Joker non piace al Time: ecco la loro stroncatura

Joker
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Un successo, quello di Joker, destinato a restare negli annali. Dopo l’anteprima mondiale al Festival di Venezia, il film di Todd Phillips ha ottenuto un ampio margine di consensi da tutto il mondo. Da Rotten Tomatoes fino a altrettante testate autorevoli che hanno esaltato questa nuova versione di uno dei villain più iconici della cultura pop. Insomma, una raccolta di critiche più che positive da parte di esperti del settore che hanno visto in Joker una vera e propria rivoluzione del mondo dei cinecomic. Poche le voci fuori dal coro, tra le quali spicca inesorabilmente la stroncatura al vetriolo del Time che lo definisce, senza mezzi termini, “un esempio di vuotezza culturale“.

Andando nello specifico, la prestigiosa rivista settimanale statunitense, fondata nel 1923, ha spiegato come Joker vorrebbe essere un film che parla della vuotezza culturale ma finisce per esserne manifesto. Una lunga dissertazione in cui non viene risparmiato praticamente nulla, addirittura l’elogiata interpretazione di Phoenix. Lapidario il commento:”Phoenix overact so hard it’s no fun“. Tradotto, “l’interpretazione estrema di Phoenix non è affatto buona“.
Prosegue poi affermando che Joker non ha una trama. Anzi, “è più simile a un gruppo di GIF di reazione messe insieme“. In altre parole, momenti utili per creare delle GIF da usare nei social come risposte o reazioni a post e affini. Filosofia fasulla, un film che è una grande ed unica crepa. Stupidamente adolescenziale che vorrebbe essere qualcosa di importante ma che lancia messaggi sbagliati in toto. Insomma, il Time ha sparato a zero su tutto.

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Addirittura, il Time afferma che il film potrebbe essere il “santo patrono degli incel“, per via di un non meglio specificato e malato rapporto che Joaquin Phoenix ha con Zazie Beetz. Insomma, la rivista non risparmia il suo dissenso verso questo film che, nel nostro piccolo, riteniamo un vero capolavoro di genere. Un film capace di discutere l’autorialità del cinecomic e molto altro, come potete leggere nella nostra recensione. Senza voler peccare di spocchia e paragonarci al Time o ad altre prestigiose testate secolari, sia ben chiaro.
Non resta che attendere il 3 ottobre e vedere le reazioni del pubblico italiano. E capire chi ha ragione e chi no.

Classe '89, laureato al DAMS di Roma e con una passione per tutto ciò che riguardi cinema, letteratura, musica e filosofia che provo a mettere nero su bianco ogni volta che posso. Provo a rendere la critica cinematografica accessibile a tutti, anche al "lattaio dell'Ohio".