Batman – Tre Joker: una partenza esplosiva per l’evento fumettistico dell’anno | Recensione

Approda in Italia, grazie a Panini Comics, il primo albo dell'attesa storia "Tre Joker". Pronti a scoprire l'identità del villain di Batman?

Batman: Three Jokers - Tre Joker
Batman: Three Jokers / DC Comics

La scoperta dell’esistenza di tre Joker è avvenuta nel 2016 con il megaevento Darkseid War, storia ponte tra gli archi narrativi DC New 52 e Rebirth. Quattro anni dopo, Geoff Johns, ha deciso finalmente di spiegarci come stanno le cose. Batman: Three Jokers, quindi, si presenta come una storia importante per la cosmologia batmaniana, un’opera che si assume l’onere non solo di approfondire la figura del villain supereroistico più influente di sempre ma addirittura sembra volerne finalmente svelare l’identità. Il 27 ottobre, DC Comics ha rilasciato negli Stati Uniti l’ultimo atto; mentre il 29 ottobre, il Libro Uno dell’opera è approdato in Italia grazie a Panini Comics.

Tre Joker: una storia canonica?

Nonostante le premesse vengano prese dalla canonicità, gli autori hanno ribadito che l’introduzione di questa storia nella continuity spetti solo alla DC e che il racconto è dunque da considerarsi autoconclusivo. Pertanto, a parte qualche nozione di base, è una storia che potranno godersi anche i lettori non assidui. Si tenga presente, però, che gli autori hanno comunque intriso la storia di elementi della continuity pescando a piene mani nella mitologia del Crociato Incappucciato; non è da escludere, quindi, che le conclusioni possano ripercuotersi sulle testate canoniche e ingarbugliarsi nelle intricate diramazioni del prossimo evento DC: Dark Knights: Death Metal, che avrà lo scopo di unificare le trame di tutte le testate (e storie indipendenti).

In attesa di capire quale destino riserverà l’azienda di Burbank alla collocazione di BatmanTre Joker nel canone, la pubblicazione attraverso l’etichetta DC Black Label, divisione solitamente dedicata a storie indipendenti e dal taglio adulto, ci porta a credere che ci sia una forte possibilità che il racconto possa restare in un limbo di canone/non canone, come già accaduto a The Killing Joke. Insomma, Tre Joker, a prescindere dal suo futuro nell’universo principale DC, resta una storia fruibile da tutti, sia da quelli che non hanno dimestichezza col personaggio sia per i lettori che poi non avranno intenzione di proseguire le avventure dell’Uomo Pipistrello. Per i fan di lunga data, invece, Tre Joker sarà un imperdibile viaggio nella memoria.

Fare i conti con ottant’anni leggendari

Tre Joker si rivela fin da subito un confronto con il passato. Geoff Johns (testi) e Jason Fabok (disegni) si misurano con quasi un secolo di storie con riverente rispetto, divertendosi palesemente giocando con citazioni e rimandi. Risultano notevoli, in questo senso, le tavole di apertura che ci mostrano un Bruce Wayne distrutto che inizia a ricordare l’origine di ogni ferita e cicatrice. Attraversiamo in un evocativo bianco e nero, alternato ai colori del presente, l’intera rogues’ gallery di Batman approdando, infine, a tre istantanee della lunga lotta con Joker. Proprio il principe pagliaccio del crimine rappresenta il fil rouge temporale del racconto; è principalmente tramite lui che vediamo scorrere decenni di storie.

Tre Joker per tre epoche: il Criminale, il Comico e il Clown

Tre Joker: il Criminale, il Comico e il Clown. Tre volti per altrettante versioni.

Il Criminale, come dichiarato da Fabok, è un omaggio alla Golden Age, il villain che esordì nel 1940 su Batman#1. Freddo calcolatore, spietato assassino ancora lontano dalla esasperata eccentricità e burloneria. Un personaggio con molte ombre attraversato da un’inquietante seriosità. Fabok ha voluto omaggiare quest’era proprio per la potenza di alcune tavole dell’epoca, che vedevano l’alternarsi di deformi sorrisi e terribili austere espressioni.

Joker nella Golden Age

Il Clown, il pagliaccio degli anni ’50/’60 (Silver Age) acerrimo nemico di Batman e Robin. Personaggio figlio dell’epoca più spensierata dei comics, ove il controllo della censura era tale da impedire qualsiasi rappresentazione troppo brutale del personaggio. Nella versione di Fabok e Johns ritroviamo anche influenze dell’epoca della rifondazione del personaggio, gli anni ’70, quando il villain diviene definitivamente uno psicopatico assassino seriale, eccentrico, crudele e spietato.

Sia il Criminale che il Clown, però, come ovvio che sia, portano alla mente altre versioni: il primo ricorda il Joker di Azzarello e Bermejo; il secondo, il terribile assassino di Una morte in famiglia, celebre storia in cui assistiamo alla sconvolgente morte di Jason Todd (il secondo Robin).

Infine, a completare il terzetto, il Comico; il Joker per antonomasia, il Joker di The Killing Joke, il Joker di Alan Moore. Quindi, abbiamo una versione per ogni eroe protagonista della storia. Il Criminale, la pura nemesi di Batman, le origini del male; il Clown, l’assassino folle, burlone e sadico di Jason Todd che rappresenta la rinascita del personaggio; il Comico, lo stupratore che manda Barbara Gordon sulla sedie a rotelle. Nelle sfumature, come detto, si muovono ottant’anni di storie. Ritroviamo omaggi ai film di Burton (la batmobile), alla serie animata (forte l’influenza di Mark Hamill) e a numerosi autori del passato. Tra le innumerevoli citazioni risulta chiaro che l’omaggio più sentito sia rivolto a The Killing Joke, vera e propria fonte d’ispirazione per gli autori sia per gli elementi narrativi che per quelli visivi.

Il fulcro centrale della storia appare ben chiaro già da questo primo volume: l’aspetto psicologico della lotta, le profonde cicatrici lasciate dal villain sui propri avversari. Abbiamo tre versioni del dolore procurato da Joker, tre tormenti da esplorare. Il fardello di Batman come contraltare del criminale; la sofferenza di Batgirl (Barbara Gordon) per il terribile passato, per gli inenarrabili soprusi; la sete di vendetta di Red Hood (il redivivo Jason Todd), sprofondato in una psicosi di violenza che sfocia in una accecante follia.

Stile

Johns usa nuovamente una gabbia a nove vignette di mooroniana memoria dopo averla utilizzata ultimamente già nel sequel ufficiale di Watchmen (Doomsday Clock). La scelta dà un ritmo ben preciso alla storia, una volontà di modulazione del discorso riflessivo e incline a far luce sui dettagli. Da notare anche una certa (superficiale) somiglianza tra i disegnatori di queste due storie, Fabok (Tre Joker) e Gary Frank (Doomsday Clock), che paiono portare Johns a voler uniformare il discorso iniziato ormai nel lontano 2016. La griglia, comunque, fugge da un’eccessiva rigidità propendendo anche per scelte strutturali più simili a The Killing Joke (sei vignette quadrate), come spiegato da Fabok in numerose interviste.

Il lavoro di quest’ultimo è assolutamente all’altezza dell’importanza di Tre Joker. Il valore di Fabok risulta indiscutibile grazie alla capacità del disegnatore di valorizzare gli spazi angusti della gabbia a nove vignette riuscendo a donare pulizia del tratto e un’armoniosa composizione di dettagli. Nonostante una accentuata ipertrofia muscolare, il tratto impregna il racconto di un piacevole realismo; biglietto da visita di innumerevoli storie di Batman.

Degne di nota le scene d’azione, ove l’artista riesce a infondere grande dinamicità, come, ad esempio, durante l’inseguimento, in cui assistiamo all’atterraggio di Batman su un’ambulanza e il conseguente slancio per sfondare il portellone con un calcio. ll tutto avviene con estrema naturalezza, nello spazio angusto di tre vignette il movimento è fluido e chiaro riuscendo a imbastire al meglio l’exploit finale della rettangolare (pur sempre piccola) violenta entrata in scena.

La perfetta scansione dei tempi la ritroviamo anche nella scena dell’acquario, in cui l’entrata in campo dello squalo bianco risulta attesa, preparata e mostrata con una capacità stilistica notevole. Il talento di Fabok per l’uso dei tempi nella vignetta, poi, trova la sua massima espressione nelle ultime tavole, dove la tensione, la velocità e l’importanza dei dettagli è eseguita efficacemente riuscendo a trasmettere al lettore esattamente gli stati d’animo presenti all’interno del climax. Infine, a convincere definitivamente dell’incredibile abilità dell’autore è l’unica splash page dell’albo (potete godervela nella galleria in basso), che si trasforma in un perfetto biglietto da visita.

Conclusioni

Possiamo concludere, quindi, che il Libro Uno di Tre Joker rappresenta un ottimo esordio per una delle storie più attese dell’anno. I presupposti per una pietra miliare ci sono tutti, non ci resta che aspettare gli altri due capitoli. Ne vedremo delle belle.

Batman – Tre Joker: Trama e scheda tecnica

IL CRIMINALE, IL COMICO, IL CLOWN

Tre scene del crimine. Tre Joker. Che significa? Batman, Batgirl e Red Hood hanno ognuno un conto aperto con Joker, e quando tre feroci crimini vengono commessi in diretta e contemporaneamente da tre Joker differenti, toccherà a loro affrontare la terribile domanda: esiste un unico vero Joker? Correva l’anno 2015 quando, nelle battute finali della cataclismatica saga Justice League – Darkseid War, Batman era protagonista di un’impensabile rivelazione: nell’Universo DC esistono ben tre Joker. Ora arriva in Italia una storia che prende le mosse dal capolavoro The Killing Joke e, pescando a piene mani nella mitologia batmaniana, dà una nuova interpretazione della diade Batman-Joker.

  • Prezzo € 5,90
  • Pagine 48
  • Rilegatura Brossurato
  • Formato cm 17×26
  • Interni A colori
  • Distribuzione Fumetteria, online
  • Uscita 29 ottobre 2020

Per altre news e aggiornamenti sul mondo del fumetto continua a seguirci su LaScimmiaPensa.com!