Bojack Horseman, Aaron Paul accusa Netflix per la cancellazione

Bojack Horseman
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Un tweet diplomatico ma al quale si può dare una lettura abbastanza piccata. Aaron Paul ha affermato chiaramente che la decisione di chiusura di Bojack Horseman sia tutta di marca Netflix. E che conseguentemente la scelta non appartenga di certo ai direttori creativi della serie, tra cui spicca proprio il Jesse Pinkman di Breaking Bad e del prossimo El Camino.

Tutto nasce da un semplice tweet in cui Aaron Paul saluta la sua creatura Bojack, postando il trailer ed un breve commento di addio in cui dice che è stata una corsa emozionante.

“Addio Bojack Horseman. La sesta ed ultima stagione è arrivata. Mio Dio, è stata una corsa emozionante”

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Un lapidario saluto. Tutto normale se non fosse per il fatto che arriva una risposta di un utente a dir poco scioccato dalla cancellazione. Il quale chiede ovviamente delucidazioni. Delucidazioni che trovano la pronta risposta di Aaron Paul che, riassumendo, scarica la responsabilità proprio su Netflix stessa.

Per chi non abbia familiarità con l’inglese, eccovi la traduzione:

“Ci siamo divertiti moltissimo facendo Bojack. Non potremmo essere più orgogliosi. Mi sono innamorato dei personaggi come  chiunque altro ma sfortunatamente Netflix ha pensato che fosse il tempo di chiudere il sipario e quindi eccoci qui. Ci hanno Dao una casa per sei magnifici anni. Non abbiamo potuto fare nulla”

Insomma, è proprio la frase a conclusione del tweet a lasciare molte interpretazioni circa lo stato emotivo, evidentemente deluso, di Aaron Paul. Due notizie che, come il leitmotiv della serie, hanno strappato gioia e tristezza negli spettatori. Non poteva esserci chiusura più coerente, effettivamente.

Classe '89, laureato al DAMS di Roma e con una passione per tutto ciò che riguardi cinema, letteratura, musica e filosofia che provo a mettere nero su bianco ogni volta che posso. Provo a rendere la critica cinematografica accessibile a tutti, anche al "lattaio dell'Ohio".