La musica che gira – Nasce il progetto per sostenere la filiera

La musica che gira - Immagine tratta dal concerto del Primo Maggio
Il Concerto del Primo Maggio nel 2006. Credits: Maria Grazia Montagnari / Wikipedia

Il settore culturale chiede il nostro aiuto.

L’emergenza Coronavirus ha, conseguentemente, determinato un brusco arresto della maggior parte delle attività produttive ed economiche d’Europa e del mondo intero. Una decisione sofferta, ma necessaria, a cui tutti, chi volontariamente e chi obbligatoriamente, ha partecipato per salvaguardare la salute pubblica. Purtroppo tra i settori maggiormente colpiti dalla crisi risultano essere quelli culturali e creativi; musei, cinema, teatri, concerti ed eventi musicali di qualsiasi genere hanno dovuto chiudere temporaneamente. I live e i festival, dai minori a quelli più importanti, sono stati tristemente cancellati e rinviati, provocando tutta una serie di ripercussioni economiche sulla filiera, e sul pubblico. La musica che gira intende parlare proprio di questo.

Il mercato musicale, come accade per gli altri settori culturali e dell’intrattenimento, viene spesso bistrattato, ignorando il ruolo decisivo che gioca sull’economia italiana. L’intero settore culturale contribuisce a produrre oltre il 6% della ricchezza del paese, dando lavoro ad 1 milione e mezzo di persone, tra liberi professionisti, tecnici e piccoli imprenditori. È innegabile che l’industria musicale sia tra le più colpite, costretta a chiudere prima di tutti e a riaprire, probabilmente, tra gli ultimi. Ciò rappresenta una seria e non ignorabile minaccia per tutti gli operatori del settore, dagli artisti fino agli organizzatori di concerti. L’intera filiera musicale italiana è oggi a rischio, e noi tutti dobbiamo fare il nostro piccolo per sostenerla.

Nasce La musica che gira.

Per questo motivo sempre più professionisti del settore musicale hanno deciso di lanciare e sostenere un nuovo progetto, la musica che gira. La musica che gira è un collettivo di manager, produttori, artisti, tecnici, agenzie discografiche e uffici stampa. Chiedono solamente di avere un ruolo nelle decisioni che il governo prenderà in merito al settore musicale, di modo da salvaguardare, giustamente, i propri interessi di lavoratori e quello di un’industria creativa in quanto tale. La musica che gira vuole mettere a disposizione del governo e della task force istituita per affrontare l’emergenza la loro conoscenza del mestiere e il loro know-how.

Il documento che intendono presentare in Parlamento e ai Ministri interessati si articola secondo 4 punti principali. Garantire l’accesso alle tutele sociali a tutti i professionisti della cultura che operano in campo musicale, fornendo loro un sostegno economico d’emergenza. Maggiore supporto alle attività imprenditoriali del settore “musica dal vivo” quali club e organizzazioni di eventi. Stimolare una riforma definitiva del settore e una ripresa con nuove logiche della produzione e del consumo culturale. Fornire finanziamenti e investimenti Green su innovazione e tecnologia, garantire supporto e assistenza tecnica per la stesura di Piani di Azioni Ambientali, garantire l’accesso per tutti i professionisti della cultura  a linee guida e best practice per implementare la gestione sostenibile nelle proprie attività.

Supportiamo la musica che gira.

Noi forniamo il nostro pieno sostegno, nel limite delle nostre possibilità, a questa iniziativa che viene dal basso per contribuire ad una positiva ed immediata, si spera, ripresa del settore musicale. Per avere maggiori informazioni riguardo la natura del progetto La musica che gira e conoscere meglio punto per punto le richieste da presentare al governo consultate la pagina https://www.lamusicachegira.it/. Se anche voi amate ascoltare musica, andare ai concerti e festival, supportate come potete l’industria musicale. E ricordare che dietro i vostri artisti preferiti, ci sono  promoter, produttori, musicisti e tecnici che contribuiscono a rendere uniche e indimenticabili le vostre esperienze.

Per altri approfondimenti continuate a seguire La scimmia sente, la scimmia fa