10 canzoni alla scoperta di Peter Gabriel

7. Sledgehammer (1986)

Il più grande successo di Peter Gabriel a livello di popolarità, nonché una delle sue canzoni più note e accessibili. Il buon riscontro è in gran parte dovuto al celebre videoclip, realizzato con l’utilizzo della tecnica stop motion e con varie idee registiche all’avanguardia, una più bizzarra e improbabile dell’altra. La canzone è un soul leggero e ballabile, dai toni funky e che cela metafore sessuali accuratamente nascoste da un ritornello orecchiabile e da radio. Quello di Sledgehammer è il Gabriel più celebre e forse, per certi versi, stereotipico. Ma, allo stesso tempo, non si può esplorare la sua discografia senza passare anche per questa canzone.

Peter Gabriel – Sledgehammer, 1986

6. Games Without Frontiers (1980)

Un’altra perla dall’album Melt, questa canzone fa riferimento all’omonimo evento sportivo molto popolare all’epoca (i Giochi Senza Frontiere), ricavandone però una concezione critica e parodistica. Nella canzone, Gabriel paragona gli eventi di politica internazionale, nonché le guerre combattute in tutto il mondo, a giochi tra bambini, volendo dare l’idea di quanto poco i governanti dei vari paesi pensino alle reali conseguenze dei loro disaccordi. Musicalmente è un pezzo molto sperimentale, con suoni elettronici mischiati a chitarre post-punk e versi in francese. Ne emerge il Peter Gabriel più accattivante, cinico e disilluso.

Peter Gabriel – Games Without Frontiers, 1980

5. Biko (1980)

Scritta in onore dell’attivista Steve Biko, come accennato sopra, questa canzone arriva in un periodo di fuoco per la storia del Sudafrica, al culmine dell’Apartheid. Una delle molte canzoni di protesta che si sollevano “dall’occidente”, e gridano contro le differenze etniche tra bianchi e neri e contro la segregazione, brutalità e discriminazione degli uni contro gli altri in tutte le loro forme. Il pezzo si fa influenzare dalla cosiddetta “world music”, musica etnica generalmente proveniente da quello che all’epoca era chiamato “terzo mondo”, e in particolare dall’Africa. Biko si trasforma presto in una sorta di gospel spirituale, una preghiera che vuole ricordare l’attivista scomparso e raccoglierne l’eredità perché non sia dimenticato.

Peter Gabriel – Biko, 1980