Batman: la serie degli anni ’60 con Adam West da riscoprire subito [VIDEO]

Batman
Burt Ward was Robin and Adam West was Batman in the TV show that was played for laughs.
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Ovvero: Batman come (forse) non l’avete mai visto

Quando pensiamo a Batman, ci viene in mente sempre un personaggio preciso: ombroso, cupo, vendicativo. Il giustiziere della notte, tutt’uno con l’ombra dalla quale nasce il suo stesso spirito di vendetta. Gli interpreti della figura al cinema, Michael Keaton, Christian Bale e Robert Pattinson in particolar modo, hanno sempre cercato di renderlo nello stesso modo.

Ragion per cui Batman è, per tutto il pubblico, sempre sinonimo di qualcosa di “serioso”, introspettivo quando non oscuro, anche (a suo modo) nei film molto “trash” di Joel Schumacher. Ma c’è stato un tempo, decadi fa, in cui l’uomo pipistrello assumeva tutt’un altro aspetto. Un aspetto ingenuo, allegro, avventuroso e, rivisto oggi, quasi comico.

Parliamo della mitica serie Batman andata in onda negli Stati Uniti negli anni ’60. Sì, proprio quella con il famoso Adam West nei panni del giustiziere mascherato, e Burt Ward in quelli di Robin, sua fedele spalla. Questa serie, trasmessa su ABC per due anni, dal 1966 al 1968, è proseguita per 120 episodi distribuiti in tre stagioni (e un bel film).

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Dobbiamo pensare ad un’epoca totalmente diversa sia da quella odierna che da quella del 1989, quando Tim Burton ha realizzato il primo adattamento “moderno” delle avventure del supereoe. Gli anni ’60 erano infatti un’epoca di cambiamento e di trasformazione, di crisi di valori e di ripensamento delle icone.

La mitica sigla della serie in stile cartone animato, e la sequenza di chiusura

Batman e Robin giustizieri in una società (sempre più) di plastica

Nasceva la cultura pop di massa e Batman era la figura perfetta, a fianco ad altre dell’epoca come i Beatles o 007, per marchiare a fuoco la decade. La serie ha avuto un enorme successo, ma gode di ancora maggior popolarità ora che tutti ne riconoscono e ne apprezzano le qualità “camp”: una morale esagerata, una continua comicità involontaria e una valanga di idee fantasiose riversate in ogni scena.

Davvero enorme l’elenco degli elementi che rendono gli episodi dei prodotti di culto. Dalla sequenza d’apertura (qui sopra) al riutilizzo dei set in disuso del cinema classico (spesso il villain si rifugia, guarda un po’, in qualche città del far west); da Batman e Robin che “scalano” un palazzo in quella che è chiaramente solo un’inquadratura inclinata di 90 gradi, alla folta schiera di nemici leggendari.

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I più famosi sono Catwoman (Julie Newmar, storicamente), il Pinguino (Burgess Meredith), l’Enigmista (Frank Gorshin) e il mitico Joker di Cesar Romero. Ma ce ne sono molti altri: sono strampalati, hanno armi assurde ed improponibili e catchphrase che oggi non si potrebbero sentire.

I due protagonisti, tuttavia, non sono da meno. Agiscono spesso con “il bat-spray repellente per pescecani” (qui sotto), oppure con “la pillola della tristezza”; si gettano in scazzottate chiaramente coreografate interrotte da cartoonistici “PUFF!” e “BANG!”; e sfuggono alle trappole dei nemici sempre all’ultimo minuto e per puro caso.

“Robin presto, il bat-spray repellente per pescecani!”

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Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.