Gli Infedeli, la Recensione del film Netflix con Valerio Mastandrea

Ammiccando al passato, anche recente, Gli Infedeli strappa più di qualche semplice sorriso.

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Una commedia all’italiana che tocca ogni sua evoluzione. In poche parole, Gli Infedeli, remake dell’omonimo film francese distribuito da Netflix diretto da Stefano Morandini. Un film di tutt’altro genere, rispetto la sua apprezzabile filmografia.

Trama

Cos’è il tradimento? Come si consuma? Quattro episodi più un incipit ci portano dentro il fedifrago mondo maschile, mostrando il tradimento e quella finto machismo maschile che nasconde un mondo fatto di insicurezze.

Gli Infedeli, la Recensione

Un’introduzione, quattro episodi con un fil rouge: l’infedeltà, da come si evince dal titolo. Storie che raccontano il tradimento in ogni sua sfaccettatura, dal sapore sempre tragicomico. Un gioco di opposti, tanto armoniosi quanto inconciliabili. Da un perennemente  insicuro Valerio Mastandrea fino ad un classico borioso Riccardo Scamarcio. Due costanti che non trovano mai piena fortuna nelle storie.

La suddivisione antologica de Gli Infedeli non può che rimandare a quel capolavoro che risponde al nome di I Mostri e annesso sequel, I Nuovi Mostri. Ma se i film firmati Dino Risi e Monicelli guardavano al grande macrocosmo della società italiana, in questo caso il campo si restringe alle relazioni.

Relazioni stanche, finte, caratterizzate dal tradimento, per l’appunto. Che sia per noia, che sia per il solo sentirsi apprezzato, che sia esso senza apparente motivo. Gli Infedeli non ha la pretesa di indagare le motivazioni dietro l’infedeltà quanto più mostrarla, senza biechi e facili moralismi. Anzi, quando possibile, parodizzarla con situazioni estreme ma comunque sempre veritiere.

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La sceneggiatura è il vero punto di forza, a dispetto di un comparto registro molto semplice. La presenza di Filippo Bologna, sceneggiatore insieme a Scamarcio, si vede. Sono molti i richiami anche al recente ed acclamato Perfetti Sconosciuti. Il feticcio dello smartphone come cassaforte del vizietto è una costante in tutti gli episodi, così come le classiche frasi ad effetto.

Tutto parte da una citazione di Julio Iglesias sul fatto che se l’uomo tradisce, tradisce a metà. Un ottimo esempio pop che definisce quella mascolinità tossica perfettamente esplicitata nel primo episodio. Una serie di luoghi comuni che Valerio Mastandrea riferisce alla moglie, alternati a battute che strappano più di qualche sorriso. L’uomo sciupafemmine, in altre parole, non esiste.

Gli Infedeli punta proprio a smontare questa figura simil machista in cui il tradimento è un atto fondamentale per rimarcare la propria superiorità. Pur non brillando di una certa originalità formale, il film riesce comunque nel suo intento principale. Ossia, quello di far divertire per la canonica ora e mezza di durata, sebbene l’assenza del mordente satirico dei suoi illustri predecessori.

Il Cast

Riccardo Scamarcio

Valerio Mastandrea

Laura Chiatti

Massimiliano Gallo

Valentina Cervi

Gli Infedeli, il trailer

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RECENSIONE
Voto
Lorenzo Pietroletti
Classe '89, laureato al DAMS di Roma e con una passione per tutto ciò che riguardi cinema, letteratura, musica e filosofia che provo a mettere nero su bianco ogni volta che posso. Provo a rendere la critica cinematografica accessibile a tutti, anche al "lattaio dell'Ohio".