Fedez vs. Salvini: “Io guadagno onestamente”

Nuova polemica, nuovo dibattito: rapper vs. ex-ministro

Fedez
Fedez. Credits: Greta

Il famoso rapper Fedez si scaglia contro il leader della Lega

Un nuovo, appassionante episodio dell’epica saga senza fine Salvini vs. Tutti. Deciso a non lasciarsi sfuggire alcuna opportunità per scatenare polemiche e per far girare il suo nome sui motori di ricerca, l’ex-ministro dell’interno ha deciso di prendersela questa volta con un nome quasi altrettanto noto e quasi altrettanto discusso. Fedez, celebre non tanto per la sua musica quanto per la partecipazione come giudice a X-Factor e per il matrimonio con Chiara Ferragni, è già di per suo un personaggio inviso a molti ambienti e mal guardato da parecchi commentatori.

Una scelta, quindi, che sembra quasi casuale, ma non lo è. Salvini fa riferimento al rapper e cantante comparendo in Dritto e Rovescio, trasmissione che, come tipico di Rete 4, unisce spettacolarità Berlusconiana a populismo forzato e facilmente fruibile. Il politico risponde a Fabio Volo (il quale a sua volta l’ha recentemente insultato con parole pesanti), e cita anche Fedez, nel tweet che vedete qui sotto. La risposta di Fedez, che trovate sempre come replica al medesimo tweet, non si è fatta attendere.

Una polemica potenzialmente infinita

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La risposta di Fedez è semplice: “Io faccio ciò che il mio mestiere prevede, tu no”. Da parte di Salvini, si coglie l’usuale disprezzo retorico per chi non svolge “un lavoro vero” (scrivere e cantare, chiaramente, non lo sono). Concetto che, affermato o meno dall’ex-ministro, torna utile per suscitare la sempre pronta indignazione degli elettori, lavoratori “onesti”. Elettori quindi pronti ad attaccare uno come Fedez che, lo si voglia definire “artista” o meno, diviene allora un comodo simbolo di tutto ciò che (secondo Salvini) non va in Italia.

Si tratta, come al solito, di strategia elettorale, e le canzoni scritte da Fedez o i libri scritti da Fabio Volo non hanno alcuna importanza nella disanima: i contenuti non contano in questo caso, perché l’importante, per Salvini, è creare un caso, come quello di Junior Cally, da presentare ai suoi fedeli. Conscio che costoro, ben lungi dall’approfondire o dal cercare di comprendere la natura del “fenomeno Fedez”, daranno immediatamente ragione al “Capitano” senza porsi alcuna ulteriore domanda. Sostenere l’uno o l’altro, quindi, non ha molto senso. Perché chi è deciso a credere che Fedez sia “dannoso” o “meno onesto” di Salvini, ha già la sua opinione in tasca e non la cambierà.

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