La vita davanti a sé, Recensione del film Netflix con Sophia Loren

La recensione del grande ritorno di Sophia Loren!

La vita davanti a sé

Dopo 10 anni di assenza, Sophia Loren torna in grande stile con La vita davanti a sé, adattamento del romanzo omonimo di Romain Gary del 1971. Da molto tempo Sophia sognava di interpretare Madame Rosa, magari diretta da un regista di talento, molto vicino al suo cuore: Edoardo Ponti.

Ecco allora La vita davanti a sé, da venerdì 13 Novembre sulla piattaforma Netflix. Un film che commuove per la sua bellezza formale, prima ancora del contenuto dirompente, della grazia struggente che appartiene a questa piccola corte di personaggi.

Gente sola, apparentemente condannata a un destino ineluttabile: orfani, prostitute, stranieri, anziani prossimi alla fine. Esistenze ai margini, che pure non compongono un prevedibile dramma strappalacrime, ma un’opera rarefatta, intensa e fortemente contemporanea.

Con grande dispiacere, confermiamo che il film di Edoardo Ponti non potrà avere, come previsto, una doppia distribuzione, in sala e su Netflix. Date le attuali disposizioni nazionali, mentre molte regioni tornano in lockdown, al momento la release resta esclusivamente digitale.

Sperando che il film incontri comunque il grande schermo, confermiamo anche si tratta di un’opera di grande interesse, per ragioni molteplici, nient’affatto scontate.

In fondo, a molti sarebbe bastato un film costruito attorno al carisma di Sophia Loren: icona, simbolo e volto del Neorealismo e della Commedia all’italiana, una tra le più grandi attrici della Storia del Cinema intera.

Variety e svariati siti americani parlano già di un suo terzo possibile Oscar, dopo quello vinto nel 1962 per La ciociara di Vittorio De Sica, la nomination per Matrimonio all’italiana nel 1965 e l’Oscar alla carriera del 1991.

Ma Sophia Loren, anche oltre la soglia degli 86 anni, resta una diva sui generis, commentando la notizia con la sua proverbiale ironia, e un tocco forse scaramantico: “Non ci voglio neanche pensare”.

“Mia madre approccia ogni film come se fosse il suo primo, con la stessa ansia, la stessa passione. Ogni volta diventa l’unico film della sua vita. Questo la rende l’artista che è.”

Le fa eco Edoardo Ponti nella conferenza stampa con la stampa italiana. E in queste parole non c’è banalmente l’amore di un figlio, ma il punto di vista di un cineasta che ha saputo dirigere una produzione di respiro internazionale.

Un dramma corale costruito sulle sfumature, i chiaroscuri, capace di esaltare ogni singolo personaggio, e così sfidare ogni sorta di pregiudizio: che riguardi l’orientamento sessuale, l’etnia e perfino il cinema.

La vita davanti a sé: la trama [No Spoiler]

Bari. Madame Rosa (Sophia Loren) è un’anziana ebrea sopravvissuta all’Olocausto, nonché una ex prostituta. Per sbarcare il lunario, ha fatto della sua casa una sorta di asilo per bambini in difficoltà, compresi i figli delle ex colleghe di strada.

Su richiesta di un caro amico, Madame Rosa accetta nel suo appartamento un dodicenne turbolento, un orfano di origini senegalesi, Momo (Ibrahima Gueye). In teoria sono diversi in tutto: età, etnia e religione. Per questo, la loro relazione parte in modo decisamente conflittuale.

Ma basta poco tempo perché la reciproca diffidenza si trasformi in un affetto inaspettato e totale: un legame tanto profondo da opporsi a un destino che sembra già segnato.

La vita davanti a sé: la Recensione

Al crocevia tra la lezione di Michelangelo Antonioni (Edoardo Ponti è stato suo assistente personale) e quella di Cesare Zavattini con Vittorio De Sica (cui Sophia resta indissolubilmente legata) c’è un film forse imperfetto, eppure assolutamente personale: La vita davanti a sé.

La confezione moderna, forte della magnifica fotografia di Angus Hudson, il montaggio di Jacopo Quadri e le musiche di Gabriel Yared, sembra nascondere il cuore pulsante del Neorealismo secondo De Sica e Zavattini: la “teoria del pedinamento“, il mondo visto attraverso gli occhi dei bambini.

Mentre realizzano I bambini ci guardano (1943) Sciuscià (1946) e Ladri di biciclette (1948) De Sica e Zavattini definiscono quella teoria di prossimità fisica col personaggio, “pedinato” nei suoi gesti minimi, perché dall’esistenza del singolo emerga la fotografia della Guerra, e così della Storia.

Oggi, il volto e il corpo di Sophia Loren appaiono come la memoria vivente di quel cinema, ma allo stesso tempo appartengono a lei sola. Un’attrice che non ha mai smesso di sperimentare, splendida e struggente mentre interpreta la “sua” Madame Rosa.

La rivalità tra Loren e Lollobrigida sembra il ricordo di un’altra Italia, un altro mondo, così come quella controversa (forse orribile?) definizione di “maggiorate fisiche”. La vita davanti a sé mostra piuttosto un’attrice maiuscola, capace d’interpretare la fatica, l’infermità e la vecchiaia con femminilità disarmante.

Al suo fianco, in questo dramma corale risplende anche Abril Zamora, ovvero Lola, una prostituta transessuale. Il nome di quest’attrice trans spagnola, in Italia suona forse nuovo. Ma tra i molti pregi del film, c’è proprio farci scoprire la sua sensibilità brillante.

Avete ora abbastanza elementi per valutare un film che poteva essere semplicemente un’opera testamentaria, l’ultima gloriosa celebrazione di una diva, realizzata con amore di figlio. La vita davanti a sé, invece, è molto di più.

È un film che racconta Bari, o forse l’Italia intera attraverso gli occhi di un ragazzino straniero, sradicato, difficile: uno di quei migranti che nessuno vuole accogliere. Un film che celebra le difficoltà e l’amore delle famiglie allargate.

Difficilmente, almeno in Italia, un’opera dal messaggio tanto forte cerca anche questa cura formale. Ancor più difficile che un’attrice, quasi trent’anni dopo l’Oscar alla carriera, riceva una nuova nomination.

“Sono entusiasta che questo ​film sia proposto su Netflix e sia disponibile in tutto il mondo nello stesso momento”​ conclude semplicemente l’attrice. E noi, ovviamente, faremo il tifo per lei.

Il Cast

Sophia Loren: Madame Rosa

Ibrahima Gueye: Momo

Renato Carpentieri: Dottor Cohen

Abril Zamora: Lola

Il trailer originale

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