L’addio di Robert De Niro a Ennio Morricone: “La sua musica era insolita e speciale”

Robert De Niro ricorda il grande maestro

Ennio morricone
Sven-Sebastian Sajak Ennio Morricone (2015) in der Festhalle Frankfurt per Wikipedia

Anche Robert De Niro omaggia il maestro Morricone dopo la sua scomparsa, in un commosso omaggio espresso con un’intervista

La musica di Morricone era: “Insolita e interessante, forse la parola più adatta è che era una novità quello che aveva fatto per quel tipo di film. Ma anche quando faceva altre cose vedevi quanto fosse versatile e quanto speciale fosse la sua musica”. Questo il modo in cui Robert De Niro, attore che certo non ha bisogno di essere introdotto, ricorda la particolarità dello stile compositivo di Ennio Morricone. De Niro deve infatti una piccola parte del suo successo anche al contributo del maestro nostrano: ricordiamoci che è stato proprio Morricone a musicare almeno quattro dei film più apprezzati ai quali l’attore ha preso parte. Parliamo naturalmente di Novecento (Bernardo Bertolucci, 1976), C’era una volta in America (Sergio Leone, 1984), Mission (Roland Joffé, 1986) e Gli intoccabili (Brian De Palma, 1987). Quattro capolavori molto differenti, che tra l’altro provano la straordinaria qualità camaleontica della musica del maestro.

“Ennio Morricone era un musicista così particolare”

Non è difficile dimostrare come Morricone fosse infatti capace di trovare sempre il suono giusto per l’immagine giusta. In particolare, De Niro ricorda: “Quando Ennio ha fatto la musica per Mission e C’era una volta in America ho pensato quanto fosse meravigliosa, era sempre veramente speciale. Era un musicista così particolare”. Il ricordo dell’attore si sposta poi agli Spaghetti Western, ai quali lui purtroppo non ha mai partecipato perché ancora troppo poco conosciuto, e attivo principalmente in un altro ambiente. Di queste musiche (come quella de Il buono, il brutto e il cattivo) osserva come lo stile di Morricone avesse all’epoca aperto panorami musicali nel cinema mai tentati prima. Un ricordo quindi, questo di De Niro intervistato da Repubblica, fondamentale per ricostruire il mosaico di infinite influenze esercitate da Morricone su tutto il mondo del cinema negli ultimi sessant’anni.

Fonte: La Repubblica, Il fatto quotidiano

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