Peaky Blinders, la storia vera della famigerata banda di Birmingham

Peaky Blinders è la storia di una famiglia malavitosa di Birmingham, arrivata alla sua quinta stagione. Ma Steven Knight si è ispirato a una storia vera per il suo racconto

Peaky Blinders storia vera
Peaky Blinders

Peaky Blinders è una delle serie di punta della BBC e uno dei migliori prodotti di genere presentati negli ultimi anni.

Arrivata alla quinta stagione, che debutta a Ottobre su Netflix, Peaky Blinders racconta la storia di Thomas Shelby e della sua famiglia, in una Birmingham oscura e criminale di inizio ‘900.

Creata e scritta da Stephen Knight, Peaky Blinders ha un cast eccellente guidato da Cillian Murphy nei panni del tormentato Tommy Shelby: intorno a lui si muovono attori come Helen McCrory e Paul Anderson. Senza contare che nel corso delle cinque stagioni ci sono state guest molto importanti, come Adrien Brody, Sam Claflin e Tom Hardy.

Quello che forse non tutti sanno è che Stephen Knight, per questa sua splendida serie, ha preso spunto da una storia vera della Birmingham a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo.

In un’intervista, infatti, l’autore ha raccontato che la storia è nata dai racconti di suo padre.

         Leggi anche: Quando i Peaky Blinders rubarono la FA CUP all’Aston Villa

Peaky Blinders: le storie della buonanotte

La storia di Peaky Blinders è basata su quello che mi è stato raccontato quando ero un bambino, ed erano le storie di ciò che erano accadute ai miei genitori quando loro erano piccoli. Hanno visto tutto attraverso lo sguardo di un bambino.

Steven Knight ha continuato, raccontando:

Mio padre mi disse che suo padre gli diede un messaggio chiedendogli di consegnarlo agli zii. Mio padre bussò alla porta e si trovò davanti un tavolo con circa otto uomini. Tutti vestiti perfettamente, che indossavano cappelli e avevano pistole nelle loro tasche. Il tavolo era coperto di denaro.

L’origine del nome Peaky Blinders

Perché Peaky Blinders?

Il nome di questa gang giovanile dell’epoca è oggetto di una controversia. Secondo alcuni studiosi, infatti, il nome viene dalla tendenza di nascondere delle lamette nelle visiere (peak, in inglese, significa affilato) per poterle usare all’occorrenza, proprio come è stato mostrato all’interno della serie.

Questa teoria, però, si scontra con chi contesta che all’epoca le lamette erano comunque un oggetto di lusso sul finire dell’ottocento, ed è per questo difficile che venissero utilizzate in questo modo.

Un’altra teoria indica che il nome della banda è legato al modello di cappello (peaky) e a un termine informale della zona di Birmingham, blinder, che servirebbe a identificare un tipo di abbigliamento elegante, composto dagli iconici cappelli e pantaloni su misura. Quindi il nome della gang si collega essenzialmente all’estetica con cui i Peaky Blinders si presentavano agli occhi del mondo.

La vera storia dei Peaky Blinders

peaky blinders storia vera

I Peaky Blinders cominciarono la loro attività intorno al 1890 – perciò circa trent’anni prima rispetto all’inizio della serie – e furono a capo delle strade di Birmingham. Erano attivi nel furto, nel racket e di certo non disdegnavano la violenza, sebbene i componenti della gang fossero spesso molto giovani.

Nel libro The Real Peaky Blinders di Carl Chinn, si legge che alcuni membri della banda non avevano più di dodici anni. Sebbene non avessero le stesse velleità e ambizioni politiche mostrate da Thomas Shelby, i veri Peaky Blinders erano molto più violenti di quanto mostrato nella serie televisiva, e questo lascia intendere quanto i cittadini di Birmingham fossero desiderosi di non creare problemi ai suoi membri.

Inoltre, come ha ricordato sempre Stephen Knight in un’intervista rilasciato al The Mirror la violenza con cui i Peaky Blinders affrontavano i propri nemici era niente se messa a confronto alla furia con cui si svolgevano le risse tra i componenti della gang. Occhi, gole e orecchie: tutto poteva essere un bersaglio utile per fare del male al proprio antagonista. Stephen Knight ha definito questi scontri simili ai combattimenti illegali tra cani, dove è l’istinto di sopravvivenza ad avere l’ultima parola.

Il declino

I Peaky Blinders torreggiarono su Birmingham fino al 1910, quando la loro stella cominciò a perdere di intensità a favore di una gang emergente, i Birmingham Boys, che erano guidati da Billy Kimber. Se il nome vi suona famigliare è perché il personaggio è apparso nella prima stagione di Peaky Blinders. Sebbene nella serie appaia come un personaggio minore, nella realtà pare che Kimber fosse intelligente e carismatico, pronto a diventare uno dei criminali più potenti di tutta l’Inghilterra. Un po’, dunque, come Thomas Shelby.

Un altro motivo alla base del declino dei Peaky Blinders fu l’inasprirsi della giustizia, ma anche il sempre più diffuso sistema scolastico. La polizia e le istituzioni diedero un giro di vita alla criminalità, facendo diminuire i casi di corruzione e prevedendo pene decisamente più dure rispetto al passato. Inoltre i bambini, soprattutto a partire dagli anni ’20, cominciarono ad andare a scuola, ricevendo un’istruzione che li portava lontani dalle strade, così come il proliferare di club di boxe che offrivano un’alternativa alla violenza delle gang.

Che sia questo il destino che attende anche la famiglia Shelby?

Continua a seguirci su LaScimmiaPensa.com