Batman: la serie degli anni ’60 con Adam West da riscoprire subito [VIDEO]

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“Certi giorni non riesci a libererarti di una bomba!” – Batman / Adam West

Ecco il tipico svolgimento di un episodio. Bruce Wayne e Dick Grayson sono nella loro villa, intenti a qualche lezione di matematica, partita a Backgammon o altre attività altamente istruttive. A un certo punto squilla il famoso “telefono rosso” segreto, che chiama i due nelle loro identità di supereroi alla stazione di polizia di Gotham, per affrontare la minaccia di turno.

Il sergente O’Hara e il commissario Gordon (qui più che mai panciuto ed inutile) informano il duo dei fatti. A quel punto vanno in scena una sequela di situazioni una più improbabile dell’altra, che vedono i due affrontare nemici agguerriti dediti a piani indescrivibili (ma sempre malvagi). Gli episodi sono a coppie: il primo si chiude sempre con un cliffhanger nel quale gli eroi rischiano di morire.

Ovviamente non accade mai e i pericoli sono sempre fumettistici e paradossali: non c’è un solo attimo di serietà. Nel secondo episodio di norma Batman e Robin fuggono, puniscono il cattivo che credeva di avercela fatta e riportano la pace in città, con tanto di lezioncina del tipo: “Ricordatevi di non parcheggiare mai sulle strisce pedonali”.

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Si chiude con il ritorno alla normalità, che include spesso il dover nascondere l’identità segreta dei due supereroi all’ingenua zia Harriet (il maggiordomo Alfred, naturalmente, ne è invece al corrente). Il livello di surreale assurdità raggiungibile dalla serie è ben reso da questa celeberrima scena (che è però tratta dal film del 1966; ma la produzione è identica). Parla da sola.

Quando proprio non riesci a liberarti di una bomba che sembra presa da un cartone dei Looney Tunes; Batman ne sa qualcosa…

Il Batman in assoluto più “cult” di tutti

La serie è stata cancellata nel 1968, quando ABC s’è trovata di fronte ad un considerevole calo degli ascolti. All’epoca era di norma chiudere prodotti anche di grande successo non appena smettevano di “rendere” adeguatamente; stessa sorte identica è toccata l’anno dopo, su NBC, ad un’altra serie simbolo degli anni ’60: Star Trek.

In ogni caso, come sappiamo, il Batman degli anni ’60 è rimasto famosissimo; anche in Italia, dove è stato trasmesso a partire dal 1966 su Rai Due e con doppiaggi che lo rendevano (e lo rendono) se possibile ancora più comico. Inutile e superfluo criticarne le qualità “trash”: sono proprio queste che rendono infatti, rivisitata oggi, questa mitica serie così spettacolare.

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Al punto che negli anni e nelle decadi successive gli omaggi si sono sprecati. Ne I Simpson per esempio se ne propongono diverse parodie, oltre ad un’ospitata dello stesso Adam West. Il supereroe fittizio di Springfield, l’Uomo Radioattivo (Fallout Boy) sembra esso stesso essere in gran parte una parodia di quel celebre Batman “camp” di tanti anni fa.

Per molti versi, insomma, una serie che solo in questi anni, superata quella linea assoluta tra “qualità” e “spazzatura”, possiamo apprezzare e amare in tutte le sue sfaccettature. Niente, certo, poi impedisce a chiunque di guardare soprattutto a Robert Pattinson o a Christian Bale per trovare il “vero” Batman. Ma un posto per questa leggenda degli anni ’60, diciamolo, si troverà sempre.

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“Ehi, ragazzi, Batman!”
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Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.