bennett
  • Storm Reid: Gia Bennett
  • Hunter Schafer: Jules Vaughn
  • Algee Smith: Christopher McKay

Produzione

L’idea del riadattamento della miniserie israeliana Euphoria venne alla HBO già a giugno del 2017. E poco dopo fu annunciato che Sam Levinson ne sarebbe stato il principale sceneggiatore (anche se, tra i produttori esecutivi dei singoli episodi, figureranno anche dj e rapper del calibro di Drake e Future the Prince).

La serie è stata rilasciata a giugno 2019 (in Italia arriverà su Sky a settembre dello stesso anno), riscontrando da subito un grandissimo successo, che porterà la casa produttrice a riconfermare una seconda stagione, di cui tuttavia, al momento, le riprese sono state rinviate a data da destinarsi (a causa della pandemia da COVID-19, che ha reso possibile solamente la realizzazione di due episodi speciali, in uscita a dicembre 2020 e gennaio 2021).

Accoglienza e controversie

La serie è stata acclamata da pubblico e giuria, che ha elogiato particolarmente l’interpretazione di Zendaya, la vera rivelazione di Euphoria. La cantante ha infatti dato prova delle sue abilità recitative, donando carattere a Rue, la protagonista principale degli avvenimenti. In più, la critica, ha apprezzato il fatto che Euphoria mostrasse la cruda realtàdegli eventi, senza cercare di indorare quanto doveva essere denunciato.

Tuttavia, quest’ultimo aspetto, ha suscitato anche pareri negativi. Per il Parents Television Council (un gruppo di pressione statunitense, dedito alla denuncia di materiale televisivo potenzialmente pericoloso per i giovani) l’eccessiva visione di peni e violenza sullo schermo (che caratterizzano particolarmente Euphoria) non è adatta agli adolescenti, per cui la serie è stata, in realtà, creata.

Oltre a questa si sono aggiunte altre polemiche, come le rimostranze da parte di alcuni cantanti degli One Direction (precisamente di Harry Styles e Louis Tomlinson) per essere stati apertamente citati nel programma (come protagonisti di una fan fiction erotica ideata da uno dei personaggi) senza però aver rilasciato alcun consenso – motivo per cui i fan del gruppo canoro hanno avviato una petizione per rimuovere la scena in questione.

Euphoria
La scena in cui viene illustrata la fantomatica fan fiction tra i due membri degli One Direction, oggetto di controversie

Euphoria: Recensione

ATTENZIONE, SPOILER!

Beh, lo sappiamo tutti: l’adolescenza fa abbastanza schifo. È un periodo della vita, a cui purtroppo nessuno può scappare, certamente complicato e difficile, in cui non si sa ancora bene che cosa si è e che cosa si diventerà. E questo, ovviamente, spaventa. In più, si vivono per la prima volta tutta una serie di nuove esperienze, alcune molto delicate, con cui non si sa come approcciarsi, e si va quindi a tentoni, sperando di fare sempre la cosa giusta (ma chi sa davvero qual è la cosa giusta?).

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Gli amici e le relazioni sono sicuramente una delle cose più importanti: l’affetto e l’approvazione altrui diventano l’unico modo per poter essere accettati un po’ di più anche da sé stessi. E certamente le nuove generazioni, con l’avvento dei social media e di un’epoca in cui ci si sente sempre in dovere di mostrare la propria vita, vivono un’adolescenza ancora più difficile (e, perché no, pericolosa) di quella che, forse, avevano passato i loro genitori.

Euphoria, brillante e brutale serie televisiva americana, indaga proprio questi aspetti: la ricerca di sé stessi, che spesso però avviene tramite il rapporto con gli altri. E soprattutto, il nuovo mondo multimediale, che ha cambiato per sempre i giovani e le loro esperienze di vita.

Euphoria: il mondo delle emozioni proibite

A guidarci in questa analisi, che ci mostrerà le vite di un gruppo di adolescenti e le loro quotidiane difficoltà, troviamo Rue Bennet, una giovane tossicodipendente. Ogni episodio della serie racconta infatti la storia di uno dei personaggi e la puntata pilota si apre proprio con lei, che diventerà poi la voce narrante dei successivi capitoli.

Il passato e il presente di Rue non sono affatto facili: distrutta dalla morte del padre, entra in un ciclo di dipendenza da farmaci e stupefacenti, arrivando fino all’overdose. Riuscita a sopravvivere, tenterà un difficile percorso di riabilitazione, mentre proverà per la prima volta le gioie e i dolori dell’amore.

Ma, accanto a lei, seguiamo anche le vicende di altri giovani in difficoltà. Scopriamo così Kat, ragazza in sovrappeso che cerca, tramite il sesso e la pornografia, un modo per apprezzare il proprio corpo e trovare la sua identità. Nate, il classico bello, dannato e incredibilmente stronzo, affetto da forti problemi di rabbia (scaturiti dall’insicurezza per le proprie inclinazioni sessuali e dal difficile rapporto con il padre). Maddie e Leslie, bellissime ragazze convinte di poter offrire solamente prestazioni sessuali, svalutando quanto altro, in realtà, potrebbero avere da mostrare. E, soprattutto, Jules, la migliore amica e amante di Rue, ragazza transessuale che, tramite i rapporti con gli uomini, cerca una conferma della propria femminilità.

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Leslie, Kat e Maddie sono alcune delle altre protagoniste della prima stagione di Euphoria

Vulnerabili

Seguendo gli episodi della prima stagione di Euphoria, quello che colpisce è sicuramente la vulnerabilità e la sofferenza (ciascuno per i propri motivi) di questi ragazzi. Persi alla ricerca di sé stessi e, nel mentre, in balia degli altri. Ed esposti a sempre maggiori pericoli. Euphoria mostra infatti, tra i tanti, anche i lati più pericolosi dei social media, chiave di comunicazione principale tra i nostri protagonisti e cardine dell’era contemporanea. Video di prestazioni sessuali che vengono fatti girare, foto erotiche strumentalizzate, il continuo mostrarsi e giudicarsi a vicenda. Una sfera che complica il tutto, rendendo ancora più insicuri.

Un altro tema sicuramente centrale nella serie diventa poi il concetto di dipendenza, in qualsiasi sua forma. Dipendenza dalle droghe, ad esempio. Ma anche dal giudizio. Dipendenza dagli altri, per star bene con sé stessi. Elementi che contribuiscono a mettere in luce quanto i nostri giovani protagonisti (ma, forse, si potrebbe parlare di giovani in generale) si sentano sempre soli. E cerchino così, tramite queste piccole o grandi dipendenze, qualcosa a cui aggrapparsi.

Una solitudine che oggi, nonostante gli apparenti legami dati dai media, si sente ancora di più. Perché quando lo schermo si spegne (e, di conseguenza, tutto quello che vi mostriamo o cerchiamo di mostrarvi sopra), che cosa rimane? Solo quello che siamo. E quale adolescente può davvero saperlo.

Un commento tecnico

Euphoria risulta una serie estremamente accattivante ed emozionante. Sicuramente brutale sotto alcuni punti di vista, offre un ottimo palcoscenico della complessità umana, indagando la psiche e le relazioni dei suoi protagonisti. La narrazione risulta sapientemente orchestrata tra dinamiche corali e indagine sulle singole personalità, a ciascuna delle quali viene dedicato un episodio, ricco di dramma e introspezione.

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Arriviamo così, nel giro di poche ore, a capire anche le dinamiche più complesse, immedesimandoci nelle varie sfaccettature dei ragazzi che abbiamo davanti. Filo conduttore rimane comunque Rue, a cui una straordinaria Zendaya dà corpo e voce, la cui storia copre l’arco di quasi tutta la prima stagione, proponendo flashback alternati che ne indagano i trascorsi e la sensibilità.

Euphoria mostra poi nel dettaglio gli effetti degli stupefacenti, che spesso propone in scene in cui le luci vengono alterate e i protagonisti sembrano quasi piangere lacrime di brillantini; rimandando così, forse, al titolo stesso della serie: l’euforia è, d’altronde, la sensazione di benessere ottimistico e legato all’ilarità. Gli strass intorno agli occhi potrebbero quindi suggere questo tipo di visione. O, più semplicemente, sarebbero un mezzo per contrapporre i suddetti momenti (di perdita del controllo, stupefacenti per l’appunto) all’oscurità dei restanti eventi (presentati spesso con una grafica più scura).

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Jules e Rue, il centro stesso di Euphoria, in una delle suddette scene

L’episodio finale, inoltre, presenta una rottura con la narrazione: Rue, durante un trip allucinatorio, inizia a cantare All for Us, venendo poi sollevata da un gruppo di ballerini, in una scena che sembra così richiamare i musical (l’attenzione viene catalizzata su lei e i suoi sentimenti – n.b. a differenza delle scene precedenti sull’utilizzo delle droghe, qui gli occhi della protagonista sono cerchiati di nero, quasi a simboleggiare la presa di coscienza della realtà). La musica ha comunque, in generale, un ruolo molto importante nella narrazione; la colonna sonora della serie è stata composta dal cantautore e produttore discografico Labrinth.

Euphoria: il primo speciale

Il 6 dicembre del 2020, in attesa della seconda stagione di Euphoria (le cui riprese sono state rimandate a causa della pandemia da COVID-19), è uscito il primo dei due episodi speciali (intitolato: Rue) che intervalleranno la prima parte della serie con il suo proseguimento. La puntuta, uscita in occasione del Natale, vede un lungo dialogo tra Rue e Ali, sponsor della ragazza.

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Rue in una scena dell’episodio speciale

Nella scena iniziale vediamo la nostra protagonista e Jules di nuovo insieme (dopo la partenza di quest’ultima nel finale della prima stagione), in un appartamento che le due sembrano ora condividere. Rue, tuttavia, sentendosi ancora tradita per i comportamenti dell’amica e amante nei tempi precedenti, è tornata a drogarsi.

La conversazione con Ali, fatta la Vigilia di Natale, è la chiave di una riflessione sulla difficoltà di Rue di ripulirsi e sulla sua concezione dell’amore (a volte distorta e utopica). Ali, attraverso la confessione del proprio passato, cerca di mostrare alla giovane, affranta per tutto quello che è diventata, quanto le droghe possano arrivare a cambiare l’indole di una persona. Le risposte di Rue faranno però capire quanta sofferenza ha ancora dentro, che fatica a rielaborare e la allontana sempre di più dalla redenzione.

Che cosa dobbiamo aspettarci

Il primo episodio speciale di Euphoria apre quasi una parentesi che di primo acchito può apparire isolata: ci fermiamo per un’ora a riflettere sulle difficoltà della riabilitazione e su tanti interrogativi rimasti aperti nel finale della prima parte. Ma che cosa succederà ora?

Non abbiamo ancora una data certa per il rilascio della seconda puntata, che fungerà da intermezzo con la seconda stagione di Euphoria. Ma, per adesso, sembra che uscirà a gennaio. Che possa trattarsi, essendo il primo speciale intitolato a Rue e dedicato al Natale, di un racconto incentrato questa volta su Jules (altra protagonista principale) e riferito a un’ipotetica Epifania (con tutti i significati che questo termine si porta appresso)?

Purtroppo, per il momento, non possiamo dirlo con certezza. Ma, quel che è certo, è che appena verrà rilasciato provvederemo a recuperare anche questo secondo speciale. In attesa dei prossimi avvenimenti di Euphoria, una serie rivelazione.

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