Tutti i film di Paolo Sorrentino, dal “peggiore” al migliore

Il 31 Maggio 2020 Paolo Sorrentino festeggia 50 anni. Per celebrare il compleanno del regista più controverso del panorama cinematografico italiano, abbiamo deciso di ripercorrere la sua eccezionale carriera. Ecco la classifica dei suoi lavori, dall'esordio con L'uomo in più alla serie The New Pope.

Paolo Sorrentino, HBO

Paolo Sorrentino ha 50 anni, ma resta il ragazzo terribile del cinema italiano. Idolatrato all’estero, in particolare dopo l’Oscar del 2015 per La grande bellezza, nel belpaese Sorrentino continua a incontrare notevoli resistenze critiche, mentre il pubblico resta nettamente diviso in opposte fazioni. Da un lato i fan innamorati di quel linguaggio allegorico, estetizzante e sontuoso. Dal lato opposto i detrattori, che trovano auto-compiaciute (se non irritanti) le sue derive anti-narrative.

Quanto è certo, è che nell’arco di 20 anni Paolo Sorrentino ha saputo elaborare un linguaggio audiovisivo inconfondibile, che non conosce compromessi. I suoi protagonisti sono uomini straordinari e soli. Vivono del bagliore dei successi passati, mentre attraversano una profonda crisi esistenziale. Si muovono in scenari dalla bellezza struggente, mentre intorno a loro si agita la più varia umanità. Il contrasto tra lo squallore degli uomini e lo splendore silenzioso degli spazi è sempre stridente. Ma non c’è mai giudizio nello sguardo del regista, che non perde compassione né tenerezza, perfino quando scandaglia i recessi più oscuri dell’animo umano.

Grande vera protagonista del cinema di Paolo Sorrentino è la macchina da presa: una presenza fantasmatica, tentacolare, che sembra infrangere le leggi della Fisica.

Sorrentino è il maestro del Dolly: quel braccio meccanico che, sotto la sua direzione, sembra rendere la macchina da presa un occhio immateriale, capace quasi di levitare. Nella definizione di questo linguaggio unico e personale, fondamentale è la figura del Direttore della Fotografia Luca Bigazzi. Il suo lavoro sulla luce rappresenta uno dei tratti distintivi del cinema di Paolo Sorrentino, così come il volto di Toni Servillo: protagonista assoluto di 6 lungometraggi.

Oltre alla solitudine, tra i temi che ricorrono nel cinema di Sorrentino c’è il senso di colpa, l’ombra insistente del passato, l’esercizio del potere, ma anche il terrore della vecchiaia, la mostruosità della malattia e del decadimento fisico. Ricorrono anche le apparizioni di animali mitici: figure forse oniriche, forse allegoriche, che sembrano alludere alla natura ingannevole e ambigua delle immagini.

Il 2020, per Sorrentino resterà comunque uno spartiacque. Il suo nuovo film, Mob Girl, sperimenta per la prima volta un soggetto non originale, che non appartiene direttamente al suo immaginario. Tratto dal romanzo Premio Pulitzer di Teresa Carpenter, racconta la mafia newyorkese attraverso la vera storia dell’informatrice Arlyne Brickman, interpretata da Jennifer Lawrence.

Ma i rumors vogliono Sorrentino al lavoro su un altro film, che è anche un radicale ritorno alle radici. Un film su Napoli, e forse su quella ferita mai dimenticata: la morte dei suoi genitori, uccisi nel sonno dal monossido di carbonio di una stufa. Il regista aveva 17 anni, ed è un caso che non si trovasse con loro nella casetta in montagna. Per la prima volta, infatti, gli avevano accordato il permesso di seguire il Napoli in trasferta.

In attesa di novità sui prossimi film, ripercorriamo comunque la sua eccezionale filmografia. Con una menzione speciale per le 2 stagioni della sua prima serie televisiva: The Young Pope e The New Pope.